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sabato 17 dicembre 2016

Qual è la storia dell'Albero di Natale?


Ha origine nei Paesi nordici e secondo la leggenda la sua diffusione è dovuta a Lutero


Questa è un'altra versione delle origini dell'albero di Natale, tutto si trova tranne che sia pagano.

Ogni anno ritorna Natale. Periodo densamente spirituale, momento di sosta che la frenesia consumistica non è riuscita del tutto a inquinare. Come se l’eco di un messaggio che viene da lontano catturasse ancora le nostre anime. Ma il suo codice appare segretato ai cuori di noi, uomini d’oggi, che ne abbiamo smarrito la chiave.

Strade piene di luci, di suoni. Alberi di Natale nelle vetrine, per le strade, nelle piazze. Alberi di Natale sempre più grandi, sempre più belli. Alberi di Natale piccoli e grandi forse ormai in ogni casa. Sempre più spesso in sostituzione del presepe o accanto al presepe. Si direbbe che l’Albero di Natale stia conquistando il mondo. Ma qual è la storia dell'Albero di Natale?

Riga, la capitale della Lettonia, da sempre rivendica con orgoglio di aver ospitato il primo Albero di Natale della storia. Proprio a Riga, infatti, in piazza del Municipio di fronte alla Casa delle Teste Nere, c’è uno stemma in terracotta deposto sul punto in cui sarebbe stato innalzato il primo Albero di Natale nel 1510, che si ritiene fosse stato ornato da decorazioni di carta e poi bruciato in segno di buon augurio per l’arrivo dell’inverno. In Estonia la pensano diversamente. Gli estoni affermano infatti che il primo Albero di Natale fu creato a Tallin, nel 1441.

Certo è che l’Albero di Natale nella sua patria d’origine, che corrisponde alle regioni germaniche, è indissolubilmente collegato ad un antico canto popolare, riproposto nella forma attuale all’inizio dell’Ottocento. È un canto rivolto non a un albero-oggetto, ma a un albero-essere-vivente, che col suo verde perenne trasmette fiducia nella continuità della vita stessa. È il Tannenbaum, l’abete natalizio.

I bambini amano l’Albero di Natale anche perché sanno che è portatore di doni. In effetti i doni si appendevano un tempo ai suoi rami assieme a frutta, focacce, biscotti. Poi i doni sono finiti sotto l’albero, perché la società dei consumi li ha via via moltiplicati e ingigantiti, derubandoli del significato intimo e personale che aveva il piccolo dono.

Per avere le prime testimonianze scritte circa la diffusione e l’affermazione dell’Albero di Natale come lo conosciamo oggi occorre arrivare al XV secolo. Secondo quanto si legge nel volume “Il canto degli alberi” (Àncora editrice) di Anna Maria Finotti la prima testimonianza scritta risale al 1419, quando la Confraternita dei fornai di Friburgo pose in occasione del Natale, nell’ospedale della città, un albero «adorno di mele, pere, noci colorate, cialde, piccole focacce, biscotti, carta colorata e fronzoli vari». A Capodanno l’albero veniva scosso per far cadere le focacce e la frutta come segno beneaugurante per l’anno nuovo.

Nel 1604 a Strasburgo si ha testimonianza che «nelle osterie venivano sistemati degli abeti a cui venivano appese delle rose di carta di vari colori assieme a mele, focacce, zucchero e oggetti in similoro». L’albero così adorno venne chiamato l’Albero di Natale o l’Albero di Cristo o anche l’albero di Maggio, in quanto anticipava la speranza nella fioritura di un nuovo raccolto.

La leggenda attribuisce a Lutero, il fondatore del protestantesimo, la diffusione dell’Albero di Natale ornato di candele. Si dice che egli, tornando verso Wittenberg in una notte di vigilia, fosse rimasto colpito dallo splendore dei ghiaccioli appesi agli abeti, che splendevano alla luce delle stelle. Per cui ebbe l’idea di porre delle candele sull’albero per illuminarlo. L’Albero di Natale divenne così anche l’Albero delle Luci e venne considerato segno del protestantesimo, definito anche «la religione del Tannenbaum», ossia dell’abete. Tali alberi con le candele si diffusero tra il XVII e il XVIII secolo e venivano allestiti nelle strade. Ma vennero presto vietati per il grande pericolo di incendio che rappresentavano.

Nel XIX secolo, dopo la scoperta della stearina e della paraffina, l’Albero delle Luci si diffuse nelle corti europee e negli ambienti alto-borghesi dell’epoca, e l’usanza si radicò soprattutto in Germania e nei paesi scandinavi. In Italia venne introdotta al Quirinale dalla regina Margherita, ma la sua diffusione possiamo farla risalire agli anni della ripresa economica dopo la seconda guerra mondiale. Anche perché più forte era da noi la tradizione del presepe di origine francescana.

La seconda patria dell’abete natalizio dopo la Germania viene considerata l’Inghilterra, dove esso venne introdotto a corte prima dai sovrani della casa di Hannover e poi specialmente da Alberto di Sassonia-Coburgo, principe consorte della regina Vittoria. La tradizione dell’abete decorato e illuminato passò poi nelle famiglie inglesi per imitazione delle feste natalizie di corte. La sua terza patria divennero gli Stati Uniti, dove fu importato dagli immigrati tedeschi della Pennsylvania come simbolo della loro terra, e in seguito dai mercenari tedeschi, che parteciparono alla guerra di indipendenza del 1776-1783.

Le candele elettriche resero in seguito possibile la collocazione di alberi di Natale sempre più grandi anche all’aperto. Nel 1912 venne eretto il primo Albero delle Luci nella Madison Square a New York. Dagli anni ’20, su esempio americano, si cominciarono a diffondere nelle strade commerciali delle città tedesche e più tardi nei giardini delle famiglie abbienti. Gli scambi culturali e commerciali fecero poi il resto. Sicché l’abete con la sua forma piramidale e spiralica, con le sue foglie aghiformi, sta diventando in tutto il mondo il simbolo laico del periodo natalizio. Oggi il Guinness dei primati mondiali dal 1991 lo detiene, in termini di grandezza, l’Albero delle Luci disegnato sul monte Ingino, che sovrasta Gubbio con la cometa proprio sulla cima.
sources: ALETEIA

domenica 10 luglio 2016

La chiesa dell'oscurità

LA CHIESA DELL'OSCURITA' GOVERNATA DA UN FALSO PAPA, E LA SEPOLTURA DELLA CHIESA MISTICA DI CRISTO.
 IL VERO PAPA DOVRA' FUGGIRE DA ROMA PER AVER SALVA LA VITA E MORIRA' DI UNA MORTE VIOLENTA - Caterina Emmerick
La profezia che la madonna ha dato a Suor Elena Aiello afferma che all'inizio o poco prima della TERZA GUERRA MONDIALE, CHE VEDRA' LA RUSSIA INVADERE TUTTA L'EUROPA, VI SARA' UN ATTACCO DELL'ISLAM ALL'EUROPA DEL SUD. Secondo questa profezia arriveranno quasi a conquistare ROMA, ma non riusciranno ad espugnarla. Tuttavia quando i Russi scenderanno in Italia, conquisteranno Roma e SARA' ALLORA CHE IL PAPA FUGGIRA' DALLA CITTA' ETERNA.
Quello che i massoni ancora non riescono a comprendere è che i sionisti hanno già previsto e pianificato la prossima guerra, così come avevano previsto la sconfitta della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale e la vittoria dell'unione sovietica. Hanno già decretato che gli stati uniti dovranno perdere favore di una Russia nuovamente comunista. Russia e Cina risulteranno infatti le vincitrici della prossima guerra mondiale. Chiunque provi a combattere la perversione e la propaganda di questi sionisti viene etichettato come antisemita. Chi sono questi sionisti? Essi sono kabalisti e l'essenza del loro credo è ciò che credono anche i massoni. Sono pagani panteisti, adoratori dell'occulto. Sono stati loro ad aver finanziato Hitler e il suo folle progetto di sterminare la razza ebrea. E' questo il gruppo che vuole instaurare il nuovo ordine mondiale, dove esisterà un'unica religione falsa e sincretica. Saranno loro a dominare su tutto e su tutti. Saranno loro a diventare i re della terra, portando a compimento il loro scopo di decimare la popolazione mondiale. Ad eccezione di un miliardo di persone, o giù di li che diventeranno loro schiavi.
Nell'intervista al cardinale Ratzinger del 1984 sul terzo segreto di Fatima, egli ha dichiarato che è un messaggio apocalittico che si riferisce alla fine dei tempi e che può essere imminente la fine della civiltà così come noi la conosciamo. Poi in alcune dichiarazioni private Ratzinger ha inoltre affermato di sentirsi lui stesso questo vescovo vestito di bianco.
In un messaggio di suor Lucia del 1991, il terzo segreto di Fatima verrà rivelato durante una guerra mondiale. Secondo le profezie un evento catastrofico colpirà l'Iran.

sabato 23 aprile 2016

HO VISTO MAOMETTO ALL'INFERNO!




• (Corea Del Sud):
Ba Ra Choi ha avuto diverse visioni dell’inferno negli ultimi anni.
Ha visto Maometto, capo fondatore dell’Islam soffrire all’inferno. Ha raccontato ciò che Maometto disse all’Inferno.
- “Sai chi sono io?”
- “Io sono Maometto!”
- “Ho commesso grandi peccati e ho fatto grandissimi errori.”
- “Sono stato un ingenuo. Ho peccato grandemente.”
- “Molte persone sono andate all’inferno a causa mia.”
- “Ho commesso i più grandi crimini. Ho commesso i più grandi peccati!”
- “Ho commesso il male.” “Ho commesso il male.”