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venerdì 28 dicembre 2018

La missione dello Spirito Santo nella chiesa - il santificatore


1. Lo Spirito Santo e l'evangelizzazione.

L'attività dello Spirito Santo in rapporto all'evangelizzazione è di primaria importanza. A tal proposito non può non essere ricordato il numero 751dell’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI, il quale definisce lo Spirito Santo «l'agente principale dell'evangelizzazione»2, riferendosi anche al documento conciliare Ad Gentes.

Questa affermazione ci rivela due profondi misteri: primo, senza lo Spirito non c'è vera evangelizzazione; secondo, lui non è l'unico agente, benché sia il principale, dell'evangelizzazione3. Questi due misteri furono già presentati nel Concilio, quando il decreto Ad Gentes4 ci trasmise una basilare affermazione: secondo il volere e la disposizione di Cristo, la realizzazione della salvezza, sempre e dovunque, è frutto della collaborazione fra lo Spirito e il missionario.

Senza lo Spirito Santo non c'è evangelizzazione. Manca quella spinta dinamica, quella efficacia soprannaturale, quella novità e frutto di salvezza che è prima di tutto riconciliazione con Dio, e infine quel frutto che è comunione con gli uomini. Senza lo Spirito, potremmo insegnare delle dottrine, anche formare delle associazioni, dei gruppi di persone che pensano e vogliono la stessa cosa, ma soltanto con lo Spirito possiamo compiere i compiti propri dell'evangelizzatore: rendere testimonianza, suscitare la fede e creare una vera comunità o Chiesa.

«Le tecniche dell'evangelizzazione sono buone, ma neppure le più perfette tra di esse potrebbero sostituire l'azione discreta dello Spirito. Anche la preparazione più raffinata dell'evangelizzatore non opera nulla senza di lui»5. Dove l'aggettivo "discreta" mostra una delle note caratteristiche dello Spirito, che agisce efficacemente ma senza durezza, senza fanatismo, rispettando sempre la libertà dell'uomo.

Lo Spirito «spiega ai fedeli il significato profondo dell'insegnamento di Gesù e del suo mistero»6. E’ proprio questa la prima forma di agire dell’ “agente principale dell'evangelizzazione”, far scoprire a tutti i fedeli e ai missionari, il profondo mistero di Gesù via, verità e vita; radice del dinamismo evangelizzatore. Lo Spirito fu promesso dallo stesso Gesù come maestro interiore7.



2. La missione della Chiesa ad immagine di quella di Cristo e degli apostoli, sotto la guida dello Spirito.

Se si prende in considerazione in primo luogo la missione di Cristo si nota che «Gesù, guidato dallo Spirito predicava»8. Inoltre tutta la missione evangelizzatrice di Cristo si svolge all’insegna dello Spirito, come nota San Luca all’inizio dell’attività messianica di Gesù nella sinagoga di Nazareth, dove vien letto il passo del profeta Isaia al capitolo 61: «lo Spirito del Signore è su di me»9.

Lo Spirito è presenza concreta nella missione di Cristo e di fatto è Gesù stesso che diviene latore di questa presenza ed è guidato da essa.

La manifestazione esplicita dello Spirito nel Battesimo al Giordano segna l’inizio della missione di Gesù e ci svela il ruolo dello Spirito nella missione di Cristo. In un contesto prettamente missionario, in cui Gesù è l’inviato del Padre, lo Spirito Santo esplicita questa profonda unità fra Mandante e Mandato. Cristo è l’unto, è la fonte unica della salvezza. A sua volta tale missione di Cristo si perpetua nella Chiesa, perché lo Spirito di Gesù continua la sua opera nella sua Chiesa. La comunità ecclesiale oggi possiede l'unzione dello Spirito che ebbe Gesù stesso. Questo per il fatto che Cristo ha trasmesso la sua unzione-Spirito, pertanto la Chiesa può proclamare la parola di salvezza, può avere i sacramenti, gesti di salvezza, e diventare lei stessa sacramento di salvezza10.

Gli apostoli stessi renderanno la loro testimonianza di evangelizzazione11, ma per compiere una tale missione essi necessitano della presenza dello Spirito, garantita da Gesù, come egli stesso nella sua umanità era stato preparato per la testimonianza sul Padre.

Dopo la risurrezione è Cristo stesso a sottolineare questa continuità: «“Come il Padre ha mandato me, io mando voi”. E detto questo alitò sopra di loro e disse: “ricevete lo Spirito Santo”»12; se la missione di Gesù è con la potenza dello Spirito e noi abbiamo la stessa missione di Gesù, allora la nostra missione è con la presenza dello stesso Spirito.

Ancora, nel primo capitolo degli Atti, Gesù parla di questo battesimo nello Spirito13 riferendosi all’evento della Pentecoste e come per la teofania battesimale di Gesù, anche per la Chiesa quell’evento non sarà solo un’inaugurazione iniziale, sarà una presenza permanente. Questo lo si nota continuamente nella narrazione degli Atti degli Apostoli14, in cui lo Spirito dialoga e guida non solo l’intera comunità ma anche i singoli evangelizzatori15.

A tale proposito Giovanni Paolo II si è espresso così in una catechesi sempre in rapporto all'azione dello Spirito nella Chiesa:

«Lo Spirito Santo è l'Autore e il Datore della forza divina, spirituale, pastorale dell'intera struttura ministeriale, della quale il Cristo Signore ha dotato la sua Chiesa, edificata sugli Apostoli. In essa, come dice Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi, “vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore”16. Gli Apostoli erano ben consapevoli di questa verità, che riguardava loro stessi per primi, in tutta la loro opera di evangelizzazione e di governo. Cosi Pietro rivolgendosi ai fedeli dispersi in varie regioni del mondo pagano ricorda loro che la predicazione evangelica è stata fatta “nello Spirito Santo mandato dal cielo”17. Analogamente l'apostolo Paolo più volte manifesta la stessa consapevolezza nelle sue Lettere. Così nella Seconda ai Corinzi scrive: “La nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti ad una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito”18. Secondo l'Apostolo, il “servizio della Nuova Alleanza” è vivificato dallo Spirito Santo, in virtù del quale avviene l'annuncio del Vangelo e tutta l'opera di santificazione, che Paolo è stato chiamato a svolgere specificatamente tra le genti estranee a Israele. Egli, infatti, presenta se stesso ai Romani come uno che ha ricevuto la grazia di essere “un ministro di Gesù Cristo tra i pagani, esercitando l'ufficio sacro del Vangelo di Dio perché i pagani divengano una oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo”19.

Ma tutto il collegio apostolico sapeva di essere ispirato, mosso e guidato dallo Spirito Santo nel servizio dei fedeli, come appare da quella dichiarazione conclusiva del Concilio degli Apostoli e dei loro più stretti collaboratori - i "presbiteri" – a Gerusalemme: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi…”20. L'apostolo Paolo ripetutamente afferma che, col ministero che egli esercita in virtù dello Spirito Santo, intende “mostrare lo Spirito e la sua potenza”. Nel suo messaggio non c'è “sublimità di parola”, non ci sono “discorsi persuasivi di sapienza”21, perché come Apostolo egli parla con un linguaggio “non suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali”22. L'Apostolo può scrivere di sé - come degli altri annunciatori della parola di Cristo - che “le cose (riguardanti i divini misteri)…, a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito: lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio”23»24.

La pentecoste missionaria è per annunciare Cristo, se la Chiesa è tempio dello Spirito vuoi dire che riceve lo Spirito per annunciare: continua presenza “pentecostale”, non solo il giorno della Pentecoste, ma in una Pentecoste permanente25. Tutti erano pieni di Spirito Santo, c'è una presenza in tutti i componenti della comunità cristiana26. I discepoli hanno ricevuto lo Spirito ed evangelizzano con audacia, divenendo testimoni accreditati dell’evento Cristo.

Si possono riscontrare i tratti di un’altra “pentecoste” in Atti 4,31: il gruppo dei discepoli è cresciuto ed iniziano le prime persecuzioni. Ciò che vuole notare S. Luca è una continua assistenza dello Spirito per la Chiesa primitiva. Vi sono vari casi di queste effusioni dello Spirito considerati negli Atti: nel cap. 8,15 in Samaria dove vi erano dei convertiti, vengono inviati Pietro e Giovanni. Ed ancora c'è un gruppo pagano27, nella casa di Cornelio il centurione. Lì si reca San Pietro, ed essi ricevono lo Spirito Santo prima dello stesso battesimo, mentre ancora Pietro parlava. La presenza “pentecostale” è continua: in Antiochia lo Spirito chiede che gli venissero riservati Paolo e Barnaba per una specifica missione28.

La causa originante di tutto questo va indubbiamente ricondotta nel mandato di Cristo agli apostoli: «Cristo quando fu elevato in alto da terra, attirò tutti a sé; risorgendo dai morti immise negli Apostoli il suo Spirito vivificatore, e per mezzo di Lui costituì il Suo Corpo che è la Chiesa, quale universale sacramento di salvezza; sedendo alla destra del Padre opera continuamente nel mondo per condurre gli uomini alla Chiesa...»29.

In questa costituzione dogmatica si afferma pertanto che la Chiesa è costituita sacramento universale di salvezza per mezzo dello Spirito inviato da Cristo, dono di Cristo risorto, come dono salvifico. La Chiesa porta con sé, manifesta e comunica i doni salvifici dello Spirito. Essa, infatti, «è sospinta dallo Spirito Santo a cooperare perché sia eseguito il piano di Dio, il quale ha costituito Cristo principio della salvezza per il mondo intero»30.

La salvezza è opera di Cristo, ma grazie allo Spirito questa salvezza cristiana viene attualizzata, applicata, irradiata; «essendo piaciuto a Dio di non manifestare solennemente il mistero della salvezza umana prima di aver effuso lo Spirito promesso da Cristo…»31, «Cristo inviò da parte del Padre lo Spirito perché compisse dal di dentro la sua opera di salvezza stimolando la Chiesa a svilupparsi...»32 La Chiesa dunque «per virtù dello Spirito Santo... non ha mai cessato di essere segno di salvezza nel mondo»33.



3. Il carattere pneumatologico della missione evangelizzatrice della Chiesa proviene da Cristo.

Una volta delineata la stretta continuità fra la missione di Cristo, degli apostoli e quella della Chiesa è opportuno evidenziare la causalità salvifica proveniente da Cristo che per mezzo del suo Spirito si rende attiva nella missione della Chiesa.

Questa, giacché riceve l'unzione di Cristo (ossia lo Spirito di Cristo), può continuare e attualizzare la missione di Cristo. «Nostro Signore Gesù rende partecipe tutto il suo corpo mistico di quella unzione dello Spirito con la quale è stato unto: in esso, infatti, tutti i fedeli formano un sacerdozio santo, e annunziano le grandezze di Colui...»34. «Cristo fondò la Chiesa come sacramento di salvezza»35, non solo segno della salvezza di Cristo, ma anche strumento di salvezza per tutti gli uomini: «Costituito da Cristo (il Popolo di Dio) per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure assunto da Lui ad essere strumento della redenzione di tutti, e quale luce del mondo e sale della terra, è inviato a tutto il mondo»36.

Oltre alla figura del corpo mistico o del popolo di Dio, per l'approfondimento del nostro argomento esiste anche l'immagine dello Sposo e della sposa o quella del regno. Quest’ultima viene commentata nel paragrafo 18 della Redemptoris missio. Vi si afferma, con grande rigore e sobrietà di formule, la stretta connessione che vige tra il Regno, concetto illimitato come realtà divina, e la Chiesa, creatura di Dio. Le due realtà non possono essere separate, se non temerariamente. E come, ambedue, non possono essere separate da Cristo, così, la Chiesa, creata da Cristo, è ordinata a Lui, come è ordinata al Regno che in Cristo con lo Spirito si è fatto presente e si è compiuto.

La Chiesa, destinata al Regno, ed organo propulsore degli uomini e dei popoli verso il Regno, è la Sposa, che dallo Sposo divino ha ricevuto la Dote di indicibile, inaudito, indescrivibile splendore: la pienezza dei Beni messianici, la pienezza dei mezzi che procurano la salvezza, lo Spirito Santo che mirabilmente opera nella Chiesa.

Lo Spirito, che l'ha creata a Pentecoste, ma anche, secondo altra visuale dal costato squarciato del Signore sulla croce37, dimorandovi perennemente la vivifica con i suoi doni e carismi38 e le trasmette la sua santità. Ed, infine, la rinnova di continuo39, così che realmente si ha la splendida equivalenza nell'unica missione, quella di Cristo e della Chiesa, attuata con la presenza del Signore, come opera di Dio Spirito Santo: unica missione, unica opera.

Il parallelo fra la natura umana dei Verbo come strumento salvifico e la Chiesa, in cui opera lo Spirito, si trova presente nel numero 8 della Lumen Gentium. «Per una non debole analogia [la Chiesa] è paragonata al mistero del Verbo incarnato. Infatti come la natura assunta serve al Verbo divino di vivo organo di salvezza, a Lui indissolubilmente unito, in modo non dissimile l'organismo sociale40 della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del Corpo41»42 Lo Spirito di Cristo contrae con la Chiesa un rapporto che non è identico ma analogo a quello che ha il Verbo con la sua natura umana: questi si serve della natura umana assunta come vivente organo di salvezza «infatti la sua umanità, nell'unità della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza»43 così lo Spirito si serve della compagine sociale della Chiesa per attuare e attualizzare questa salvezza. Come la natura umana di Gesù è stata creata per la funzione salvifica del Logos, di cui era il proto-sacramento (ossia segno visibile, tangibile ed efficace di salvezza), così la struttura della Chiesa è sacramento dello Spirito di Cristo. Lo Spirito, difatti, la valorizza per rendere presente Cristo nel mondo, chiedendone la compartecipazione a questa missione. L'affermazione riportata della Lumen Gentium 8, «per la crescita del corpo», ha una marcata valenza missionaria, ossia lo Spirito sospinge la comunità ecclesiale alla testimonianza ed all’evangelizzazione, come Cristo ha comandato44.

Ovviamente si tratta, come già il concilio specifica, di analogia, perché vi sono delle grandi differenze: la natura umana fu creata solo nel momento della sua assunzione nell'unione ipostatica, e così non era persona; tutti i cristiani che formano la Chiesa sono già persone, e come tali rimangono al servizio dello Spirito; inoltre, tra lo Spirito e la Chiesa non c'è una unità di esistenza, e ancor meno di ipostasi, bensì di attività.

Infine è necessario considerare lo stesso evento salvifico della morte e risurrezione di Cristo come elemento fondamentale nella missione della Chiesa, sospinta dallo Spirito.

Cristo fu costituito Signore nella sua Risurrezione45, e certamente per la potenza dello Spirito46. Questa Signoria viene rivelata a partire e attraverso la missione dello Spirito Santo47. Nella Risurrezione Cristo ha ricevuto tutto il “potere”48. Ha fatto partecipe la Chiesa di questo “potere”. Da questo “potere” (̉́) deriva una missione o dimensione missionaria, per sottomettere tutto e tutti ricondurre al Padre49. Il vangelo di San Giovanni non dimentica questa caratteristica del “potere” di Cristo: «Sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani…»50, «Come tu gli hai dato potere su tutti gli uomini, affinché Egli doni la vita eterna a coloro che gli hai dato...»51.

E’ alla luce di questo “potere” che la Chiesa attua la sua missione ricevuta da Cristo stesso: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra, andate dunque...»52. Pertanto tale potere (̉́) si correla alla forza (́ς) dello Spirito Santo che rivestirà gli apostoli e assisterà la Chiesa nel compimento della sua testimonianza. Infatti Gesù inviando i suoi nella prima missione diede loro «la potestà di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni malattia e infermità»53, ora la Chiesa, ricevuto l’incarico della missione evangelizzatrice, ha avuto anche la forza dello Spirito del Risorto, per l’adempimento della sua missione54.



4. Lo Spirito Santo e la missione della Chiesa.

Lo scopo dell’evangelizzazione è formare Cristo sotto l'azione dello Spirito55. Tutto: la predicazione, i sacramenti, la grazia sono finalizzati a questa cristificazione sotto l'azione dello Spirito. Lui ci fa diventare figli di adozione56. Allora l'apostolo è lo strumento efficace dello Spirito per «formare Cristo»57. S. Paolo parla del mistero di Cristo: «ricapitolare in Cristo tutte le cose»58, perciò abbiamo ricevuto in pegno la caparra dello Spirito (́ς)59.

La missione della Chiesa tende a ricapitolare tutto in Cristo (realtà sociale), fa in modo che tutto il mondo abbia come centro Cristo (e questo solo lo Spirito può farlo), forma Cristo nel cuore dell'uomo sotto l'azione dello Spirito (realtà profonda personale). La Chiesa quindi è missionaria sotto l'azione dello Spirito. E se c'è un'azione c'è anche una presenza. E' lo Spirito Santo inviato dal Padre e dal Figlio, amore del Padre e del Figlio che svela l'indole trinitaria della missione: «Battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo»60.

La Chiesa ricevendo lo Spirito di Cristo diventa missionaria. Non missionaria solo per il mandato di Cristo - andate e predicate - ma anche per il fatto che ha ricevuto lo Spirito. Così viene spiegato il carattere missionario della Chiesa nei documenti del Concilio Vaticano II. Ad esempio, nella Lumen Gentium si spiega che la Chiesa è missionaria perché ha ricevuto il mandato di Cristo ed «è sospinta dallo Spirito Santo a cooperare perché sia eseguito il piano di Dio»61. Ed ancora, nel decreto missionario: «perciò la missione della Chiesa si esplica attraverso un'azione, per cui essa obbedendo all'ordine di Cristo e mossa dalla grazia e dalla carità dello Spirito Santo si fa pienamente ed attualmente presente a tutti gli uomini e a tutti i popoli»62. Il testo più esplicito lo troviamo nell' Ad Gentes n. 4: «Per il raggiungimento di questo scopo [la salvezza universale]63, Cristo inviò da parte del Padre lo Spirito Santo, perché compisse dal di dentro la sua opera di salvezza e stimolasse la Chiesa a svilupparsi»64.

Questo ci fa comprendere il fatto che la Chiesa non è fine a se stessa, ma è stata creata da Dio per diventare sacramento di salvezza pertanto e per mandato di Cristo e per impulso dello Spirito la Chiesa è per sua natura missionaria65. Questa è la finalità della Chiesa: rendere partecipi tutti gli uomini della salvezza66. Il tempo della Chiesa è il tempo dello Spirito, e la Chiesa tutta intera è missionaria, in tutte le sue componenti, perché ha ricevuto il dono dello Spirito. A partire dalla pentecoste, «la Chiesa si manifesta ufficialmente... ed ebbe inizio attraverso la predicazione e la diffusione del Vangelo in mezzo alle genti»67.

Nell'ascensione Gesù dice ai discepoli che saranno suoi testimoni, rivestiti di forza dall'alto (Spirito Santo): «E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città finché non siate rivestiti di potenza dall’alto»68. Il numero 4 sia della Lumen Gentium come dell’Ad Gentes, sono testi che spiegano questa presenza e questa azione dello Spirito Santo nella missione della Chiesa. Altri interessanti commenti si trovano nella Evangelii nuntiandi al numero 8269, nella Redemptoris missio in tutto il III capitolo70 ed al n. 8771 e nella Dominum et vivificantemparticolarmente ai numeri 63 e 6472. Si può consultare anche il Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 737-38 e 797-98.

La presenza dello Spirito si attua anche nel singolo cristiano inviato da Dio e per la testimonianza sempre coadiuvato dalla comunità ecclesiale. Nel Vangelo di Matteo, Gesù stesso parla di questa presenza in rapporto all’evangelizzazione, quando invia gli apostoli: «lo Spirito del vostro Padre parlerà in voi» (Mt 10,20). Anche se qui si parla del parlare in tribunale, siamo sempre in un contesto di annuncio, di testimonianza, anche davanti ai tribunali pagani.

«Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni»73. Nella testimonianza umana, nell'annuncio profetico c'è sempre una presenza dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo, «oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da lui, gli suggerisce le parole che da solo non saprebbe trovare»74. Lo Spirito «fa parlare Pietro, Paolo o gli altri Apostoli, ispirando loro le parole da dire»75.

In questa dinamica missionaria, una conseguenza essenziale è la proclamazione della Parola. La forza dello Spirito diventa parola nel cristiano chiamato ad evangelizzare. Lui «fa ricordare»76 la Parola del Vangelo, perché noi non possiamo inventare un altro messaggio o presentare una figura di Cristo diversa da quella della Chiesa. La fedeltà allo Spirito Santo è fedeltà a Cristo e fedeltà alla comunità ecclesiale.

L'azione dello Spirito Santo si manifesta anche al di fuori dei confini visibili della Chiesa e della sua evangelizzazione, per questo è importante che la comunità cristiana sappia ben discernere le realtà del nostro tempo ed affrontare con coraggio le sfide odierne.

«Lo Spirito soffia dove vuole», non può essere contenuto dai limiti di una comunità. I numeri 28-29 della Redemptoris Missio77 mostrano che Egli si manifesta certamente nella Chiesa ed in ciascuno dei suoi membri, ma poi anche illimitatamente, fuori di essi. Opera un'azione speciale nella Chiesa e nei suoi membri, con un'operazione peculiare; vivifica la Chiesa, la spinge all'annuncio di Cristo Risorto, prepara questo annuncio seminando e sviluppando doni negli uomini e tra i popoli, e guida la Chiesa a scoprire, promuovere e recepire tali doni con il dialogo. Ma inseparabilmente, per ciò stesso, opera anche “fuori” dei cosiddetti “confini visibili” della Chiesa. Alla Chiesa dona il criterio supremo del “discernimento” di quei doni e della loro realtà vera, poiché lo Spirito Santo è donato da Cristo anche per guidare la Chiesa «alla Verità intera»78.

Anche oggi la Chiesa è chiamata a proseguire fedelmente la vita della comunità cristiana primitiva, che rispose prontamente e generosamente all'impulso potente dello Spirito Santo. Essa ebbe un coraggio eccezionale nell’affrontare tutto il mondo ancora ignaro della luce della resurrezione, ed ebbe la docilità ad ascoltare la Voce dello Spirito.

Tutta questo dovrebbe conferire a noi cristiani un senso di responsabilità e al tempo stesso di umiltà nell’obbedienza e servizio allo Spirito79., considerando primariamente la Sua opera e la Sua guida.

Inoltre, ogni cristiano deve sentirsi partecipe di questa missionarietà ecclesiale, proprio perché partecipi dell'unica missione di Cristo. I cristiani sono quelli che hanno ricevuto l'unzione del Signore80: «Se non interpreto con troppa audacia, i piedi unti del Signore sono i suoi apostoli, i quali, secondo la profezia, partecipano all'unguento profumato, che è lo Spirito Santo»81. «Molti unti», la moltitudine di coloro che sono unti (́, i cristiani), spiega Origene, hanno la loro origine dall' "unto", Cristo, che ha ricevuto l'intera unzione, la pienezza dell'unzione, lo Spirito, ed essi partecipano a questa unzione: tale partecipazione ha luogo nella Chiesa82. «Siamo chiamati cristi dal crisma che dette il nome anche al Signore (́ς, Cristo): unzione spirituale perché di Spirito Egli fu unto dal Padre»83. «Tutti siamo unti con il suo “oleo” (lo Spirito) e perciò possiamo chiamarci Cristo, perché tutto il Corpo insieme al Capo è un solo Cristo»84.

Questa unzione dei cristiani, proprio in quanto cristica, ha una impronta pneumatologica ed ecclesiale. Lo Spirito non operò unicamente nella missione di Gesù, quando questi era sulla terra, ma dalla Pentecoste continua nella Chiesa la missione di Cristo, nell'attualizzazione salvifica, storica, della redenzione portata da Cristo.
Conclusione.

A conclusione di questo sintetico approfondimento, si può riportare la visuale pneumatologico-ecclesiale offerta dalla Lumen Gentium al numero 4: un testo assai ricco di prospettive e di citazioni bibliche. In esso ci vengono descritte una serie di azioni caratteristiche dell'opera dello Spirito nella Chiesa che in Lui diventa una perenne Pentecoste.

- Lo Spirito Santo è il dono definitivo e permanente per la santificazione dell'umanità, e quindi la possibilità di un ritorno al Padre nell'unità dell'unico Spirito, cioè in una umanità riconciliata con il Padre per Cristo e riconciliante gli uomini fra di loro;

- questa missione dello Spirito è vivificante: trasmette la vita che era nel Padre ed è primariamente interiore, raggiunge l'uomo nella profondità del suo essere e ricupererà perfino i corpi mortali nella risurrezione finale, in una prospettiva antropologica e cosmica;

- al contempo questa missione è essenzialmente ecclesiale, in quanto è la Chiesa della Pentecoste il capolavoro dello Spirito, la realizzazione del disegno trinitario della nuova umanità in comunione ed in missione, come espressione dell’amore di Dio nella comunione delle Persone della Trinità e nella espressione salvifica delle loro azioni caratteristiche di creazione; redenzione, santificazione;

- l’opera dello Spirito Santo è perenne ed insieme escatologica; è già presente ma non del tutto e non ancora pienamente realizzata;

- la pienezza della verità-vita del Vangelo è affidata allo Spirito il quale dona la conoscenza, l'approfondimento, l'esperienza; egli è la "rivelazione" della rivelazione, poiché egli agisce ed è presente nella contestualità della parola rivelata e della storia di Dio, che aiuta a progredire nella piena conoscenza della verità;

- lo Spirito unifica nella comunione e nel servizio, espressioni dell'amore di Cristo; e a questo scopo provvede la Chiesa di doni gerarchici e carismatici che non si possono contrapporre ma unificare nel dinamismo della vitalità carismatica e della unità organica;

- lo Spirito è bellezza e giovinezza della Chiesa: la abbellisce con i suoi doni e con i suoi frutti, vera estetica umana e divina della Chiesa Sposa adorna per il suo Sposo; la ringiovanisce con la forza del Vangelo, “elisir” di perenne giovinezza ecclesiale nella Parola e la vita di Gesù; Lo Spirito fa nuove tutte le cose della perenne giovinezza di Dio;

- ha finalmente il compito escatologico di portare la Sposa-Chiesa fino all'incontro con Cristo; cioè lo Spirito ha il compito di completare, espletare, portare a compimento la missione affidatagli da Cristo; in questa maniera lo Spirito è Precursore misterioso di Gesù nella seconda venuta, come fu anche Precursore del Messia nella sua prima venuta in questo mondo.

L’onnipervadente missione dello Spirito Santo, vincolo precipuo dell’unità trinitaria, realizza nella Chiesa, corpo di Cristo, la vocazione di ciascun cristiano; guidando il popolo di Dio verso la pienezza dell’incontro escatologico85. In tal maniera la Chiesa, come ben conclude questo numero 4 della Lumen Gentium, si manifesta, secondo la felice espressione di S. Cipriano, come «popolo adunato nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo»86.


1 Enchiridion Vaticanum, vol. 5 Ed. Dehoniane (Bologna 1997), nn. 1699ss.
2 Ibidem, n. 1700.
3 La Redemptoris missio al numero 21 afferma che lo Spirito è il Protagonista dell'intera missione ecclesiale. I numeri 26 e 27 poi, con il titolo: “Lo Spirito rende missionaria l'intera Chiesa”, danno una descrizione del come avvenga questa azione. GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris missio, nn. 21; 26 e 27. Ench. Vat. vol. 12, nn. 592 e 602s.
4 AG 4.
5 PAOLO VI, Evangelii nuntiandi, n. 75. Ench. Vat. vol. 5, n 1699.
6 Ibidem.
7 Cfr. Gv 15, 13-15.
8 Lc 4,14.
9 Lc 4,18.
10 Cfr. LG 1.
11 Cfr. Gv 15,26-27.
12 Gv 20,21-23.
13 Cfr. At 1,5.
14 Ad es. At 5,32; 6,3; 7,51; 8,15; 13,2; 15,28; 16,6; 21,4.
15 Ad esempio in At 20,22 l’apostolo Paolo si dice «avvinto dallo Spirito».
16 1Cor 12,5.
17 1Pt 1,12.
18 2Cor 3,5-6.
19 Rm 15,16.
20 At 15,28.
21 1Cor 2,14.
22 1Cor 2,13.
23 1Cor 2,10.
24 GIOVANNI PAOLO II, Catechesi sul Credo. Credo nello Spirito Santo, Ed. Libreria vaticana (Città del Vaticano 1992), p. 328s.
25 Cfr. At 2,4.
26 Sul numero dei componenti la comunità iniziale ci è data un’indicazione in Atti 1,15.
27 Cfr. At 10,44.
28 Cfr. At 13,2.
29 LG 48.
30 LG 17; cfr. anche 9.
31 LG 59.
32 AG 4.
33 GS 43.
34 PO 2. Cfr. LG 10, 12, 21.
35 AG 5.
36 LG 9: da notare il ritmo nell’uso dei verbi: costituito, assunto per la salvezza, inviato. Cfr. LG 1, 48, 59; GS 45.
37 Cfr. Gv 19,30.34.
38 Cfr. RMi 29. Ench. Vat. vol. 12, nn. 606-608.
39 Cfr. il testo di LG 4 ricco di contenuti.
40 «Compago socialis», struttura, articolazione sociale.
41 Cfr. Ef 4,16.
42 LG 8.
43 SC 5.
44 Cfr. Mt 28,19s.
45 Cfr. Rm 1,4.
46 Cfr. Rm 8,11.
47 Cfr. 1Cor 12,3.
48 In merito a questo potere o “exousia”, cfr. Dn 7,13.14; Zc 9,9ss.
49 Cfr. 1Cor 15,25-28. 45-47; Col 1,15-20.
50 Gv 13,3.
51 Gv 17,1-3.
52 Mt 28,18.19; cfr. Mc 16,14 e Atti 1,6-8.
53 Mt 10,1 e paralleli.
54 Ancora una volta si riscontra che questa potenza si impone sulle forze del maligno e sul peccato, causa prima di ogni male: «Detto questo, [il Risorto] alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi; a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”» (Gv 20,22s.).
55 Cfr. Gal 4,19.
56 Cfr. Gal 4,5s.
57 Gal 4,19.
58 Ef 1,10-14.
59 Cfr. 2Cor 1,22; 5,5; Ef 1,14.
60 Mt 28,19.
61 LG 17.
62 AG 5. Cfr LG 5 e GS 3.
63 Così si esprime il decreto Inter Mirifica nell’apertura del n. 3: «La Chiesa cattolica, essendo stata fondata da Cristo Signore per portare la salvezza a tutti gli uomini, ed essendo perciò spinta dalla necessità di diffondere il messaggio evangelico, ritiene suo dovere servirsi degli strumenti di comunicazione sociale…».
64 Cfr. anche AG 13 e RMi nn. 24; 25; 27: Ench. Vat, vol. 12 nn. 599; 601; 603.
65 Cfr. AG 2 e10.
66 Cfr. AA 2.
67 AG 4. Cfr. anche LG 2 e ENunt n. 75: Ench. Vat. vol. 5, nn. 1698-1701.
68 Lc 24,49.
69 Ench. Vat. vol. 5, n. 1716.
70 Ench. Vat. vol. 12, n. 592ss.
71 Ibidem, n. 719ss.
72 Ench. Vat. vol. 10, nn. 611-617.
73 At 1,8. Cfr. Gv 15,26-27.
74 ENunt n. 75: Ench. Vat. vol. 5, n. 1699.
75 Ibidem, n. 1698.
76 Gv 14,26.
77 Ench. Vat. vol. 12, nn. 604-608.
78 Gv 16,13.
79 Cfr. 2Cor 3,7s.
80 Cfr. 2Cor 1,21.22; lGv 2,20.27: leggere questi testi alla luce di At 10,38.
81 S.CLEMENTE DI ALESSANDRIA, Paedagogus, II, 8. Patr. Gr. 8, Ed. Migne (Parigi 1884), col. 466.
82 Cfr. ORIGENE, Contra Celsurn, VI, 79. P.G. 11, col. 1418s.
83 TERTULLIANO, De Baptismo, 7, Patr. Lat. 1, Ed. Migne (Parigi 1884), col. 1315.
84 S.AGOSTINO, De Civitate Dei, XVII, 4, par. 9. P.L. 41, col. 532.
85 Una Chiesa della Trinità, cioè che nella Trinità trova la sua sorgente ed il suo modello, che ne è come una icona visibile. Ed è questo in definitiva il traguardo ideale della missione: fare di tutta l'umanità, nella Chiesa, una immagine viva della Trinità, nella comunione di tutti i popoli e di tutti gli uomini, in una unica famiglia. A questo tende l'azione dello Spirito nella Chiesa e attraverso la Chiesa, poiché corrisponde al disegno salvifico del Padre: una umanità, fatta Chiesa, ad immagine e somiglianza della Trinità. Questo è in definitiva il senso e lo scopo della missione verso tutte le genti, azione affidata allo Spirito Santo e santificatore.
86 S.CIPRIANO, De oratione domenica, 23, P.L. 4, col. 553.

sabato 8 settembre 2018

Lo Spirito Santo è là dove c'è Maria


La Madre celeste, Regina della Pace, ci promette le sue preghiere e prega con noi la potenza dello Spirito Santo, perchè aumenti la nostra fede. Soltanto nello Spirito Santo possiamo credere in Dio. La Madre sa che senza lo Spirito Santo la nostra preghiera è vuota. Senza lo Spirito la nostra vita è senza senso. Senza lo Spirito non possiamo essere fedeli a Dio e agli altri. Senza lo Spirito anche le nostre chiese diventano musei. Senza lo Spirito dialoghiamo, ma non diventiamo amici; possiamo leggere anche dei libri, ma non diventiamo più saggi. Senza lo Spirito Santo non c'è la vita, l'amore a la fiducia. Il problema dello Spirito è il problema del nostro tempo e della nostra terra. Solo nella potenza dello Spirito possiamo avvicinarci alla Regina della Pace che ci parla oggi. Lo Spirito Santo non lo possiamo possedere, ma possiamo lasciarci possedere dallo Spirito. Dio lo dà solo a quelli che lo cercano e lo desiderano. Secondo lo Spirito conosciamo Dio, noi stessi e questo mondo. Pregare lo Spirito non è comodo, perché ci svela la superficialità della nostra fede in Gesù; ci svela come ci è estraneo lo Spirito di cui ci parla Gesù e come è lontana la pace che Gesù e Maria vogliono darci. 

Si usa dire: "Non pregare lo Spirito se vuoi che tutto rimanga come prima". Lo Spirito Santo è là dove c'è Maria. Questo lo sappiamo dalle parole dell'Angelo Gabriele: "Lo Spirito Santo scenderà su di Te; su Te stenderà la sua Combra la potenza dell'Altissimo" (Lc. 1,35). E anche dalla parola di Gesù agli Apostoli: "Restate in città e aspettate lo Spirito promesso" (cfr Lc. 24,49). Maria insieme con gli Apostoli aspettava nella preghiera lo Spirito che Gesù ha promesso. Con Maria siamo "sicuri": così ci assicura Lei stessa nel suo messaggio. Perché chi ama Gesù amerà anche Maria; chi prega Maria sarà guidato a Gesù. Il tempo della Chiesa è tempo dello Spirito Santo e anche tempo di Maria, Madre della Chiesa. Lei, sotto la Croce, è diventata Madre della Chiesa. Accettando Giovanni dalle mani di Gesù, accetta ognuno di noi. Gesù sulla Croce, dopo aver affidato Giovanni a Maria e Maria a Giovanni, dice: "Tutto è compiuto" (Gv. 19,30). Come se volesse dire che questa maternità di Maria è nel piano di Dio per la salvezza del mondo. Come un padrone quando se ne va di casa raduna i suoi figli per dire loro: "Durante la mia assenza ascoltate la madre e fate quello che lei vi dirà". Ma l'essenza dei messaggi di Maria sono quelle parole che ha detto a Cana di Galilea: "Fate tutto quello che Lui vi dirà" (Gv. 2,5).

Ti ringrazio, o Maria, perché non ti sei ancora stancata di noi. Ti prego, guidaci sulla via della santità; e che i tuoi messaggi ci siano come luce in questa valle di lacrime, perché possiamo vivere gioiosamente i tuoi messaggi insieme con te fino all'ultima meta della nostra vita, dove Tu ci aspetti. 

Vorrei leggere, o meglio pregare, in ringraziamento alla Regina della Pace, usando le parole con le quali che Padre Slavko pregava per il 15° anniversario delle apparizioni della Madonna: "Desidero oggi dire grazie, o Maria, per ogni tua venuta. Grazie per ogni messaggio, per ogni tua parola e in modo particolare perché ci chiami tuoi "cari figli". Ti ringrazio, perché posso crederTi che Ti siamo cari e che Tu ci ami. Grazie, perché ci hai detto di pregare per poter capire il tuo amore e piangere di gioia. Grazie, perché ci hai detto che Ti siamo importanti e che senza di noi non puoi fare niente. La mia anima sul tuo Podbrdo canta un canto di grazie a Te e benedice con Te il Signore, perché ti ha mandata tra di noi. La mia anima esulta con Santa Elisabetta, con tutta la parrocchia e con tutti i pellegrini. Ti benedico con tutti quelli che si sono riconciliati nella confessione. Ti benedico con tutti i gruppi di preghiera, perché ci insegni a pregare. Ti benedico con tutti i veggenti e le loro famiglie. Ti benedico con tutte le famiglie che ti hanno accettata e vivono nella pace. Ti benedico, o Maria, con tutto quello che il Signore farà ancora attraverso di Te. Con Te prego il Signore: che il tuo Cuore immacolato sia glorificato nel mondo e doni la pace al mondo. E che sia benedetto il Signore Dio Onnipotente, ora e sempre". 

PREGHIERA E alla fine vorrei pregare soprattutto per tutti gli ascoltatori di Radio Maria, per le vostre famiglie, per i giovani, per tutti gli anziani che si sentono isolati, abbandonati: che il cuore della nostra Madre Celeste, Regina della Pace, possa portare la pace in tutti i cuori, soprattutto in quelli inquieti 

Padre Ljubo 

sabato 26 agosto 2017

«Ti saluto Maria, Sposa fedele dello Spirito Santo»

«Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo» (Lc 1,35). 


Padre Battista Cortinovis, s.m.m.
Maggio 2004

Si sta per realizzare il mistero della incarnazione, il grande evento della storia della salvezza, che contiene già in sé, come in germe, anche gli sviluppi che si avranno man mano nella vita di Gesù e nel tempo della Chiesa.


 I protagonisti di questo mistero sono da una parte le tre Persone della SS. Trinità, e dall'altra Maria, che in quell'evento rappresenta l'umanità con la quale Dio vuole dialogare e stabilire una comunione di amore. 

«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna... Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio» (Gal 4,4.6). 

Il Padre prende l'iniziativa di mandare a Maria l'angelo Gabriele per chiederle il consenso e attuare in lei l'incarnazione del Figlio; il Verbo si fa carne nel seno della Vergine, per la potenza dello Spirito Santo. E Maria acconsente e si rende disponibile al disegno del Padre, accoglie il Figlio come Madre, collaborando con lo Spirito Santo come sua Sposa e fedele Alleata.

Noi professiamo nel Credo che «il Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio... per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo».

È nello Spirito Santo che Maria si rende disponibile al Padre e diventa Madre di Cristo; ed è in Maria che il Verbo si fa uomo. L'incarnazione è frutto della collaborazione tra lo Spirito Santo e Maria.

 Ma questo primo grande mistero della storia della salvezza è come un prototipo, e funziona da modello dell'agire della SS. Trinità anche per il seguito, sia durante la vita terrena di Gesù e di Maria, che durante il tempo della Chiesa e fino alla fine dei secoli.
 I vangeli riferiscono esplicitamente la dimensione trinitaria di alcuni eventi, come il Battesimo di Gesù, la sua Trasfigurazione, la Morte e Risurrezione, la Pentecoste. Altre volte, e frequentemente, viene evidenziata l'opera dello Spirito Santo nella vita di Gesù; egli è «pieno di Spirito Santo» (Lc 4,1), agisce «con la potenza dello Spirito Santo» (Lc 4,14), «esulta nello Spirito Santo» (Lc 10,21).

 Anche l'agire di Maria è sotto l'influsso dello Spirito Santo e manifesta i doni e i frutti dello Spirito:


  • all'annunciazione, nella fede, si rende docile allo Spirito con il suo «Eccomi!»; 


  • nella visita a Elisabetta porta la benedizione, la lode e la gioia; per i pastori di Betlemme prepara il segno del «bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Lc 2,7.12.16); 


  • al vecchio Simeone offre la risposta alla ricerca suscitata il lui dallo Spirito Santo (Lc 2,26-27); 


  • a Cana di Galilea provoca il segno che darà inizio alla fede dei discepoli (cfr. Gv 2,11); 


  • ai piedi della croce è presente, nell'Ora suprema della manifestazione dello Spirito in Gesù; 


  • alla Pentecoste è in preghiera insieme con la nuova comunità ecclesiale per implorare lo Spirito, così come era stata sempre attenta al discernimento personale nello Spirito, conservando e meditando nel suo cuore (cfr. Lc 2,19.51) tutto ciò che vedeva accadere attorno a sé.

San Luigi Maria di Montfort (1673-1716) è l'autore spirituale che negli ultimi secoli ha meglio illustrato il rapporto tra lo Spirito Santo e Maria.
Nel suo Trattato della vera devozione a Maria (VD) ne parla molto. «Dio Padre ha dato il suo unico Figlio al mondo soltanto per mezzo di Maria... Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria. Dio Spirito Santo ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte» (VD 16). E poco dopo afferma subito che «la condotta che le tre Persone della SS. Trinità hanno tenuto nell'incarnazione e nella prima venuta di Gesù Cristo, è da loro mantenuta ogni giorno, in modo invisibile, nella santa Chiesa e sarà mantenuta fino alla consumazione dei secoli, nell'ultima venuta di Gesù Cristo» (VD 22).

 Parlando più in particolare dello Spirito Santo, san Luigi Maria scrive: «Dio Spirito Santo... è diventato fecondo per mezzo di Maria, che egli ha sposato. 
Con lei, in lei e da lei ha prodotto il suo capolavoro: un Dio fatto uomo, e ogni giorno sino alla fine del mondo genera i veri cristiani e i membri del corpo di questo capo adorabile: perciò quanto più in un'anima egli trova Maria, sua cara e indissolubile Sposa, tanto più diviene operante e potente nel riprodurre Gesù Cristo in quest'anima e quest'anima in Gesù Cristo» (VD 20).

 E ne spiega poi le modalità: «Quando Maria ha posto le sue radici in un'anima, vi produce meraviglie di grazia che lei sola può produrre... Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, l'ha trovata in un'anima, vi vola, vi entra in pienezza e si comunica a quest'anima con abbondanza e nella misura in cui essa fa spazio alla sua Sposa... A lei è riservata la formazione e l'educazione dei grandi santi che vivranno verso la fine del mondo; infatti non c'è che questa Vergine singolare e miracolosa che possa operare, in unione con lo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie» (VD 35-36).

 Nel suo breve testo sull'apostolato nella Chiesa, al quale si è dato il titolo di Preghiera infuocata (PI), san Luigi Maria di Montfort riprende le medesime convinzioni:
«Ricordati, Spirito Santo, di formare figli di Dio con Maria, tua fedele sposa. Hai formato con lei e in lei il capo del corpo mistico, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra... Tutti i santi del passato e del futuro sono opere del tuo amore unito a Maria» (PI 15).

 I ragionamenti di questo santo autore spirituale sono fatti propri dalla Chiesa di oggi nei documenti del Concilio Vaticano II: «(Maria) per la sua fede e la sua obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l'ombra dello Spirito Santo... ella ha dato alla luce un Figlio che Dio ha fatto il primogenito di una moltitudine di fratelli, cioè dei fedeli, e alla cui nascita e formazione ella coopera con amore di madre» (LG 63).

 Se questa è la missione che Dio ha dato alla SS. Vergine, noi dobbiamo riconoscerla accogliendo Maria nella nostra vita spirituale come madre, cioè come modello e guida, per condurre una vita nello Spirito Santo, come è nostra vocazione. In obbedienza a Gesù Cristo, che ha detto a chiunque voglia essere suo discepolo: «Ecco la tua madre!» (Gv 19,27), noi la dobbiamo prendere con noi, per imitare le sue virtù, per avere il suo stesso spirito, che è lo spirito di Gesù, cioè lo Spirito Santo.

 Ascoltiamo ancora san Luigi Maria: «Bisogna obbedire in ogni cosa alla Santissima Vergine e lasciarsi condurre dal suo spirito, che è lo Spirito Santo di Dio... Quanto è felice un'anima... quando è tutta posseduta e guidata dallo spirito di Maria» (VD 258). Allora «l'anima della Santa Vergine si comunicherà a te per glorificare il Signore; il suo spirito entrerà al posto del tuo per rallegrarsi in Dio, suo Salvatore... Quand'è che le anime respireranno Maria come i corpi respirano l'aria? Allora accadranno cose meravigliose su questa terra, dove lo Spirito Santo, trovando la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime, discenderà con abbondanza e le ricolmerà dei suoi doni, soprattutto del dono della sapienza, per operare meraviglie di grazia» (VD 217).
 «Santo Spirito, concedimi una grande devozione e una grande inclinazione verso Maria, tua divina Sposa, un grande abbandono sul suo seno materno e un continuo ricorso alla sua misericordia, affinché in lei e per mezzo di lei tu abbia a formare in me Gesù Cristo al naturale, grande e potente, fino alla pienezza della sua età perfetta. Amen» (Segreto di Maria, 67).

mercoledì 7 giugno 2017

La presenza dello Spirito Santo nella vita di Maria Santissima

di Padre Reginaldo Maranesi O.F.M. Capp.
Maggio 2001


Il Concilio Vaticano II, nel capitolo VIII della Lumen Gentium – sintesi mirabile della dottrina della Chiesa sulla Vergine Maria – afferma che la Madonna, in quanto scelta ad essere la madre di Dio e del Redentore, è la figlia prediletta del Padre e il tempio dello Spirito Santo (n. 53-54).
 Nell’opera della nostra salvezza, Maria è la collaboratrice della Trinità e, in particolare è il capolavoro dello Spirito Santo. Tutta la vita della Madonna infatti è permeata, pervasa e plasmata dallo Spirito Santo. Maria è legata allo Spirito Santo da un vincolo così profondo e personale che qualche Padre della Chiesa e diversi santi, l’hanno chiamata “Sposa dello Spirito Santo”: Gesù infatti ha unito la Madonna e lo Spirito Santo più di quanto un figlio unisce tra loro un padre e una madre.
«Lo Spirito Santo – dice San Massimiliano Kolbe – la compenetra in modo così ineffabile che la definizione di “Sposa” dello Spirito Santo, è una somiglianza assai lontana della vita dello Spirito Santo in Lei e attraverso Lei».
 Sono tre i momenti nei quali, in modo tutto particolare, lo Spirito Santo scende con la sua potenza divina d’amore sulla Madonna e compie in Lei le sue meraviglie: l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione e la Pentecoste.
 Lo Spirito Santo agisce in Maria fin dal primo istante della sua concezione nel seno materno: la libertà dal peccato originale, la redime in modo sublime in vista dei meriti del mistero pasquale di Gesù e la colma della sovrabbondanza dei suoi doni. La Madonna diviene “degna dimora dello Spirito Santo” che regna in Lei nella maniera più perfetta e la rende “Immacolata”: non solo assenza di peccato, ma pienezza di grazia. «La Madonna è plasmata e formata come nuova creatura» (L.G. 56) dallo Spirito Santo. Quando infatti l’Angelo Gabriele le appare per darle il grande annuncio della maternità divina, la saluta senz’altro: «Ave, o Maria, piena di grazia» (Lc 1,28).
 La Madonna infatti è tutta regno e possessione dello Spirito Santo perché scelta ad essere la mamma del Figlio di Dio. Nell’Annunciazione Maria riceve una nuova singolare effusione dello Spirito. Leggiamo nel Vangelo di Luca: «Lo Spirito Santo scenderà su di te; su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo» (Lc 1,35). L’Amore infinito del divino Spirito rende fecondo il seno di Maria e, dal suo corpo immacolato, forma il corpo del Figlio di Dio.
 La Potenza dello Spirito Santo rende la Madonna capace di un abbandono totale alla parola di Dio ed Ella pronuncia il suo “Eccomi”, il suo “Fiat”. La Chiesa ha raccolto questo momento essenziale della nostra salvezza e nel simbolo della fede ci fa pregare: «Per opera dello Spirito Santo, [Gesù] si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo» (Credo).
 Finalmente nel giorno della Pentecoste troviamo Maria con gli Apostoli nel cenacolo, implorante con le sue preghiere il dono dello Spirito Santo che all’Annunciazione l’aveva presa sotto la sua ombra (cfr. L.G. 59). «E tutti furono ripieni di Spirito Santo» (At 2,4).
 Anche la Madonna riceve ancora, in maniera visibile e sensibile, la sovrabbondanza dello Spirito Santo e diviene un miracolo di grazia e di amore: la sua santità tocca le soglie dell’infinito.
 Nel cenacolo nasce la Chiesa, corpo mistico di Cristo, vivificata dallo Spirito Santo, e non poteva mancare la Madonna che aveva dato il corpo fisico a Gesù: da quel momento Maria diviene la madre della Chiesa perché con libera fede e ardente carità aveva cooperato alla nostra salvezza.
 La Madonna è dunque possessione esclusiva e totale dello Spirito Santo; e tutti quelli che avvicina sono toccati dallo Spirito (cfr. Lc 1,41; 2,27). Maria appare come l’arca della nuova alleanza che richiama la nube luminosa che adombrava la Tenda dell’antica alleanza (cfr. Es 13,22). Tutta la vita della Madonna, come la vita terrena di Gesù, è posta sotto il segno dello Spirito Santo. È lo Spirito che infiamma il cuore di Maria e lo fa traboccare nel canto del Magnificat. È ancora lo Spirito Santo che spinge Maria a sollecitare amabilmente dal Figlio suo il primo miracolo alle nozze di Cana. Fu certamente lo Spirito Santo che sostenne Maria ai piedi della Croce e che dilatò il suo cuore per accogliere tutti noi come figli nella persona dell’apostolo Giovanni. Fu infine «lo Spirito Santo che, divampando con supremo ardore nell’animo di Maria pellegrina sulla terra, la rese bramosissima di riunirsi al Figlio glorioso e la dispose a conseguire degnamente, a coronamento dei suoi privilegi, quello dell’Assunzione in anima e corpo al cielo» (Paolo VI). Immersa nella gloria della SS.ma Trinità, glorificata col Figlio e incoronata Regina, la Madonna, sempre guidata dallo Spirito Santo, continua ad essere presente a tutti noi suoi figli. «Assunta in cielo – ci ha ricordato il Concilio – non ha deposto la sua funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenere le grazie della salute eterna [...] Per questo Maria è invocata con titoli di “Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice”» (L.G. 62).
 Da queste riflessioni sulla presenza dello Spirito Santo nella vita della Madonna, una nota spicca in modo inconfondibile: la piena, totale docilità e disponibilità di Maria all’azione dello Spirito.
 La Madonna si abbandona pienamente alle mozioni dello Spirito e, nel buio della fede, dice il suo “Sì” ad ogni suo impulso e ad ogni sua ispirazione. Per questo accoglie Gesù prima nella mente e poi nel suo seno: prima crede e poi concepisce. «Beati quelli che ascoltano la parola di Dio e la vivono» (Lc 11,28) dirà Gesù proprio in rapporto alla sua madre e per indicare la sua vera grandezza. Tutta la vita di Maria – nota M.Magrassi – è condensata in tre parole:
 – Ecce, eccomil’abbandono generoso.
 – Fiat, sìla sottomissione amante.
 – Magnificatil canto della lode e della riconoscenza.
 Sotto questo aspetto, la Madonna è modello incomparabile per la nostra vita soprannaturale.
«Tutti quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio» (Rm 8,14). Dobbiamo imitare la Madonna nell’essere pienamente docili all’azione dello Spirito Santo che è un maestro delicato, dolce e soave, ma estremamente esigente e crocifiggente. Lo Spirito Santo non può compiere in noi la sua opera di santificazione senza far morire le opere della carne. Per questo ci chiede sacrifici e rinunce per liberarci dalle nostre schiavitù. S.Paolo diceva ai primi cristiani e lo ripete anche a noi: «Non vogliate contristare lo Spirito Santo di Dio col quale foste segnati» (Ef 4,30). Con le nostre infedeltà e resistenze, lo Spirito Santo è come paralizzato dentro di noi: e questo spiega il perché di tante santità mancate.
 Solo nella fedeltà piena allo Spirito Santo che ci spinge a compiere sempre la santa e santificante volontà di Dio, potremo raggiungere la pienezza dell’amore: la santità. Ci piace concludere queste note con alcune elevazioni della “Povera Anima”, Madre Carolina:
«Quanto è grande Maria Santissima! Lo Spirito Santo è disceso in Lei, l’ha adombrata, e l’ha fatta Madre del Verbo del Padre... O divina azione dello Spirito Santo, quali trasformazioni Tu puoi operare nelle creature dove Tu scendi! Quali prodigi di grazia, di luce, di trasformazione, di inebriante spasimo di amore investono l’anima dove scendi! Quali meraviglie di misterioso contatto, d’intimi rapporti Tu effondi nelle anime!».
 «O Immacolata... o eccelsa... ineffabile, sublime creatura della Potenza Divina d’Amore... Oh quanto sei grande... quanto sei sublime!... Tu sei la creatura più eccelsa... Tu vivi in Seno ai Tre, nel gaudio della Potenza Divina d’Amore, dell’Eterno Divino Spirito...!».