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venerdì 30 giugno 2017

LE LACRIME E LA CORREDENZIONE


34.17 Dice Gesù: «È sempre Maria che prende la mano di Gesù e la guida. Anche ora. Delle volte la Sua mano trafitta cade stanca e sfiduciata, perché sa che è inutile benedire. Voi distruggete la Mia Benedizione. Cade anche sdegnata, perché voi Mi maledite. E allora è Maria che leva lo sdegno a questa mano col baciarla.
Oh, Il bacio di Mia Madre! Chi resiste a quel bacio? E poi prende con le Sue dita sottili, ma così amorosamente imperiose, il Mio polso e Mi forza a benedire.
Non posso respingere Mia Madre. Ma bisogna andare da Lei per farla Avvocata vostra. Essa è la Mia Regina prima d’essere la vostra, ed il Suo amore per voi ha indulgenze che neppure il Mio conosce. Ed Essa, anche senza parole ma con le perle del Suo pianto e col ricordo della Mia Croce, il cui segno Mi fa tracciare nell’aria, perora la vostra causa e Mi ammonisce: “Sei il Salvatore. Salva”».

44.12 Dice Gesù:  «Maria, che sapeva la Sua sorte durante quei tre anni e quella che L’attendeva alla fine degli stessi e la sorte Mia, non recalcitrò co­me voi fate, pianse… Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di Gloria eterna.
Quante madri nel mondo, a cui la morte svelle dalle braccia una creatura! Quante madri a cui un soprannaturale Volere strappa dal fianco un figlio! Per tutte le Sue figlie, come Madre dei cristiani, per tutte le Sue sorelle, nel dolore di madre orbata, ha pianto Maria. E per tutti i figli che, nati da donna, sono destinati a divenire apostoli di Dio o martiri per amore di Dio, per fedeltà a Dio, o per ferocia umana.
Il Mio Sangue e il pianto di Mia Madre sono la mistura che fortifica questi segnati a eroica sortequella che annulla in loro le imperfezioni, o anche le colpe commesse dalla loro debolezza, dando, oltre al martirio, comunque subito, la Pace di Dio e, se sofferto per Dio, la Gloria del Cielo…
Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di Gloria eterna…
Queste lacrime le trovano le Mie care “vittime”, perché Maria è la prima vittima delle vittime per amore di Gesù, ed alle Sue seguaci Ella dà, con mano di Madre e di Medico, le Sue lacrime che ristorano ed inebriano a più alto sacrificio.
Santo pianto quello della Madre Mia!»

     157.7 (dialogo di Gesù a Maria SS.)
«Dovrai mettere questa Tua mano di candore sulle piaghe, chinarTi con i Tuoi sguardi di colomba paradisiaca sulle deformità infernali, aspirare il lezzo del peccato, e non fuggire. Ma anzi raccoglierTi sul cuore questi mutilati da satana, questi aborti, questi putridumi, e lavarli col pianto, e portarli a Me...».

168.9 Dice Maria:  «Lascia che io ti parli del supremo Amore che Mi ha dato il Figlio perché Io Lo doni al mondo. Mi ha tratto dalla beata ignoranza della Mia Verginità consacrata perché il mondo avesse il Perdono. Mi ha tratto non sangue dal parto ma dal cuore col rivelarMi che la Mia Creatura è la Gran Vittima.
GuardaMi, figlia.
In questo cuore è una gran ferita. Geme da trenta e più anni e sempre più si allarga e Mi consuma. Sai che nome ha?...
Amore. È amore questo che Mi svena per fare che non sia solo il Figlio nel salvare. È amore che Mi dà fuoco perché Io purifichi coloro che non osano andare al Figlio Mio. È amore che Mi dà pianto perché Io lavi i peccatori. Tu volevi la Mia carezza. Ti do le Mie lacrime che ti fanno già bianca per poter guardare il Mio Signore…”

       420.11 Dice Gesù: “Ma pensate che, come per la donna entrò il Male, per la Donna è giusto entri il Bene nel mondo. Vi è da annullare una pagina scritta da satana. E lo farà il pianto di una Donna... Capovolgerà Eva col suo triplice peccato.”

442.8 Dice Gesù: «Le lacrime della Madre di Dio... di Quella che, senza Colpa, non fu esente dal dolore e soffrì più di ogni altra donna, per essere la Corredentrice».


I quaderni del ‘43 pag. 345
L’incenso delle lacrime di Maria SS. contro l’ira di Dio

Dice Gesù: “Se è detto nell’Apocalisse che agli ultimi tempi un Angelo farà l’offerta dell’incenso più santo al trono di Dio, avanti di spargere il fuoco primo dell’ira divina sulla terra, come non pensate che fra le preghiere dei santi, incenso imperituro e degno dell’Altissimo, non siano, prime fra tutte, le lacrime, oranti più di qualsiasi parola, della Mia Santa benedettadella Mia Martire dolcissima, della Madre Mia, raccolte dall’Angelo che portò l’Annuncio e che raccolse l’adesione, del testimone angelico degli Sponsali soprannaturali per i quali la Natura Divina contrasse legame con la natura umana, attrasse alle Sue altezze una carne e abbassò il Suo Spirito a divenire carne per la pace fra l’uomo e Dio?
Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato da Me, Giudice supremo e Re altissimo.”

I quaderni del 45-50 pag. 513
Maria Madre vittima per i peccati degli uomini

Dice Maria: “Per quanto non si mediti, e non si accetti, e non si creda, sul Mio dolore, e la descrizione di esso paia avvilente, e la si voglia negare, proprio perché non si sa meditare sul Mio dolore di Madre e di credente, io sono stata la vittima insieme al Figlio Mio. E lo sono. Perché ogni offesa a Lui fatta percuote il Mio cuore, flagella il Mio amore per Lui, così come ogni suo soffrire di quel giorno di Passione fu flagello, percossa, spina, chiodo, urto, caduta Mia.
SalutaMi, Maria, così: “Ave, Maria, Madre Vittima per i peccati degli uomini, prega per noi.” Il Mio nuovo titolo è questo: Maria immacolata vittima trafitta dai peccati del mondo.”

Il 23 giugno 1943 Maria Valtorta vede la Vergine dell'Eucaristia

Gesù in Maria Valtorta parla della Sua Chiesa futura
e delle Sue future voci

362.2    Dice Gesù: “L’uomo si stanca. Vuole le cose rapide. E sogna le cose stolte. Quando si avvede che altro è il sogno dalla realtà, si turba e, se non è di buona volontà, flette. Non ricorda che l’Onnipotente, che poteva in un attimo fare del caos l’Universo, lo fece con fasi ordinate e separate in spazi di tempo detti giorni.
Io devo dal Caos spirituale di tutto un mondo trarre il Regno di Dio. E lo farò. Io ne costruirò le basi, le sto costruendo, e devo spezzare la roccia durissima per tagliarvi dentro le fondamenta che non crolleranno. Voi (apostoli) alzerete lentamente i muri. I vostri successori continueranno l’opera, in altezza e in larghezza. Come Io morirò nell’opera, così voi morirete, e ce ne saranno altri e altri che moriranno cruentemente o incruentemente, ma consumati da questo lavoro che richiede spirito di immolazione, di generosità, e lacrime, e sangue, e pazienza senza misura...
Contro le vostre frette, stanchezze, sconforti e così via, la Chiesa richiede calma, costanza, sforzo, fiducia. Ella richiede il sacrificio di tutti i suoi membri. Da Me che ne sono Fondatore e che ne sono la mistica Testa, a voi, a tutti i discepoli, a tutti quelli che avranno nome di cristiani e appartenenti alla Chiesa universale.
E in verità nella grande scala delle gerarchie saranno sovente i più umili, coloro che sembreranno semplicemente dei “numeri”, quelli che renderanno veramente vitale la Chiesa. In verità dovrò sovente rifugiarMi in questi per continuare a mantenere viva la fede e la forza dei sempre rinnovati collegi apostolici, e di questi apostoli dovrò farne dei tormentati da satana e dagli uomini invidiosi, superbi e increduli.
Né il loro martirio morale sarà meno penoso di quello materiale, presi come saranno fra la volontà attiva di Dio e la volontà malvagia dell’uomo, strumento di satana, che cercherà con ogni studio e violenza di farli apparire menzogneri, folli, ossessi, per paralizzare la Mia opera in loro e i frutti della stessa che sono altrettanti colpi vittoriosi contro la Bestia. E resisteranno anche senza averMi materialmente con loro.
Dovranno credere non solo a ciò che è dovere di credere, ma anche alla loro segreta missione, crederla santa, crederla utile, crederla venuta da Me, mentre intorno a loro fischierà satana per terrorizzarli, e urlerà il mondo per deriderli, e i non sempre perfettamente luminosi ministri di Dio per condannarli.
Questo è il destino delle Mie future voci.
Eppure non avrò altro modo che questo per scuotere, riportare al Vangelo e al Cristo gli uomini! Ma per tutto quello che avrò richiesto da loro, imposto loro e da loro ricevuto, oh! darò loro eterna gioia, una gloria speciale!
In Cielo è un Libro chiuso.
Solo Dio può leggerlo.
In esso sono tutte le verità.
Ma Dio talora leva i sigilli e risveglia le verità già dette agli uomini costringendo un uomo, eletto a tale sorte, a conoscere passato, presente e futuro quale il misterioso Libro lo contiene. Avete mai visto un figlio, il più buono della famiglia, od uno scolaro, il più buono della scuola, essere chiamato dal padre o dal maestro a leggere in un libro di adulti e ad averne spiegazione? Sta a fianco del padre o del maestro, circondato da un loro braccio, mentre l’altra mano del padre o del maestro segna con l’indice le righe che vuole lette e conosciute dal prediletto.
Così fa Dio con i Suoi consacrati a tal sorte. Li attira e li tiene col Suo braccio, e li forza a leggere ciò che Egli vuole, e saperne il significato, e a dirlo poi, e averne scherno e dolore.
Io, l’Uomo, sono il Capostipite di coloro che dicono la Verità del Libro celeste, e ne ho scherno, dolore e morte. Ma il Padre già prepara la Mia Gloria. Ed Io, salito ad essa, preparerò la gloria di quelli che avrò forzato a leggere nel Libro chiuso i punti che ho voluto, e al cospetto di tutta l’Umanità risorta e dei cori angelici Io li indicherò per quello che furono, chiamandoli presso di Me mentre aprirò i sigilli del Libro che ormai sarà inutile tenere chiuso, ed essi sorrideranno rivedendo scritte, rileggendo le parole che già furono loro illuminate quando soffrivano sulla terra ...
Non ci saranno solo i beati a vedere questo. Ma tutta l’Umanità. E nella parte dei dannati molti saranno di coloro che hanno deriso le voci di Dio come quelle di folli e di indemoniati, e li avranno tormentati per quel loro dono. Lunga ma doverosa rivincita concessa a questi martiri della ottusità malvagia del mondo”.


Maria Valtorta riceve la missione il 23 aprile 1943
I quaderni del 45-50 pag. 363

«Mai avrei pensato, sino al 1943, 23 aprile, Venerdì Santo, che il Maestro divino volesse, da Amico divino che mi guidava da decenni, farsi mio Maestro e rivelarmi tanti misteri e fatti; mai avrei pensato di poter capire cose tanto alte mentre il lume del suo Raggio mi faceva capace di capire..»..

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L’Immagine della Vergine dell’Eucaristia

23.9 Dice Maria SS.: «Io sono l’eterna Portatrice di Gesù. Egli è nel Seno Mio, come tu (Maria Valtorta) Lo hai visto lo scorso anno, come Ostia nell’ostensorio. Chi viene a Me, Lui trova. Chi a Me si appoggia, Lui tocca. Chi a Me si volge, con Lui parla.
Io sono la Sua veste.
Egli è l’anima Mia.
Più, più ancora unito, ora, di quanto non fosse nei nove mesi che Mi cresceva in Seno, il Figlio Mio è unito alla Sua Mamma. E si assopisce ogni dolore, e fiorisce ogni speranza, e fluisce ogni Grazia a chi viene a Me e Mi posa il suo capo sul Seno».


Maria è la Pisside

30. 11 Dice Gesù: «È sempre Maria quella che vi dà Gesù. È Lei la Portatrice dell’Eucaristia. È Lei la Pisside viva. Chi va a Maria trova Me. Chi Mi chiede a Lei, da Lei Mi riceve.”


34.15 Un Grembo portante l’Ostia
(La visita dei Magi a Gesù-Bambino)

Dice Gesù: «E, giunti davanti ad una povera casa, nella più meschina città di Giuda, essi non crollano il capo dicendo: “Impossibile”, ma curvano la schiena, le ginocchia e specie il cuore, e adorano. Là, dietro quel povero muro è Dio… Egli è là, dietro quel povero muro. Chissà se il Suo Cuore di bambino, che è pur sempre il cuore di un Dio, non sente questi tre cuori che, proni nella polvere della via, squillano:
“Santo, Santo, Santo. Benedetto il Signore Iddio nostro. Gloria a Lui nei Cieli altissimi e pace ai Suoi servi. Gloria, gloria, gloria e benedizione”?
Essi se lo chiedono con tremore di amore. E per tutta la notte e la seguente mattina preparano con la preghiera più viva lo spirito alla comunione con il Dio-Bambino. Non vanno a questo altare, che è un grembo portante l’Ostia divina, come voi vi andate con l’anima piena di sollecitudini umane. Essi dimenticano sonno e cibo e, se prendono le vesti più belle, non è per sfoggio umano ma per fare onore al Re dei re…».


637.6   La Vergine è il Ciborio

Dice Gesù: «Sta’ sicura, Mamma, che Io non Ti lascerò mai. Uscirò dal Tuo Cuore quei pochi istanti necessari alla Consacrazione del Pane e del Vino per tornarvi poi, dopo esserMi staccato da Te a fatica, con un’ansia d’amore pari alla Tua, o Mio Cielo vivo di cui Io sono il Cielo.
Non saremo mai tanto uniti come d’ora in poi. Prima c’era la Mia incapacità embrionale, poi la Mia puerizia, e poi la lotta della vita e del lavoro, e poi la missione, e poi la Croce e il Sepolcro a tenerMi lontano e impedito a dirti quanto Io Ti amo. Ma ora sarò in Te non più creatura che si forma, non più presso a Te fra gli ostacoli del mondo che interdice la fusione di Due che si amano. Ora sarò in Te come Dio, e nulla, nulla nella Terra e nel Cielo sarà atto a separare Me da Te, Tu da Me, Madre santa. Ti dirò parole di ineffabile amore, Ti darò carezze di inesprimibile dolcezza. E Tu Mi amerai per chi non Mi ama.
Oh, Tu colmi la misura dell’amore, che il mondo non darà al Cristo, col Tuo amore perfetto, Mamma.
Perciò, più che un addio, il Mio è il saluto di chi esce per un momento, come andassi a coglier rose e gigli in questo giardino fiorito. Ma Ti porterò dal Cielo altre rose ed altri gigli più belli di questi, qui fioriti. Te ne empirò il Cuore, Mamma, per farTi dimenticare il puzzo della Terra, che non vuole essere santa, e anticiparTi l’aura del beato Paradiso, dove sei attesa da tanto amore.
E l’Amore, che non sa attendere, verrà su Te fra dieci giorni. Fatti bella della Tua più bella letizia, o Madre Vergine, ché il Tuo Sposo viene. L’inverno è passato...le vigne in fiore mandano il loro profumo, ed Egli canta: “Sorgi, o tutta bella. Vieni, o mia Sposa, sarai coronata” Del Suo Fuoco Ti coronerà, o Santa e Ti farà felice del Suo Spirito, che si infonderà in Te con tutti i Suoi splendori, o Regina della Sapienza, Sua Regina, che hai saputo comprenderLo sin dal mattino della Tua vita ed amarLo come creatura al mondo mai amò».

Gesù ai lettori di Maria Valtorta:
«Non discutete se Io potevo essere realmente in Maria. Se voi dite che Dio è in cielo e in terra e in ogni luogo, perché potete dubitare che Io potessi essere contemporaneamente in Cielo e nel Cuore di Maria, che era un vivo Cielo. Se voi credete che Io sia nel Sacramento e chiuso nei vostri cibori, perché potete dubitare che Io fossi in questo purissimo e ardentissimo Ciborio che era il Cuore di Mia Madre?
Che cos’è l’Eucaristia? È il Mio Corpo e il Mio Sangue uniti alla Mia Anima e alla Mia Divinità. Ebbene, quando Ella si incinse di Me, che aveva nel seno di diverso? Non aveva il Figlio di Dio, il Verbo del Padre col Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità? Voi non Mi avete forse perché Maria Mi ha avuto e Mi ha dato a voi dopo averMi portato per nove mesi? Ebbene, come Io ho lasciato il Cielo per dimorare nel seno di Maria, così, ora che lasciavo la terra, eleggevo il seno di Maria per Mio Ciborio. E quale ciborio, in quale cattedrale, più bello e santo di questo?
La Comunione è un miracolo di amore che Io ho fatto per voi, uomini. Ma, in cima al Mio pensiero d’amore, raggiava il pensiero di infinito amore di poter vivere con Mia Madre e di farLa vivere con Me sinché non fossimo riuniti in Cielo.
Il primo miracolo lo feci per la gioia di Maria, a Cana di Galilea. L’ultimo miracolo, anzi gli ultimi miracoli, per il conforto di Maria, a Gerusalemme. L’Eucaristia e il  velo della Veronica. Questo, per dare una stilla di miele all’amaritudine della Desolata. Quello, per non farLe sentire che non c’era più Gesù sulla Terra.
Tutto, tutto, tutto, ma capitelo una volta (per tutte), voi avete per Maria! Dovreste amarLa e benedirLa ad ogni vostro respiro».


I quaderni del ‘43 pag. 184
Maria è la Vittima e la sua è una vita eucaristica

«La vita di Maria, Mia Madre, fu tutta eucaristica. La vita di Maria, la piccola vittima, deve essere tutta eucaristica.
Se Eucaristia vuol significare comunione, Maria visse eucaristicamente per quasi tutta la vita. Poiché Io in Mia Madre ero prima d’essere, come uomo, al mondo. Né, quando come uomo al mondo non fui più, cessai d’essere in Lei. Non ci siamo più separati dal momento in cui l’ubbidienza fu santificata sino all’altezza di Dio, ed Io divenni Carne nel Suo seno così puro che gli Angeli lo sono meno al paragone, così santo che tale non è nessun ciborio che M’accolga.
Solo nel Seno di Dio vi è perfezione di Santità maggiore a quella di Maria. Ella è, dopo Dio Uno e Trino, la Santa dei Santi. Se fosse concesso a voi mortali di vedere la bellezza di Maria quale essa è, ne restereste rapiti e santificati. Non c’è paragone nell’Universo che valga a dirvi cosa è Mia Madre. Siate santi e La vedrete.
E se vedere Dio è la gioia dei beati, vedere Maria è la gioia di tutto il Paradiso. Perché in Lei non soltanto si beano i cori angelici e le schiere dei Santi, ma il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo La contemplano come l’opera più bella della loro Trinità d’amore.
Non ci siamo mai separati tra Noi due. Ella aspirava a Me con tutta la forza del Suo cuore verginale e immacolato attendendo il promesso Messia. Comunione purissima di desiderio che attirava Me dal profondo del Cielo. Più viva comunione dal momento della beata Annunciazione sino all’ora della morte sulla Croce.
I Nostri spiriti erano sempre uniti dall’amore.
Comunione d’amore intensissimo e di immenso dolore durante il Mio marti­rio e nei giorni della Mia sepoltura. Comunione eucaristica dopo la gloriosa Risurrezione e l’Ascensione sino all’Assunzione che fu eterna unione della Madre purissima col Figlio divino.
Maria è stata l’anima eucaristica perfetta. Sapeva trattenere il Suo Dio con un amore ardente, una purezza superangelica, un’adorazione continua. Come separarsi da quel cuore che viveva di Me? Io rimanevo anche dopo la consumazione delle specie.
Le parole dette a Mia Madre nei Miei trentatré anni che Le fui figlio sulla terra, non sono niente di fronte ai colloqui che Io-Eucaristia ebbi con Lei-Ciborio. Ma quelle parole sono troppo divine e troppo pure perché mente d’uomo le possa conoscere e labbra d’uomo ripetere. Nel Tempio di Gerusalemme solo il sacerdote entrava nel Santo dei Santi dove era l’Arca del Signore. Ma nel Tempio della Gerusalemme celeste solo Io, Dio, entro e conosco i segreti dell’Arca santissima che è Maria, Mia Madre.
Sforzati d’imitare Maria. E, poiché è troppo ardua cosa, di’ a Maria che ti aiuti. Ciò che all’uomo è impossibile, è possibile a Dio, possibi1issimo poi se chiesto in Maria, con Maria, per Maria».

I quaderni del ‘43 pag. 57-8
Visione della Vergine dell’Eucaristia del 23 giugno 1943
(La data del 23 giugno corrisponde a quella in cui Gesù rivela a J.N.S.R. “il segreto di Maria”).

Stamane vedo la Madonna. Pare seduta, sorridente con amore, e mestizia insieme però. Ha il manto scuro che Le scende dal capo, aperto sulla veste pure scura, sembra marrone. Alla vita ha una cintura scura. Sembrano tre toni di marrone. In testa, sotto al manto, deve avere un velo bianco perché ne intravedo un lieve filino.
Sul mezzo del petto raggia un’Ostia grandissima e bellissima.
E – quello che costituisce il mirabile della visione – pare che attraverso le Specie (che qui paiono come un quarzo bellissimo: sono pane, ma paiono cristallo brillante), appaia un bellissimo bimbo. Il Bimbo-Dio.
La Madonna, che ha le braccia aperte per tenere aperto il manto, guarda me e poi china il volto e lo sguardo adoranti sull’Ostia che sfavilla nel Suo seno. Nel Suo petto, non sopra al petto. È come se, per dei mistici raggi X, io potessi vedere nel petto di Maria, o meglio è come se dei raggi X facessero apparire al di fuori quello che è dentro a Maria. Quasi Questa fosse di un corpo senza opacità. Non so spiegare.
Insomma io vedo questo e Gesù me lo spiega. La Vergine non parla. Sorride solo. Ma il Suo sorriso è eloquente come mille parole e più ancora.
Come mi piacerebbe saper dipingere per fargliene ( al padre spirituale) copia e fargliela vedere. E soprattutto le vorrei far vedere le diverse luminosità. Sono tre: una, di una pacata soavità, costituita dal corpo di Maria, è l’involucro esterno e protettore della seconda, raggiante e viva luminosità costituita dalla grande Ostia.
Una luce vittoriosa, direi, per usare parola umana, la quale fa da involucro interno al Gioiello divino che splende come fuoco liquido di una bellezza che non si descrive e che è, nella Sua infinita bellezza, infinitamente dolce, ed è il piccolo Gesù che sorride con tutte le Sue carni tenerelle e innocenti per la natura Sua di Dio e per la età Sua di infante.
È uno splendore, questo terzo sotto i veli degli altri due splendori, che non c’è paragone a descriverlo. Bisogna pensare al sole, alla luna, alle stelle, prendere le luci diverse di tutti gli astri, farne un unico vortice di luce che è oro fuso, diamante fuso, e questo dà una pallida similitudine di quanto vede il mio cuore in quest’ora beata. Cosa sarà il Paradiso avvolto da quella luce?
Ugualmente non c’è paragone atto a dire la dolcezza del sorriso di Maria. Regale, santo, casto, amoroso, mesto, invitante, confortevole…sono parole che dicono uno e dovrebbero dire mille per accostarsi a quello che è quel sorriso verginale, materno, celeste.


Maria Valtorta definisce la visione di Maria SS. del ’43 col titolo di Vergine dell’Eucaristia.
I quaderni del ‘44 pag. 347(visione della Pentecoste).

Maria è vestita di azzurro cupo. Sotto ha il velo bianco. Ma ha anche il manto sul capo. L’unica a capo coperto. E mi ricorda molto la Vergine dell’Eucaristia quale Mi apparì lo scorso mese di giugno (1943).

 


I quaderni del ‘45-50 pag. 274 

Mia Madre fu la perfezione delle anime eucaristiche. Eucaristia vuol dire avere in sé Dio con la Sua Divinità e con la Sua Umanità


«Maria, Mia Madre, fu la perfezione delle anime eucaristiche. Eucaristia vuol dire avere Dio in se stessi con la Sua Divinità e con la Sua Umanità. Maria ebbe Dio nel Suo spirito con la Sua Divinità da quando fu concepita nel seno di Anna; ebbe Dio con la Sua Umanità quando da figlia divenne Sposa di Dio e di Dio fu gravida; ebbe Dio con il Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità, dalla sera del Giovedì Santo alla Sua Dormizione, perché l’Eucaristia fu il Suo Cibo, e il Suo Seno e il Suo spirito fu il ciborio dell’Eucaristia».


I quaderni del ‘44 pag. 560
Maria è la Santa Pisside

«Nessuno, per grande che sia, può venire nel Mio cospetto se non riconosce in Maria, Porta chiusa da cui solo Dio è entrato, la Madre del Salvatore, la Madre-Vergine, la Madre divina.
Io l’ho accomunata alla Mia sorte di Vivente in Cielo per dirvi quale sia la Sua gloria. Unicamente inferiore a Dio Ella è, perché da Lui creata. Ma la Sua Maternità e il Suo Dolore di Corredentrice La fanno eccelsa su ogni creatura. Porta di Dio, da Essa sgorga Fede, Speranza, Carità; da Essa temperanza, giustizia, fortezza, prudenza; da Essa Grazia e grazie; da Essa salute, da Essa vi viene il Dio fatto Carne.
O Madre Mia!
Per il Pontefice e per l’ultimo dei credenti sei Tu la santa Pisside in cui l’Eucaristia attende di essere data a chi crede. Tutte le Grazie passano attraverso il Tuo corpo Inviolato, attraverso il Tuo Cuore immacolato. E misteri e Verità, e Sacramenti e doni, vengono conosciuti con vera sapienza e gustati con conoscenza e frutto solo da quelli che sanno chiederli a Te, davanti a Te.
Tu schermo fra il Sole e le anime e fra le anime e Dio, per cui la Divinità può esser contemplata dall’uomo e l’umanità esser presentata al Perfetto. Tu, Madre che hai dato Dio all’uomo e dai l’uomo a Dio, istruendolo col Tuo sorriso e col Tuo amore.
Mio piccolo Giovanni (Maria Valtorta), vieni sempre a Me passando per Maria. È il segreto dei santi. E la Porta chiusa, che non si aprì né s’aprirà mai per violenza umana, la Porta santa per cui solo Dio può passare, si apre al tocco di amore di un figlio di Dio. Si apre benigna. Quanto più umile e semplice è quello spirito che a Lei si volge e tanto più Ella si apre e vi accoglie. Vi accoglie per insegnarvi la Sapienza e l’Amore tenendovi fra le Sue braccia di Madre».

I quaderni del 45-50 ( 16-5-47) pag. 456
Visione del Cuore-Ostia di Maria SS. così come è anche nella Rivelazione di Amsterdam della “Signora di tutti i popoli” quando la Vergine apparirà in cielo il giorno del Suo riconoscimento con i titoli di Corredentrice, Avvocata e mediatrice, giorno questo anche del “Miracolo” di Garabandal (Spagna).

«Ho la visione e la comprensione di quello che è il Cuore Immacolato di Maria.
Visione: uno splendidissimo Cuore simile a una raggiante luna, simile a luminosa perla dalla luce lunare... È tutto luce. Una paradisiaca luce! Più bianca di Ostia raggiante in un ostensorio!Più luminoso di luna splendente in tersissimo cielo! Più vago di enorme perla! Tutto luce! Splende là, al  centro del petto purissimo. Un candore che brilla nel candore del corpo glorificato di Maria SS. di Fatima...
E lo Spirito Santo mi dà questa lezione e comprendo:
Da quel Cuore vennero le stille per formare il Cuore all’incarnato Verbo. Da quale candore doveva venire quel sangue necessario a formare l’embrione umano del SS. Figlio di Dio! Sangue purissimo da purissima Sorgente. Candore che sgorga da fonte immacolata per circondare di candore l’Anima creata al Verbo, concepito dall’Amore col Candore. Sui palpiti di stella purissima di questo Cuore, Delizia Mia, si è informato il pulsare del Cuor divino.
Pensa tu quale perfezione totale di sentimenti e di movimenti avrà avuto questo Cuore immacolato sul ritmo del quale – ritmo di palpiti fisici, ritmo di palpiti morali, ritmo di palpiti spirituali – si formò ad esser Cuore d’Uomo-Dio il cuore del Figlio concepito dalla Vergine.
Guarda, bèati. Non c’è luce più bella in Paradiso, dopo la Nostra, di questa. E non c’è luce più dolce. Non c’è. Noi, i Tre gloriosi, troviamo in questa luce la gioia nostra. I beati la loro. Gli Angeli la loro. Il Paradiso splende di questa luce dell’immacolato Cuore di Maria Nostra. Quella  luce che tu dici indescrivibile, ed è voce e letizia del paradiso, promana da questo Seno, da questo Cuore dell’eterna Vergine.
Volesse l’uomo che si spandesse sulla Terra! Sarebbe la seconda redenzione, il secondo perdono... la finale Salvezza! Oh! il perdono al mondo per Maria!
Ma il mondo respinge la Madre che lo partorirebbe alla pace.

martedì 15 novembre 2016

Rifiutando la Chiesa Impostora

Rifiutando la Chiesa Impostor
(Lettera al clero della diocesi di Rockford)


Dal Rev. Michael Oswalt

Nota del redattore: Dopo un corso seminario di 6 anni a Mundelein, un seminario conciliare a Chicago, Michael Oswalt è stato ordinato con il nuovo rito di ordinazione. Anche se ha aderito al pensiero cattolico tradizionale in seminario, i suoi occhi erano veramente aperti agli effetti del Modernismo a livello parrocchiale, quando ha ricevuto il suo primo incarico. Con la grazia di Dio, ottenuta soprattutto attraverso il suo rosario quotidiano e totale consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Michael si convinse che la nuova Chiesa Conciliare non è veramente la Chiesa cattolica. Il raggio finale di luce è venuto quando il suo unico giorno superiore gli chiese: "Vuoi essere un membro del pre-Vaticano Chiesa II o post-vaticano Chiesa II?" Michael sapeva che non poteva più rimanere nella Chiesa conciliare. Di seguito è la lettera che ha inviato a tutti i sacerdoti della diocesi, nel marzo 2009, per quanto riguarda le ragioni che abbandonato il Novus Ordo. Egli è ora studiando per essere adeguatamente ordinato sacerdote con i riti tradizionali della Chiesa.


Cari compagni di clero della diocesi di Rockford:
Ho deciso di lasciare la diocesi di Rockford per la ragione che ho giunto alla conclusione che i cambiamenti emanate dal Vaticano II non sono compatibili con il cattolicesimo romano.
Nessuno nega che il Vaticano II ha imposto cambiamenti profondi e vasti sulla Chiesa cattolica. Ma il cambiamento è sia accidentale o sostanziale. Se le modifiche operate dal Vaticano II sono meramente accidentale, allora ci potrebbe essere alcuna giustificazione in opposizione al loro montaggio, anche se uno trovato loro di essere di cattivo gusto. D'altra parte, se questi cambiamenti sono sostanziali, allora i cambiamenti del Concilio Vaticano II rappresentano niente di meno che l'istituzione di una nuova religione che differisce essenzialmente dal cattolicesimo romano. In tal caso sarebbe il dovere di ogni cattolico, e in particolare i sacerdoti, per resistere a questi cambiamenti e si sforzano di dissipare loro di edifici e istituzioni cattoliche, come cattolici hanno cercato in passato per cacciare l'arianesimo, nestorianesimo, protestantesimo e molti altre eresie che hanno tentato di superare la Chiesa cattolica romana.
Per molti anni ho studiato le differenze tra pre-Vaticano II il cattolicesimo e la religione II post-Vaticano.Queste differenze apparivano a me essere profondo. Ma in tutti i casi ho cercato come meglio potevo dare il beneficio del dubbio a coloro che sono stati promulgare questi cambiamenti. In molti casi sono stato spinto alla negazione, cioè, di un accecamento di me stesso per fatti che ho conosciuto nel mio cuore fosse vero, ma che non ho potuto affrontare come vero.
Nessuno nega, inoltre, che la Fede che si credeva e praticata fino al Concilio Vaticano II è stato il cattolicesimo romano, vale a dire, la religione e la Chiesa fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, che riteniamo essere l'unica vera Chiesa al di fuori di che non vi è salvezza. Tutti devono concedere, quindi, che, al fine che la II religione-Vaticano dopo qualificarsi come veramente cattolica, deve essere conforme sostanzialmente in tutte le cose con il pre-Vaticano II la fede e la pratica. In altre parole, al fine di legittimamente e veritiero affermare che siamo sacerdoti cattolici romani, è necessario che ci sia una sostanziale continuità tra la pre-Vaticano II Fede e il post-Vaticano II modifiche. Se questa sostanziale continuità è rotto, allora noi come sacerdoti perdiamo il nostro link al nostro Signore Gesù Cristo, per la Chiesa cattolica romana, per ogni vero Pontefice romano che mai seduto sul trono di Pietro, a tutti i santi del cielo, anzi a ogni cattolico che ci ha preceduto nella fede. Perdiamo la nostra pretesa di apostolicità, per unità di fede, di cattolicità, e alla santità. Infatti, sarebbe difficile pensare a qualcosa di più falso, più assurdo, più inutile, anzi più pericoloso, di un prete che dice di essere cattolico, ma che ha perso la continuità con la tradizione sacra del cattolicesimo romano.
Mi resta, quindi, per dimostrare questa affermazione di discontinuità tra presente e passato, un credito che per alcuni può sembrare stravagante, ma per altri un po 'una verità che giace profondamente sepolto nelle loro menti, e pesa fortemente sui loro cuori. Le prove per la posizione che sto prendendo è davvero vasta.Ci vorrebbe un libro di molti volumi di rendere giustizia alle prove che devono essere presentati. Ma io presenterò questi fatti e argomenti convincenti in maniera sintetica, e invitare allo stesso tempo, tutti coloro che possono essere interessati alla lettura ulteriormente in vari libri, siti web, e periodici.
Presenterò le prove nel modo seguente:
  1. le eresie contenute nel Vaticano II;
  2. l'eresia insegnata nel 1983 Codice di diritto canonico, e le pratiche peccaminose sanzionati da esso;
  3. come la nuova Messa 1969 è falso e il culto non cattolico, in quanto è una espressione liturgica delle eresie del Vaticano II;
  4. le heteropraxis della religione del Vaticano II, cioè la conferma della natura eretica del Concilio Vaticano II da parte delle osservanze e pratiche comuni della religione del Vaticano II, se ufficialmente sancita e praticata dalla sua gerarchia, o semplicemente approvato dal silenzio a livello universale ;
  5. come i sacramenti sono stati modificati in modo sostanziale, che porta in molti casi a uno invalidità o dubbio di validità;
  6. le eresie che sono pubblicamente professato da Benedetto XVI;
  7. come le quattro note della Chiesa cattolica non può essere trovato nella nuova religione del Vaticano II.
Io poi riassumere sottolineando che nei tre elementi essenziali di qualsiasi religione, vale a dire in dottrina, culto, e la disciplina, il Vaticano II e le sue successive modifiche hanno effettuato un cambiamento sostanziale della fede cattolica. Di là attirerò tutte le conclusioni logiche, sia speculativo e pratico.
Le eresie contenute nel Vaticano II. Ci sono quattro eresie principali contenuti in questo Consiglio.
La prima è quella di ecumenismo, trovato nel documento redintegratio Unitatis, che insegna che le religioni non cattoliche sono mezzi di salvezza. Questa dottrina eretica è stata poi sottolineata in di Giovanni Paolo II Catechesi Tradendae. Questa affermazione è direttamente in contrasto con la dottrina che fuori della Chiesa non c'è salvezza, che Papa Pio IX ha definito "un più noto dogma cattolico." Sia il concetto e le pratiche dell'ecumenismo sono stati condannati da Papa Pio XI nell'enciclica Mortalium Animos del 1928.
Il secondo l'eresia è quello che riguarda l'unità della Chiesa, vale a dire che la Chiesa di Cristo non si identifica esclusivamente con la Chiesa cattolica, ma semplicemente sussiste in essa. Questa dottrina eretica è contenuta principalmente in Lumen gentium, e il suo significato eretica è confermata nelle dichiarazioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, in particolare nel 1983 Codice di Diritto Canonico, nelladichiarazione 1992, relativa Chiesa e la comunione, e nel Direttorio ecumenico. E 'in contrasto con la dottrina della Chiesa cattolica, contenuta principalmente in Satis Cognitum di Papa Leone XIII, Mortalium Animo s di Papa Pio XI, Mystici Corporis di Papa Pio XII, e le condanne della "teoria dei rami" fatta dalla Santa ufficio sotto il pontificato di Pio IX.
La terza eresia è quello della libertà religiosa, in Dignitatis humanae, che quasi parola per parola afferma la stessa dottrina che è stato condannato da Pio VII nel Messaggio Tam Diuturnas, da Papa Gregorio XVI nel Mirari Vos, da Papa Pio IX nel Quanta Cura, e da Papa Leone XIII nel Libertas praestantissimum. L'insegnamento del Vaticano II sulla libertà religiosa contraddice anche la regalità di Gesù Cristo nella società, come espresso nella Quas Primas di Papa Pio XI, e l'atteggiamento costante e la pratica della Chiesa nei confronti della società civile.
La quarta l'eresia è quello della collegialità che altera la costituzione monarchica della Chiesa cattolica, con cui è stata dotata dal Divin Salvatore. La dottrina del Vaticano II, confermato dal 1983 Codice di diritto canonico, in cui si afferma che il soggetto (il possessore) della suprema autorità della Chiesa è il collegio dei vescovi insieme con il papa, è in contrasto con la dottrina definita del Consiglio di Firenze e del Vaticano I.
L'eresia insegnato nel 1983 Codice di diritto canonico, e le pratiche peccaminose sanzionati da esso. Nel 1983 il Codice di diritto canonico contiene l'eresia del Vaticano II per quanto riguarda l'unità della Chiesa, contenuta in Lumen Gentium. 1 Essa consente inoltre un sacrilegio al Santissimo Sacramento, approvando della sua ricezione da parte dei non cattolici, che è un peccato mortale, e permette communicatio in sacris con i non-cattolici, che è anche un peccato mortale. Inoltre, il Direttorio ecumenico del 1993 consente pratiche ecumenici che sono sempre stati insegnati dalla Chiesa per essere peccato mortale.
Come la nuova Messa 1969 è falsa e non cattolico culto, in quanto è una espressione liturgica delle eresie del Vaticano II.
  1. Esso contiene una definizione eretica della Messa nella Istruzione Generale originale; 2
  2. è stato composto con il preciso scopo di fare una liturgia ecumenica, gradito a protestanti, spogliato della verità cattoliche riguardanti il ​​sacerdozio, il Santo Sacrificio della Messa, e la presenza reale di Cristo nella Santa Eucaristia;
  3. è stato composto con l'aiuto e il contributo di sei ministri protestanti, che mostra lo spirito eretica in cui è stata concepita e formulata;
  4. i suoi autori cancellati sistematicamente dalle sue preghiere e lezioni di dottrine che sarebbe offensivo per gli eretici;
  5. insegna, sia per le sue omissioni e il suo simbolismo e gesti, eresie ed errori riguardanti il ​​sacerdozio, il Santo Sacrificio della Messa, e la presenza reale di Cristo nella Santa Eucaristia;
  6. si tratta molto probabilmente non valida a causa di un difetto di volontà che esso provoca in chi la celebra, ed a causa, almeno in volgare, ad una alterazione blasfemo delle parole di Cristo nella formula di consacrazione;
  7. l'edizione originale conteneva l'eresia ariana nella quarta preghiera eucaristica, dicendo a Dio Padre: "Tu solo sei Dio", senza alcun riferimento alle altre persone. 3
Il heteropraxis della religione Vaticano II - che è, la conferma della natura eretica del Concilio Vaticano II da parte delle osservanze e pratiche comuni della religione del Vaticano II, se ufficialmente sancita e praticata dalla sua gerarchia, o semplicemente approvato dal silenzio a livello universale . Che il Vaticano II ha effettivamente iniettare una nuova e falsa religione nelle istituzioni della Chiesa cattolica può stato visto da anni di pratiche abominevoli. Questi includono:
  1. peccati contro il primo comandamento di Dio nella forma di servizi ecumenici di tutti i tipi;
  2. pratiche pastorali e liturgici che approvano implicitamente peccati omosessuali;
  3. aberrazioni liturgiche strani e profani, a volte con ragazze e / o riti indecentemente vestite che sono derivati ​​dal paganesimo;
  4. la distruzione del sacramento del matrimonio con la concessione indiscriminata di annullamenti, e per false ragioni
  5. l'implicita o esplicita a volte, l'apologia di controllo artificiale delle nascite;
  6. il regno di eresia nei seminari cattolici, università e scuole parrocchiali;
  7. la sostanziale alterazione del sacramento dell'estrema unzione conferendo su di coloro che non sono in pericolo prossimo di morte;
  8. la pratica della comunione nella mano, con il risultato che ciò che pretende di essere il Corpo e il Sangue di Cristo, è molte volte trattati in maniera gravemente sacrilega.
Come i sacramenti sono stati modificati in modo sostanziale, che porta in molti casi a uno invalidità o dubbi di validità. consacrazione episcopale è stato reso non valido nel rito latino con l'introduzione del rito 1968 l'ordinazione di vescovi. Anche se pretende di essere utilizzando un modulo che deriva dai riti orientali, in realtà ciò che è stato preso da questi riti non era la forma essenziale della consacrazione episcopale, ma invece la cerimonia per l'installazione di patriarchi, che sono stati già consacrata. Il rito di consacrazione 1968 non menziona la grazia della dignità episcopale, come la pienezza del sacerdozio.
Non c'è bisogno di menzionare l'enormità di questo problema, che dal 1968 la validità dei vescovi nel rito latino si è gradualmente spenta, e con esso la validità dei sacerdoti che essi tentano di ordinare. A parte ogni altra considerazione del Vaticano II e dei suoi effetti, questo è di gran lunga il peggiore. A sua volta, ha invalidato o promette di invalidare ogni altro sacramento, tranne il Battesimo e il Matrimonio.
La validità, inoltre, della Messa è stata compromessa dalla volontà del rito, che si esprime nella istruzione generale. In questo documento, le parole della consacrazione, già messi a parte dal resto del testo e in grassetto, sono ora denominato "istituzione narrativa". Ma se un prete, anche validamente ordinato, dice queste parole come una mera istituzione narrazione, non consacra, a causa della mancanza di una corretta intenzione, il corpo e il Sangue di Cristo. In effetti, queste parole, "istituzione narrativi", in riferimento alla dichiarazione sacra del sacerdote, "Questo è il mio corpo", effettuando Transustanziazione, sono la prova positiva del carattere protestante della Nuova Messa.
La validità della consacrazione del vino è reso incerto dalla falsa traduzione di pro multis come per tutti.Chiunque con una conoscenza fondamentale della originale greco sa che questo è un errore di traduzione di queste parole più sacre, anzi una distorsione blasfema delle parole reali di Cristo. Poiché è possibile che queste parole sono necessari per la validità, la consacrazione del vino alla Nuova Messa è fatto dubbia, dal momento che questo errore di traduzione potrebbe costituire una modifica sostanziale della forma essenziale.
Ma la religione del Vaticano II ha abbandonato l'idea della necessità di materia e forma, in ogni caso, dal momento che Giovanni Paolo II ha approvato come "masse" validi della chiesa assira, una setta scismatica che scende dal nestoriani, in cui "Messe "non ci sono parole della consacrazione. Tale approvazione abbandona l'insegnamento universale della Chiesa e la pratica relativa alla validità dei sacramenti, ed è quindi eretica.
Altre modifiche hanno messo in dubbio i sacramenti della estrema unzione, Cresima e Ordine Sacro.
Le eresie che sono pubblicamente professato da Benedetto XVI e gli altri membri della gerarchia del Vaticano II. Benedetto XVI insegna i seguenti eresie, tra gli altri:
  1. Che l'ecumenismo non cerca che qualcuno in un'altra religione convertirsi alla religione cattolica.
  2. Quella ebraica attesa messianica non è vana.
  3. Che ci sono perfettamente buoni motivi per dire che il Vecchio Testamento non si riferisce a Cristo.
  4. Mettendo in dubbio il dogma del primato di giurisdizione del Romano Pontefice.
  5. Il fatto che egli riconosce vescovi scismatici come "pastori della Chiesa."
  6. Il fatto che egli si augura che sette protestanti non si dissolvono, ma "che saranno rafforzati nella loro confessioni e nella loro realtà ecclesiale".
  7. Che la Chiesa cattolica non ha il diritto di assorbire le altre Chiese, ma invece che un "unità di base - delle Chiese che rimangono Chiese, ma diventano una sola Chiesa - deve sostituire il concetto di conversione".
  8. Che ci sia "la presenza salvifica del Signore nella [protestante] Cena del Signore evangelica".
  9. Che il protestantesimo non è un'eresia.
  10. Che la "validità della liturgia dipende in primo luogo, non su parole specifiche, ma la comunità della Chiesa ..."
  11. Che il battesimo dei bambini è una pratica discutibile.
  12. Che la storia della creazione biblica è in parte basata su conti pagane.
  13. Che il Corano, che nega esplicitamente la divinità di Cristo e si riferisce alle donne come il bestiame, è un libro sacro di una grande religione per la quale egli ha rispetto.
  14. Che ci sono cose come santi pagani.
  15. Che le religioni non cattoliche sono mezzi di salvezza.
  16. Che il termine "peccato originale" è fuorviante e imprecisa.
  17. Che la Chiesa di Cristo esiste al di fuori dei confini della Chiesa cattolica.
  18. Che la Chiesa di Cristo è diviso.
  19. Che l'unità della Chiesa è ancora in via di formazione.
  20. Che è importante che tutti possono appartenere alla religione di sua scelta
  21. Che non ci sarà risurrezione dei corpi dai morti.
  22. Che nella Santa Eucaristia, «Cristo è nel pane", sposando così la dottrina di Lutero di impanazione o consustanziazione.
Questo elenco potrebbe essere molto più lungo, ma lo spazio non ci permette di elaborare ulteriormente.(Se qualcuno vuole vedere i riferimenti e citazioni che sostanziano queste accuse di eresia, può ottenerli richiedendoli a me).
Come le quattro note della Chiesa cattolica non può essere trovato nella nuova religione del Vaticano II. I quattro note della Chiesa, che si trova nel Credo di Nicea, sono le caratteristiche essenziali della vera Chiesa di Cristo, con la quale è distinguibile da falsi sette. Ma questi quattro marchi - una, santa, cattolica e apostolica - mancano dalla religione del Vaticano II.
La nuova religione non è santa perché di (1) la sua professione pubblica e la promulgazione di eresia per quanto riguarda sia la fede e la morale; (2) le sue discipline false e cattive; (3) i gravi peccati contro il primo comandamento, che si perdona e promuove in nome dell'ecumenismo.
La nuova religione non è uno, perché l'unità della fede è stata completamente distrutta in esso. Ha perso la sua unità di fede con i precedenti secoli della Chiesa, dal momento che ha rotto dalle antiche dottrine.Ha, inoltre, non unità di fede in sé. Infatti ogni aberrazione dottrinale è permesso. L'unico peccato dottrinale dopo il Vaticano II è quello di aderire alla fede cattolica come l'unica vera fede.
La nuova religione non è cattolica, o universale, dal momento che senza unità di dottrina, senza coerenza con il passato, la cattolicità è impossibile. Per cattolicità non è altro che essere una cosa, vale a dire, una sola fede, una disciplina, e un culto, applicato a tutti i luoghi e gli orari in tutto il mondo. Ma ho già detto la rottura con il passato in tanti modi, così come la dottrina interna, disciplinare, e il caos liturgical che attualmente esiste nella nuova religione. Non vi è, quindi, nessun segno di cattolicità.
Infine, vi è apostolicità. La religione del Vaticano II ha sciolto i legami di unità con gli apostoli in dottrina, il culto e la disciplina. Si è rotto la linea di successione apostolica con la consacrazione dei vescovi non valida. Essa ha modificato la costituzione apostolica della Chiesa cattolica, modificando il concetto e il ruolo del Romano Pontefice.
In breve, la nuova religione non è altro che una setta non cattolico, solo uno dei tanti che sono aumentati fino negli ultimi duemila anni, nel tentativo di alterare la Chiesa di Cristo.
Per questo motivo, dopo molta preghiera e di riflessione, ho deciso di lasciare questa religione, che è estranea alla fede cattolica come è stato sempre conosciuto e praticato e amato dai miei antenati cattolici.Voglio morire nella stessa fede come hanno fatto, e non nel modernismo. Voglio essere un vero prete cattolico, e dire un valido e cattolica la Messa, che santificò le anime così efficacemente per secoli, e costruito la Chiesa alla magnifica struttura che è stata nel 1958, quando Papa Pio XII morì.
Da quel fatidico giorno del suo passaggio, la Chiesa cattolica è andato in tilt di declino, l'immoralità, e la sfortuna. E 'stato ridotto, miseramente, ad un piccolo numero di fedeli che si sono impegnati a resistere all'assalto del Modernismo, così fortemente condannato da San Pio X. maggio Dio mi conceda la grazia di vivere nel vero e santo sacerdozio cattolico e il morire nella fede sacra dei nostri antenati.
- Rev. P. Michael Oswalt


Le note
1 La nozione eretica della Chiesa è visto in canoni 825 e 844, dove c'è una distinzione di cattolici [sic] membri fedeli contro i fedeli di Cristo (Christifideles Catholici contro christifideles, queste ultime utilizzate più di frequente). Un'attenta lettura del presente Codice rivela formulazione molto astuta dei canoni in modo tale che nessuno poteva strettamente identificare i fedeli con i membri del corpo della Chiesa cattolica. Piuttosto diventa molto chiaro che gli scismatici orientali e protestanti sono considerati membri di "fedeli" e membri della Chiesa, dal momento che sono battezzati, e "costituivano il popolo di Dio." Non si fa menzione di ostacolare l'effetto del battesimo attraverso l'adesione a sette eretiche o scismatiche, la professione pubblica di eresia, o per esclusione dalla competente autorità ecclesiastica. Invece, solo il battesimo si fa una parte del Popolo di Dio, fedele di Cristo, la Chiesa.
2 Questa definizione è stato cambiato rapidamente nella seconda edizione, per sua natura eretica.
3 Anche questo è stato successivamente corretto a causa del suo evidente contenuti eretica.