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venerdì 30 giugno 2017

LE LACRIME E LA CORREDENZIONE


34.17 Dice Gesù: «È sempre Maria che prende la mano di Gesù e la guida. Anche ora. Delle volte la Sua mano trafitta cade stanca e sfiduciata, perché sa che è inutile benedire. Voi distruggete la Mia Benedizione. Cade anche sdegnata, perché voi Mi maledite. E allora è Maria che leva lo sdegno a questa mano col baciarla.
Oh, Il bacio di Mia Madre! Chi resiste a quel bacio? E poi prende con le Sue dita sottili, ma così amorosamente imperiose, il Mio polso e Mi forza a benedire.
Non posso respingere Mia Madre. Ma bisogna andare da Lei per farla Avvocata vostra. Essa è la Mia Regina prima d’essere la vostra, ed il Suo amore per voi ha indulgenze che neppure il Mio conosce. Ed Essa, anche senza parole ma con le perle del Suo pianto e col ricordo della Mia Croce, il cui segno Mi fa tracciare nell’aria, perora la vostra causa e Mi ammonisce: “Sei il Salvatore. Salva”».

44.12 Dice Gesù:  «Maria, che sapeva la Sua sorte durante quei tre anni e quella che L’attendeva alla fine degli stessi e la sorte Mia, non recalcitrò co­me voi fate, pianse… Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di Gloria eterna.
Quante madri nel mondo, a cui la morte svelle dalle braccia una creatura! Quante madri a cui un soprannaturale Volere strappa dal fianco un figlio! Per tutte le Sue figlie, come Madre dei cristiani, per tutte le Sue sorelle, nel dolore di madre orbata, ha pianto Maria. E per tutti i figli che, nati da donna, sono destinati a divenire apostoli di Dio o martiri per amore di Dio, per fedeltà a Dio, o per ferocia umana.
Il Mio Sangue e il pianto di Mia Madre sono la mistura che fortifica questi segnati a eroica sortequella che annulla in loro le imperfezioni, o anche le colpe commesse dalla loro debolezza, dando, oltre al martirio, comunque subito, la Pace di Dio e, se sofferto per Dio, la Gloria del Cielo…
Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di Gloria eterna…
Queste lacrime le trovano le Mie care “vittime”, perché Maria è la prima vittima delle vittime per amore di Gesù, ed alle Sue seguaci Ella dà, con mano di Madre e di Medico, le Sue lacrime che ristorano ed inebriano a più alto sacrificio.
Santo pianto quello della Madre Mia!»

     157.7 (dialogo di Gesù a Maria SS.)
«Dovrai mettere questa Tua mano di candore sulle piaghe, chinarTi con i Tuoi sguardi di colomba paradisiaca sulle deformità infernali, aspirare il lezzo del peccato, e non fuggire. Ma anzi raccoglierTi sul cuore questi mutilati da satana, questi aborti, questi putridumi, e lavarli col pianto, e portarli a Me...».

168.9 Dice Maria:  «Lascia che io ti parli del supremo Amore che Mi ha dato il Figlio perché Io Lo doni al mondo. Mi ha tratto dalla beata ignoranza della Mia Verginità consacrata perché il mondo avesse il Perdono. Mi ha tratto non sangue dal parto ma dal cuore col rivelarMi che la Mia Creatura è la Gran Vittima.
GuardaMi, figlia.
In questo cuore è una gran ferita. Geme da trenta e più anni e sempre più si allarga e Mi consuma. Sai che nome ha?...
Amore. È amore questo che Mi svena per fare che non sia solo il Figlio nel salvare. È amore che Mi dà fuoco perché Io purifichi coloro che non osano andare al Figlio Mio. È amore che Mi dà pianto perché Io lavi i peccatori. Tu volevi la Mia carezza. Ti do le Mie lacrime che ti fanno già bianca per poter guardare il Mio Signore…”

       420.11 Dice Gesù: “Ma pensate che, come per la donna entrò il Male, per la Donna è giusto entri il Bene nel mondo. Vi è da annullare una pagina scritta da satana. E lo farà il pianto di una Donna... Capovolgerà Eva col suo triplice peccato.”

442.8 Dice Gesù: «Le lacrime della Madre di Dio... di Quella che, senza Colpa, non fu esente dal dolore e soffrì più di ogni altra donna, per essere la Corredentrice».


I quaderni del ‘43 pag. 345
L’incenso delle lacrime di Maria SS. contro l’ira di Dio

Dice Gesù: “Se è detto nell’Apocalisse che agli ultimi tempi un Angelo farà l’offerta dell’incenso più santo al trono di Dio, avanti di spargere il fuoco primo dell’ira divina sulla terra, come non pensate che fra le preghiere dei santi, incenso imperituro e degno dell’Altissimo, non siano, prime fra tutte, le lacrime, oranti più di qualsiasi parola, della Mia Santa benedettadella Mia Martire dolcissima, della Madre Mia, raccolte dall’Angelo che portò l’Annuncio e che raccolse l’adesione, del testimone angelico degli Sponsali soprannaturali per i quali la Natura Divina contrasse legame con la natura umana, attrasse alle Sue altezze una carne e abbassò il Suo Spirito a divenire carne per la pace fra l’uomo e Dio?
Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato da Me, Giudice supremo e Re altissimo.”

I quaderni del 45-50 pag. 513
Maria Madre vittima per i peccati degli uomini

Dice Maria: “Per quanto non si mediti, e non si accetti, e non si creda, sul Mio dolore, e la descrizione di esso paia avvilente, e la si voglia negare, proprio perché non si sa meditare sul Mio dolore di Madre e di credente, io sono stata la vittima insieme al Figlio Mio. E lo sono. Perché ogni offesa a Lui fatta percuote il Mio cuore, flagella il Mio amore per Lui, così come ogni suo soffrire di quel giorno di Passione fu flagello, percossa, spina, chiodo, urto, caduta Mia.
SalutaMi, Maria, così: “Ave, Maria, Madre Vittima per i peccati degli uomini, prega per noi.” Il Mio nuovo titolo è questo: Maria immacolata vittima trafitta dai peccati del mondo.”

mercoledì 7 giugno 2017

Lo Spirito Santo negli scritti di Maria Valtorta

“Dice l’Eterno Spirito: Io sono l’Amore. Non ho voce mia propria, perché la mia voce è in tutto il creato. Come etere Io dilago per tutto quanto esiste, come fuoco accendo, come sangue circolo. Io sono in ogni parola del Cristo e fiorisco sulle labbra della Vergine. Io purifico e faccio luminosa la bocca dei profeti e dei santi. Io sono Colui che le cose ispira prima che fossero, perché il mio potere è quello che, come palpito, dette moto al pensiero creativo dell’Eterno.

1 Per il Cristo tutte le cose sono state fatte da Me-Amore, perché sono Io che con la mia segreta forza mossi il Creatore ad operare il prodigio. Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà unicamente il Cielo. 

2 Io sono l’ispiratore della creazione dell’uomo, al quale fu donato il mondo per sua delizia, il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo. Io sarò che porrò sulle labbra dell’ultimo uomo la suprema invocazione: “Vieni, Signore Gesù!” 

3 Io sono quello che, a placare il Padre, infusi l’idea dell’Incarnazione e scesi, Fuoco creatore, a farmi germe nelle viscere immacolate di Maria, e risalii fatto Carne sulla Croce e dalla Croce al Cielo, per stringere in anello d’amore la nuova alleanza tra Dio e l’uomo, come in amplesso d’amore avevo stretto il Padre e il Figlio, generando la Trinità.

5 Io sono Colui che senza parole parla ovunque e in ogni dottrina che in Dio abbia origine, Colui che senza tocco apre occhi e orecchi ad udire il soprannaturale, Colui che senza comando vi trae dalla morte della vita alla vita nella Vita che non conosce limite. Il Padre è su di voi, il Figlio in voi, ma Io, Spirito, sono nel vostro spirito e vi santifico con la mia presenza. Cercatemi ovunque è amore, fede e sapienza. Datemi il vostro amore. La fusione dell’amore con l’Amore crea il Cristo in voi e vi riporta in seno al Padre. Ho parlato oggi, che è l’avvento dell’Amore sulla terra, la più alta mia manifestazione, quella da cui provengono Redenzione e infusione Pentecostale alla Terra. Il mio Fuoco dimori in voi e vi accenda, ricreandovi a Dio, in Dio e per Iddio, Signore eterno, a cui, in Cielo e in terra, ogni lode va data”. 

 1- Cioè, il pensiero creativo dell’Eterno Padre si è messo in moto (in atto) per realizzare il suo progetto, grazie alla forza dell’Amore, caratteristica dello Spirito Santo. In altre parole, se “il Cuore” indica il Padre, “il Palpito” indica lo Spirito Santo. “Il sole è fuoco, ma insieme è luce ed è calore, quindi la Santissima Trinità adombrata nel sole: il fuoco è il Padre, la luce è il Figlio, il calore è lo Spirito Santo, ma uno è il sole. E come non si può dividere il fuoco dalla luce e dal calore, così una è la potenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che fra Loro non si possono realmente separare. E come il fuoco nello stesso istante produce la luce ed il calore, sicché non si può concepire il fuoco senza concepirsi anche la luce ed il calore, così non si può concepire il Padre prima del Figlio e dello Spirito Santo, e così vicendevolmente hanno tutti e Tre lo stesso principio eterno” (Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta, Vol. 2°, 28.2.1899). 
2- Non si riferisce al Cielo, inteso come Paradiso, premio dei buoni (in contrapposizione all’inferno, anch’esso per sempre), ma inteso in contrapposizione alla terra. In altre parole, Egli era prima della creazione del mondo ed Egli sarà dopo la fine del mondo. Un’altra questione sarebbe quella della “fine” del mondo, non da intendersi come “distruzione” o annientamento dell’opera della Creazione, che, come le altre opere di Dio, è definitiva, è eterna, ma come fine della storia, del tempo della prova dell’uomo e del completamento del numero degli eletti. 
3 - Sarebbe eccessivo concludere da questa frase che la sola venuta del Signore da attendersi fosse quella della fine del mondo o della storia. “Sulle labbra dell’ultimo uomo” che attende o che desidera il Signore: ecco il vero senso.
 4 - Da queste frasi sembrerebbe che fosse la Persona dello Spirito Santo quella che si è incarnata, assumendo un’Umanità, e che fosse Lui quello che è morto in Croce e che poi è salito in Cielo. In realtà, lo Spirito Santo è stato l’artefice, il divino realizzatore di tutto questo, di tutta la Vita di Gesù, così come lo è di ogni opera di Dio. Lo Spirito Santo è stato sempre “il compagno” invisibile di Gesù, “concepito per opera dello Spirito Santo” (Cfr. Mt 1,18-20; Lc 1,35), “pieno di Spirito Santo”, “mosso dallo Spirito Santo” (Lc 4,1). 
5 - Il migliore linguaggio umano è molto limitato e nelle cose di Dio rischia di essere ambiguo. La sana teologia della Chiesa riconosce il Padre come Colui che genera il Figlio (“generato, non creato, consustanziale al Padre”), mentre lo Spirito Santo è la Persona che procede dal rapporto tra le altre Due e che, da parte sua, forma questo rapporto. Solo allora la SS. Trinità è. Solo così si chiude il cerchio, “l’anello d’amore” tra il Padre e il Figlio. Solo in questo senso, “generando la Trinità” significa completando, rendendo realtà la SS. Trinità. 
6 - Il 25 Dicembre 1943 (“I Quaderni del ‘43”). La più alta manifestazione dello Spirito Santo è l’Incarnazione. 2 “Dio è Luce. 7 Una Luce data dal Padre, maestosa, cerchio infinito che abbraccia tutta la Creazione, dall’attimo in cui fu detto “Sia la luce” fino ai secoli dei secoli… Dentro il cerchio eternale del Padre, diversamente operante eppure non contrariamente operante, è un secondo cerchio generato dal Padre, perché l’Essenza è una. Esso è il Figlio. La sua Luce, più vibrante, non dà soltanto la vita ai corpi, ma dà la Vita alle anime che l’avevano perduta, mediante il suo Sacrificio. È un dilagare di raggi potenti e soavi, che nutrono la vostra umanità e ammaestrano la vostra mente. All’interno del secondo cerchio, prodotto dai due operare dei primi cerchi, è un terzo cerchio dalla Luce ancora più vibrante e accesa. È lo Spirito Santo. È l’Amore prodotto dai rapporti del Padre col Figlio, tramite i Due e conseguenza dei Due, meraviglia delle meraviglie. Il Pensiero creò la Parola. E il Pensiero e la Parola si amano. L’Amore è il Paraclito. Esso opera sullo spirito vostro, sulla vostra anima, sulla vostra carne. Poiché consacra tutto il tempio (creato dal Padre e redento dal Figlio) della vostra persona, creata a immagine e somiglianza di Dio Uno e Trino. Lo Spirito Santo è crisma sulla creazione, fatta dal Padre, della vostra persona, è grazia per fruire del sacrificio del Figlio, è scienza e luce per comprendere la Parola di Dio. Luce più ristretta, non perché sia più limitata rispetto agli altri (Due), ma perché è lo Spirito dello Spirito di Dio e perché, nella sua condensazione, è potentissima, come è potentissima nei suoi effetti. Per questo Io dissi: “Quando verrà il Paraclito, vi istruirà”. Neppure Io, che sono il Pensiero del Padre divenuto Parola, posso farvi capire quanto può con un solo balenare farvi capire lo Spirito Santo. Se davanti al Figlio ogni ginocchio si deve curvare, davanti al Paraclito si deve inchinare ogni spirito, perché lo Spirito dà vita allo spirito. È l’Amore che ha creato l’universo, che ha istruito i primi servi di Dio, che ha spinto il Padre a dare i Comandamenti, che ha illuminato i profeti, che ha concepito con Maria il Redentore, che ha messo Me sulla Croce, che ha sostenuto i martiri, che ha retto la Chiesa, che opera i prodigi della Grazia. Fuoco bianco, insostenibile alla vista e alla natura umana, concentra in Sé il Padre e il Figlio ed è la Gemma incomprensibile, inguardabile, della nostra eterna Bellezza. Fissa nell’abisso del Cielo, attrae a Sé tutti gli spiriti della mia Chiesa trionfante e aspira a Sé coloro che sanno vivere di spirito nella Chiesa militante. La nostra Trinità, la nostra triplice ed una Natura si fissa in un unico splendore in quel punto da cui si genera tutto quanto è, in un eterno Essere. Dì: Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo”. “Quanto gran numero di animali ha la terra! 
8 Uomini che il malefizio di satana ha degradato ad essere animali e non altro! Io (Gesù) sono venuto per riportare lo Spirito Santo. Sono stato il Precursore della venuta del Paraclito. Ed Io verrò per radunare i fedeli allo Spirito del Signore, che è Scienza e Coscienza del Bene, e Fedeltà e Amore a Dio. Ma ora non posso venire in veste di carne a preparare le vie per il trionfo del Re. Il Padre più non lo vuole. Lascerò, allora, che la barca della povera umanità vada a naufragio e ben pochi si salvino di essa? No. Non viene la carne, ma viene la Parola e si affida ai suoi servi, per i miei poveri uomini. E i miei servi non sono padroni della Parola, ma custodi e distributori della stessa. Lo devono essere senza irritazioni né attaccamenti umani”. “Io (Gesù) l’ho detto:
9 Sarà perdonata ancora la bestemmia contro di Me. Ma non sarà perdonato chi bestemmia contro lo Spirito Santo. Che bestemmia viene usata verso di Lui? Il disamore che si esplica col rifiutare di accogliere la Verità illuminata da Esso”. “Per Me (Spirito di Dio) l’Eterno è in voi. 
10 Per Me voi siete nell’Eterno. Sono la Forza prima. Sarò la Forza ultima. Sono la Forza eterna. Tutto finirà. Non Io. Io sono la Perfezione delle perfezioni di Dio. Comprendermi compiutamente vuol dire comprendere Dio”. 

7 - Il 2 Luglio 1943 (“I Quaderni del ‘43”). 
8 - 25 Settembre 1944 (“I Quaderni del ‘44”). 
9 - 14 Luglio 1944 (“I Quaderni del ‘44”). 
10 - 15 Settembre 1944 (“I Quaderni del ‘44”).

venerdì 10 febbraio 2017

Maria novella Eva

Papa Pacelli il 1° no­vembre 1950 definì solennemente, come dogma, cioè come verità rivelata, l'Assunzione corporea in Cie­lo della Vergine Madre di Dio.

« Tutte queste ragioni - scrive Pio XII nella Costituzione Apostolica "Munificentissimus Deus" nel definire l'Assunzione come verità rivelata - e con­siderazioni dei Santi Padri e dei Teologi hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura la quale ci presenta l'Alma Madre di Dio unita strettamente al suo Figlio di­vino e sempre partecipe della sua sorte. Va ricordato specialmente che, fin dal 2° secolo, Maria Vergine viene presentata dai Santi Padri come Nuova Eva, stretta­mente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta, contro il nemico infernale, che, com'è stato preannunciato dal Protovangelo (Genesi, 3,15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, sempre congiunti negli scritti dell'Apostolo delle Genti (cf. Rom. c.c. 5-6; I Cor. 15,21­26. 54-57).
Per la qual cosa, come la gloriosa risur­rezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva con­cludere con la glorificazione del suo corpo verginale; perché, come dice lo stesso Apo­stolo, - "quando... questo corpo mortale sarà rivestito di immortalità, allora si avve­rerà ciò che fu scritto: la morte è stata assorbita nella vittoria" - (I Cor. 15,54). In tal modo l'Augusta Madre di Dio, ... Immacolata nella sua Concezione, Vergi­ne illibata nella sua Divina Maternità, ge­nerosa socia del Divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come su­premo coronamento dei suoi privilegi, fu preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, fu in­nalzata in anima e corpo alla gloria del Cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli (I T im. 1,17).
Poiché dunque la Chiesa universale, nel­la quale vive lo spirito di Verità e la con­duce infallibilmente alla conoscenza delle verità rivelate, nel corso dei secoli ha ma­nifestato in molti modi la sua fede, ... rite­niamo giunto il momento... per proclamare solennemente questo privilegio di Maria Ver­gine ».
Mentre dunque teologi ed esegeti com­pivano il loro lavoro, la Vergine della Ri­velazione confidava al protestante, fermato ormai dalla Grazia, la realtà di questo pri­vilegio, rendendosi garante della definizione solenne che tre anni dopo, il Sommo Pon­tefice, Pio XII, avrebbe promulgato.
Similmente, alla grotta di Lourdes (25 marzo 1854), aveva rivelato a Bernadette di essere l'Immacolata Concezione ("Que soy era Immaculada Councepciou", in dialetto dei pirenei) e Papa Pio IX proclama il dogma dell'Immacolata il 25 marzo 1858.
 Nel 1956, il vicariato di Roma, dopo avere acconsentito alla costruzione di una cappella sul luogo dell'apparizione per il culto della Vergine della Rivelazione, ne affida la custodia ai padri francescani minori conventuali, perché provvedano al servizio religioso.

Maria e i principi di "ricapitolazione" e "ricircolazione" in Ireneo di Lione. Dalle dispense di A. Gila, PADRI E TRADIZIONE ECCLESIALE DALLE ORIGINI AL VI SECOLO, Marianum, Roma 1999-2000

MARIA NUOVA – EVA     

E’ sulla base del principio appena esposto che Ireneo spiega, in maniera consequenziale, il ruolo della Vergine nel piano divino della Salvezza, ricorrendo al parallelismo Eva – Maria come aveva fatto con Adamo – Cristo. Ireneo stabilisce un parallelismo perfetto tra le due donne:
- Eva e Maria, pur essendo ambedue sposate, erano ancora vergini;
- Mentre Eva disobbedì causando rovina e morte per sé e per il genere umano, Maria con la sua obbedienza agì come causa di salvezza;
- La disobbedienza di Eva impose all’umanità dei legami di schiavitù spirituale; l’obbedienza di Maria sciolse questi legami, riportando l’uomo alla sua primitiva libertà;
- La disubbidienza di Eva è conseguenza della sua incredulità; l’obbedienza di Maria è frutto della sua fede;
- Come Eva fu sedotta dalla parola dell’angelo decaduto al pnto di fuggire davanti a Dio, avendo trasgredito la sua parola; così Maria ricevette il lieto annuncio per mezzo dell’angelo, cosicché obbedendo alla sua parola riportò Dio dentro di sé;
Con tutto questo Ireneo non soltanto attribuisce a Maria un ruolo all’interno dell’opera della redenzione, ma specifica anche che questo ruolo è strettamente congiunto con l’azione compiuta dal Salvatore, alla stessa maniera in cui Eva ebbe una funzione purtroppo negativa accanto al primo Adamo. Ireneo giunge ad affermare che come Adamo è stato ricapitolato in Cristo, alla stessa stregua Eva è stata ricapitolata in Maria: “Era conveniente e giusto che Adamo fosse ricapitolato in Cristo, affinché la morte fosse assorbita nell’immortalità e che Eva fosse ricapitolata in Maria, affinché la Vergine, divenuta avvocata di un’altra vergine, potesse annullare e distruggere, con la sua verginale obbedienza, la disobbedienza verginale”.

 Il principio della Ricapitolazione in Cristo 

LA RICAPITOLAZIONE IN CRISTO SECONDO ADAMO

Secondo S. Paolo, il Redentore ha ripreso o “ricapitolato” in se stesso tutte le cose e gli avvenimenti che accaddero dalla prima creazione, riconciliando così tutto con Dio. In questa visuale, la salvezza dell’uomo appare come una seconda creazione, la quale non è altro che una specie di ripetizione della prima. Mediante questa seconda creazione, Dio riabilita il suo piano primitivo di salvezza, frustrato dalla colpa di Adamo; lo riprende e lo riorganizza nella persona del Figlio suo, che diventa per noi il secondo Adamo. E siccome a causa del peccato di un solo uomo tutto il genere umano andò in perdizione, era necessario che questo Figlio si facesse uomo per diventare il capostipite di una nuova umanità e per attuare un piano di salvezza che ricalcasse, ma in modo contrastante le medesime tappe percorse dal primo Adamo nella sua ribellione contro Dio. 
Fedele a questa dottrina di S. Paolo, Ireneo mette bene in evidenza i due grandi obiettivi ottenuti dal Cristo nella sua opera redentrice: un risultato negativo, consistente nella distruzione del peccato e della morte che sono le due principali conseguenze della disobbedienza di Adamo; e un risultato positivo, vale a dire la restaurazione dell’intero genere umano secondo l’immagine di Dio, distrutta dal peccato d’origine. Questi due risultati il secondo Adamo li ha ottenuti mediante la sua totale obbedienza al Padre, controbilanciando in tal modo la disobbedienza del primo Adamo e riaprendo vittoriosamente l’antico conflitto contro Satana. Si può dunque dire che nel secondo Adamo tutto è stato rinnovato.

Il principio di Ricircolazione 
Il principio della ricapitolazione viene integrato da Ireneo da un altro principio, quello della “Ricircolazione” che introduce nella teologia di Ireneo una chiara nota storico – salvifica.
Se il principio della “Ricapitolazione” afferma che l’umanità, caduta a causa del suo primo capo Adamo, doveva essere ricondotta a Dio da un altro uomo che fosse il suo secondo capo, cioè il Cristo, il principio della “Ricircolazione” afferma che questo processo di restaurazione compiuto dal Salvatore doveva corrispondere passo a passo, ma su un piano antitetico, alla storia della caduta. Maria rientra quindi in questo principio nuovamente come l’antitipo di Eva. La storia umana è, quindi per Ireneo, un fenomeno unitario, nel quale il Nuovo Testamento non è altro che la continuazione dell’Antico. L’unica economia divina, interrotta da Adamo, al quale Eva fu associata, venne ripresa e portata alla sua completa perfezione dal Cristo, al quale Maria è pure associata. Giustamente Ireneo chiama Maria causa salutis proprio perché antetipo di Eva che fu causa mortis. Tale cooperazione di Maria include non soltanto una cooperazione fisiologica in qualità di madre vergine, ma include anche iniziative di ordine morale e spirituale. La sua obbedienza alla parola di Dio, in antitesi con la disubbidienza di Eva, fu consapevole e volontaria e il suo consenso al piano salvifico ebbe un carattere soteriologico, dal momento che ella sapeva che l’incarnazione del Figlio di Dio avveniva in vista della redenzione dell’umanità.

 Ireneo di Lione 

Tra i Padri del II secolo, Ireneo è sicuramente la personalità di maggior rilievo e il primo teologo nel senso proprio del termine.
Le notizie biografiche che abbiamo di lui sono poche e frammentarie. Nacque sicuramente a Smirne tra il 140 e il 160. Qui conobbe e frequentò il vescovo Policarpo discepolo dell’Apostolo Giovanni. Profondo conoscitore delle Scritture, percorse l’Oriente e l’Occidente per conoscere le tradizioni apostoliche vigenti nelle primitive comunità cristiane. Non conosciamo i motivi per cui lasciò definitivamente l’Asia Minore e si trasferì in Gallia, a Lione. Qui fu ordinato presbitero e venne inviato a Roma quale mediatore in una controversia riguardante il montanismo. Tornato a Lione viene nominato successore del vescovo Potino che nel frattempo era morto martire. Fu scelto nuovamente come mediatore tra il Papa Vittore I e i vescovi asiatici nella controversia riguardante le modalità della celebrazione della Pasqua. La sua morte avvenne presumibilmente intorno al 202. Gregorio di Tours scrisse che Ireneo morì martire, ma non abbiamo conferme su questo dato che questa informazione è del VI secolo e quindi troppo tardiva.
La testimonianza di Ireneo è preziosa e fondamentale dati i suoi contatti con Policarpo e con altre personalità che avevano conosciuto direttamente gli Apostoli. Egli dovette essere quindi ben informato sulla tradizione apostolica che trasmette fedelmente, come appare dai suoi scritti.
Ireneo scrisse diverse opere. La più importante e monumentale è la “ADVERSUS HAERESES” in cinque libri in cui, non soltanto confuta gli errori degli gnostici, ma al loro insegnamento oppone la retta dottrina della Chiesa, di cui offre una sintesi chiara e persuasiva. Altra opera è la “DIMOSTRAZIONE DELLA DOTTRINA APOSTOLICA”.
Circa la sua dottrina mariana, Ireneo riprende il tema di Maria – Nuova Eva inserendolo nella sua visione storico – salvifica della “Ricapitolazione” e della “Ricircolazione”.

Conclusione e fonti dell'articolo 

Conclusione
Ireneo colpisce per i termini particolarmente forti ed efficaci con cui esprime le proprie convinzioni teologiche. Egli afferma senza ombra di dubbio la presenza attiva ed efficace della Vergine santa nella storia della salvezza e lo fa con straordinaria determinazione. L’influsso della dottrina di Ireneo sugli ulteriori sviluppi della mariologia salta immediatamente agli occhi. La dottrina attuale circa la collaborazione di Maria lla redenzione degli uomini e alla mediazione della grazia divina, ha le sue lontane radici nel sicuro insegnamento del vescovo di Lione.

Fonti
1. Luigi Gambero 
Maria nel pensiero dei Padri della ChiesaEdizioni Paoline 1991

2. Angelo Maria Gila
Padri e tradizione ecclesiale dalle origini al VI secolo
Dispense del professore

Marianum, Anno Accademico 1999/2000

Maria Valtorta vede l'apparizione alle tre fontane e Fatima

Scritto del 9 novembre 1947



5 maggio [1947]. Visione di Maria Ss. di Fatima lanciante le rose d'oro, nelle quali si sono tramutate le Ave del Rosario che dico con Lei, su Roma, nei posti segnati sulla cartina che ho data. Di questi posti riconosco bene S. Pietro e il palazzo Vaticano per il portico di Piazza S. Pietro, il Gianicolo per il monumento a Garibaldi (e mi stupisco che cadano rose su quel colle), la basilica di S. Paolo fuori le mura per il mosaico del Buon Pastore. Gli altri luoghi di Roma per me sono: case, luoghi sconosciuti a me. Oltre S. Paolo, guardando verso sud (forse sud-ovest) col fiume alla mia destra e l'Appia Antica alla sinistra, avente alle spalle, dietro di me ma a sinistra, il mausoleo di Cecilia Metella, vedo cadere molte rose. Altre cadono qua e là per l'Italia, ma non comprendo bene su quali speciali luoghi, sulla Spagna e Portogallo (molte su questo, nel luogo di Fatima), una al Belgio, tre all'Irlanda, una presso Londra, altre qua e là sul globo, così come ho detto al R. P. Berti. La visione si ripete l'8 maggio. 
Il 31 maggio leggo per caso su un giornale, che mi viene dato dai miei inquilini, dell'Apparizione alle Tre Fontane. Poche righe di stampa. Ne sono lieta. Mi pare così bello che la Vergine Ss. sia apparsa lì. Mi pare che debba fare del bene anche in favore dell'Opera. Il 10 giugno mio cugino, Giuseppe, mio ospite, mi porta "Oggi". Lo sfoglio. Trovo ripetuto in esteso il racconto dell'apparizione. Ho un sussulto leggendo la frase: «Io sono Colei che sono nella Trinità Divina. Sono la Regina della Rivelazione». Perché queste stesse parole mi furono dette da Maria Ss. in uno dei miei primi incontri con Lei, e mi sono rimaste impresse, come altre frasi speciali quali: «Io sono il compendio dell'amore dei Tre» detta di Gesù Cristo, e «La vendetta di Dio è il perdono» detta da Gesù Cristo, tanto per dare un esempio. Sento più fortemente ancora che l'Apparizione alle Tre Fontane non è estranea all'Opera che Gesù Ss. vorrebbe dei R. P. S. di M. se... (allora, in giugno, c'era ancora la condizione. Ora non c'è più, per grazia di Dio!). 


Il 7 settembre [ottobre?] vedo la Gloriosissima Maria nel Cielo, e la Voce dell'Eterno Padre e un raggio di luce divina me la indicano come Beatissima dicendo: «Ecco Colei nella quale riposa ogni speranza di salvezza per la Chiesa e per l'Umanità: nella Madre della Parola che è Vangelo». La sera dell'8 settembre (nonostante sia la Natività di Maria Ss. non ho avuto alcun conforto spirituale, né visione o altro) mi dice il mio angelo custode: «Apri la Radio». Apro. Trasmettono una radiocronaca dalle Tre Fontane. Sento la gente cantare e pregare e narrare di miracoli. Mi commuovo e offro a Dio la rinuncia, che mi pesa tanto, di non poter andare io pure là. Tanto che Marta dice: «E che va a fare là se qui viene così sovente la Madonna coi suoi profumi e le sue parole?». «È vero... ma che voglia di andare là! ».



Il 12-13 ottobre passo la notte con Maria Ss. a Fatima. Vedo i pellegrini oranti nella Conca di Iria sparsa di lumi. Prego con loro, contemplo Maria alla quale sono molto vicina. Maria Ss., quasi all'alba, mi parla. Mi sprona a pregare molto col Rosario per il Santo Padre, il Clero, la pace e l'Italia, perché il S. Rosario è la valida difesa del Papato, Clero, pace, Italia. Dice che per questo è apparsa a Roma e per scuotere gli increduli, gli indifferenti, gli ostili e contrari al soprannaturale, gli increduli anche sull'Opera che è «gloria di suo Figlio e nella quale è salute per tanti». 



Il 19 ottobre contemplo la visione che avviene fra cielo e terra di S. Michele Arcangelo e S. Gabriele Arcangelo sempre nel luogo fra il Tevere e l'Appia antica dove in maggio vidi cadere le rose(Vedere cartina che ho data la R. P. Berti). S. Michele grida tre volte, additando la Vergine gloriosa: «Opponete l'arme che è Maria al gran Serpente che avanza» e la saluta venerandola con queste parole: «Tu sola difesa! Tu sola vittoriosa! Tu sola speranza di salute contro il satanico veleno. Madre di Colui che non ha uguali, io ti saluto, mia Regina». Scende radiosissimo S. Gabriele, incensa Maria e dice con la sua voce musicale: «Ave Maria! Regina degli Angeli, salute degli uomini, amore di Dio Uno e Trino! Dopo Dio, chi come te, Maria? Salve, Regina gloriosissima in Cielo, medicina a tutte le malattie che uccidono gli spiriti e spengono Fede, Speranza, Carità negli uomini. Ave, Maria!». Il 23 ottobre ricevo il dettato di N. S. G. C. sull'Anno Santo. 



Il 24 ottobre vedo il simbolo di ciò che è Maria in Dio: l'incandescente Triangolo della Ss. Trinità, nel quale è Maria. E la voce dell'Eterno Padre dice: «Così è Maria in Noi. Comprendano i sapienti in teologia ciò che questa visione vuoi dire, quanto è rinchiuso in essa sul potere e sapere di Maria alla quale tutto l'Amore si dona, tutta la Sapienza si rivela e tutto il Potere si piega a concedere». 

[9 novembre 1947]In rapporto alle Tre Fontane.
E questa è di stamane 9 novembre ore 10, dopo che ho scritto quanto sopra. È il mio Angelo che parla. Mi dice: 
«L'Altissimo Signore ha voluto farti capire il senso delle parole di Maria Ss. alle Tre Fontane. Essendo Maria Ss. così abbracciata - potrei dire: contenuta - nella Ss. Trinità, nella quale Ella fu da prima che il tempo fosse, e della quale fu Tabernacolo, contenendo nel suo seno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo col contenere il Frutto benedetto del seno verginale, Gesù, nel quale era unità del Verbo col Padre e lo Spirito Santo, essendo Ella, così, l'amore dell'Uno e Trino Iddio, la Rivelazione è suo Tesoro, e Lei ne è Regina amata e soave, dispensiera della Sapienza, datrice della Parola. La Sposa [e] la Madre della Sapienza e della Parola, la verginale Sorgente che un Dio feconda e che da i fiumi dell'Acqua viva che è Vita eterna a chi di Essa beve». 



E così ho capito io pure qualcosa, ossia: e così ho potuto dire ai sapienti quello che avevo capito vedendo la visione del 24 ottobre ma non sapevo spiegare con le mie parole. Non so se le ho detto quello che Lei, P. R., voleva sapere. Ma non ho fatto che copiare i miei racconti di ciò che vedo e che mi pare abbia rapporti con le Tre Fontane. Ma se riusciste ad avere quel luogo, la statua di Maria fatela bella, bellissima... Perché è bellissima Maria. Ricordate che ho una immagine che si accosta (come lo può fare cosa umana) alla bellezza e somiglianza di Maria. 



Ma mi faccia scrivere poco, per carità. È ormai una fatica superiore alle mie forze, che sono... sostenute da Dio solamente nei momenti di dettato o visione. Dopo, per tutte le altre cose, è una povera sfinita quella che si esaurisce a scrivere, e con caratteri così incerti...


venerdì 20 gennaio 2017

IL CORPO GLORIFICATO DI MARIA - Giovanni Damasceno

 Una delle più importanti feste della Madonna è la sua Assunzione in Cielo. I lettori più anziani ricorderanno ancora il 1º novembre 1950: durante l’Anno Santo, circondato da centinaia di Vescovi, tra la gioia di tutti i cattolici del mondo, l’augusta figura del Papa Pio XII proclamò ufficialmente che l’Assunzione della Madonna in cielo, con la sua anima e il suo corpo, è un dogma, una verità che appartiene alla Rivelazione cristiana.
Nella costituzione apostolica Munificentissimus Deus, Papa Pacelli chiariva che questo articolo della nostra fede, implicitamente contenuto nella Bibbia, era progressivamente emerso alla coscienza della Chiesa, soprattutto grazie alle spiegazioni date da alcuni illustri Padri della Chiesa.
Firme false contro Giovanni
Tra essi eccelleva Giovanni di Damasco, nato verso il 650 in questa città, capitale della Siria, dove i Musulmani, oramai padroni pressoché di tutto il Medio Oriente, permettavano ancora ai cristiani di professare quasi del tutto liberamente la loro fede. Per comprendere la grandissima devozione di questo santo alla Madonna, occorre ricordare un episodio. Egli, per l’intelligenza di cui era dotato e i meriti acquisiti da suo padre, era stato nominato ministro dal califfo musulmano.
Purtroppo, l’Imperatore cristiano di Costantinopoli, per gettare discredito su Giovanni di Damasco, che si opponeva alla sua politica di distruggere le immagine sacre, falsificò un documento, in cui, imitando la grafia e la firma del santo, lo faceva apparire come un traditore del califfo.
Quest’ultimo, venuto in possesso di questa lettera, persuaso dell’inaffidabilità di Giovanni di Damasco, gli fece tagliare la mano destra, secondo la legge coranica. La notte stessa, però, per intervento miracoloso della Madonna, la mano fu riattaccata. Nonostante la riconciliazione con il califfo, Giovanni di Damasco preferì partire e ritirarsi in un monastero nei pressi di Gerusalemme, ove ancora oggi il suo corpo è venerato dai monaci che vi abitano.

Il principio della convenienza
Qui Giovanni scrisse delle opere di teologia tuttora ammirate e studiate. In esse espone il motivo per cui occorre credere che la Beata Vergine Maria, a differenza di tutte le altre creature, non deve attendere il giudizio finale, al ritorno glorioso di Gesù sulla terra, perché il suo corpo risorga, in quanto esso, che non ha conosciuto alcuna corruzione, è stato già assunto e glorificato in cielo.
L’argomento è legato ad una legge che in teologia è molto importante: il principio della convenienza. In altre parole, nelle cose che riguardano Dio e la sua azione, c’è una sorta di intrinseca esigenza che collega cause ed effetti.
Era conveniente – notava Giovanni di Damasco – che la Madonna, voluta da Dio sempre vergine nel corpo, non conoscesse la dissoluzione di quel corpo santo ed immacolato. Come si dirà in seguito: assumpta quia immaculata.
Era conveniente che la Madonna, in tutto associata a suo Figlio, lo fosse anche nel suo trionfo sulla morte. Ed ecco questo privilegio mariano: la glorificazione del suo corpo.
I teologi successivi, soprattutto negli ultimi anni, hanno definito questo evento della vita della Madonna un’anticipazione. Di che cosa? Del futuro che attende tutti gli uomini perché Dio ha predisposto per ognuno di noi di vivere in eterno in Paradiso con la nostra anima e con il nostro corpo. Per questo motivo, l’Assunzione della Madonna è motivo di speranza e di consolazione per tutti noi, soprattutto quando la mestizia per la morte di qualcuno dei nostri cari ci affligge.
Una strana convergenza
L’arte, che è una sorella della teologia, ha raffigurato spesso, in icone e affreschi, questo evento, dipingendo lo stupore degli apostoli, che ritrovano vuota la tomba, nella quale avevano deposto il corpo della Madonna, quando Ella si era addormentata ed essi l’avevano ritenuta morta.
Alcuni mistici, nelle loro visioni, hanno comunicato altri dettagli, nei quali la Chiesa non ci chiede di credere ma permette che essi siano diffusi per il nostro profitto spirituale.
Caterina Emmerich, per esempio, una suora agostiniana tedesca, pur senza essersi mai allontanata dal suo convento, riferì che il luogo dell’Assunzione era stato Efeso e non Gerusalemme, come si credeva. Qualche anno dopo, gli archeologi hanno scoperto, proprio nel posto indicato dalle visioni di Caterina Emmerich, i resti di un’abitazione e di una chiesa dedicata alla Madonna, perfettamente corrispondente ai particolari dati da lei! Teologia, arte, mistica: tutto converge nel glorificare Maria Santissima.
La mediazione di Maria
Il nostro Giovanni Damasceno, inoltre, asserì un’altra verità incontestabile: la Madonna esercita una mediazione efficacissima a favore di tutti. Con un’affermazione che non lascia spazio ad alcun dubbio, questo insigne Dottore della Chiesa afferma: “Essa è diventata per noi mediatrice di tutti i beni”. La paragona alla scala su cui il patriarca Giacobbe, secondo il racconto della Genesi, vide gli angeli salire e scendere tra cielo e terra:
“Allo stesso modo tu sei diventata mediatrice e scala per la quale Dio discende verso di noi, allorché assume la fragilità della nostra sostanza, abbracciandola e unendola intimamente a sé”.
Del resto, tutti i fedeli, sia quelli che vanno sempre in chiesa sia quelli che non ci vanno mai, si rivolgono sempre alla Madre di Dio per ottenere grazie e favori. Persino i non cristiani, come i missionari raccontano pieni di meraviglia, volentieri pregano la Madonna.
Il poeta Dante ha scritto: “Qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar senz’ali”. Cioè, com’è impossibile volare senza ali, così è impossibile ottenere una grazia senza affidarsi alla mediazione della Madonna.
I teologi latini, sempre bravi a sintetizzare in poche parole lunghi ragionamenti teologici, hanno sentenziato: “Quod Deus natura, tu gratia potes”.
Dio è onnipotente per natura, la Madonna lo è per grazia, cioè per volere di Dio stesso che l’ha scelta come Madre.
I protestanti si preoccupano che, in questo modo, l’unica mediazione di Cristo, asserita nel Nuovo Testamento (Uno solo è il mediatore fra Dio e gli uomini, leggiamo nella Prima Lettera di san Paolo a Timoteo), verrebbe oscurata. Al contrario! Dalla grazia sovrabbondante di Gesù sgorga questa fontana purissima che riversa con liberale e sovrana bontà grazie su grazie, attingendo alla inesauribile sorgente, che è suo Figlio. È un vero peccato che il Concilio Vaticano II (1962-1965), nonostante la richiesta di moltissimi vescovi che vi presero parte, non abbia proclamato come dogma la mediazione universale di Maria Santissima.
Questa verità di fede, oltre ad essere patrimonio comune tra i teologi, è scolpita nel cuore di tutti i fedeli, i quali, con le parole di Giovanni di Damasco, provano tanta gioia e pace nel dire alla Madonna: “O sovrana, Madre di Dio e vergine.
Leghiamo le nostre anime alla tua speranza come ad un’ancora saldissima e del tutto intangibile, consacrandoti mente, anima, corpo e tutto il nostro essere e onorandoti, per quando ci è possibile, con salmi, inni e cantici spirituali”.

                                            Roberto SPATARO sdb 
                                     
E-mail:
 silvaestudiosus@libero.it
                                Studium Theologicum Salesianum | Gerusalemme

martedì 17 gennaio 2017

La signora di tutti i popoli - messaggi 1-5

1° messaggio - 25 marzo 1945
Festa dell’Annunciazione, Domenica delle Palme

La Signora appare
Era il 25 marzo 1945, festa dell’Annunciazione dell’angelo a Maria. Le mie sorelle ed io eravamo sedute nella stanza e parlavamo tra noi. Ci trovavamo vicino alla stufa cilindrica di ferro. Era tempo di guerra e un inverno di fame.  Quel giorno Padre Frehe si trovava in città e venne a farci una breve visita. Improvvisamente, mentre parlavamo, mi sentii attratta nell’altra stanza, dove vidi sorgere una luce. Mi alzai e dovetti muovermi verso quella luce. La parete sparì dai miei occhi assieme a tutto ciò che si trovava nella stanza. Era un mare di luce e un vuoto profondo, dal quale vidi ad un tratto emergere una figura femminile. Dalla mia posizione la vedevo in alto a sinistra. Indossava un lungo abito bianco con una cintura ed era molto femminile. Era in piedi con le braccia aperte, i palmi delle mani rivolti verso di me. Mentre la osservavo ebbi uno strano sentimento. Pensai che doveva essere la Santa Vergine, non poteva essere altro.
Annuncio della liberazione
All’improvviso la figura inizia a parlarmi. Dice:
“Ripeti quello che ti dico!”
Comincio dunque a ripetere ogni sua parola. Parla molto lentamente. Alza dapprima tre dita, poi quattro e in seguito tutte e cinque, dicendomi:
“Il tre significa marzo, il quattro aprile e il cinque il 5 maggio”. ( Nota 2)
Il rosario e la preghiera
Poi mi fa vedere la coroncina del rosario e dice:
“Grazie a questo, ma occorre perseverare!”Dopo una piccola pausa dice:
“La preghiera deve essere divulgata!”Ora vedo davanti a me una moltitudine di soldati, molti alleati. La Santa Vergine li indica. Prende la piccola croce del rosario e addita il Crocefisso, poi indica di nuovo i soldati. Intende farmi capire che esso deve diventare il sostegno vitale dei soldati. Quindi soggiunge, mostrando le truppe:
“Presto questi soldati torneranno a casa”.
La Signora, la Madre
Le mie sorelle e Padre Frehe si erano raccolti attorno a me. Quando iniziai a parlare, il sacerdote diceva ad una mia sorella: “Scrivi ciò che dice!” Dopo che avevo ripetuto alcune frasi, udii Padre Frehe dirmi: “Ascolta, domanda chi è”.
E così le chiedo: “Lei è Maria?” La figura mi sorride e risponde:
“Mi chiameranno Signora, Madre”.
La croce
La figura mi passa davanti. Poi guardo nella mia mano. Una croce viene posta davanti a me e devo raccoglierla. Lo faccio molto lentamente. È pesante. Dopo avermi parlato, la figura si allontanò molto lentamente. Solo dopo scomparve anche la luce e vidi nuovamente tutto ciò che si trovava nella stanza, così com’era sempre stato.

2° messaggio - 1 aprile 1945

L’immagine della Signora
Improvvisamente sono trasferita in una chiesa. Dico: “Mi trovo davanti a un altare particolare e vedo l’immagine della Signora”. È una rappresentazione della Signora così come l’ho vista la prima volta. Si trova in mezzo a fiori; perfino sui gradini dell’altare ci sono innumerevoli fiori. Migliaia di persone le sono davanti in ginocchio.
La pace in Cristo
La Signora mi guarda e ammonisce con il dito. Ripete per tre volte:
“Uomini, preserverete la pace se credete in Lui. Diffondete questo messaggio!”Dicendo così, la Signora pone un crocefisso nella mia mano. Lo indica mentre io devo mostrarlo intorno a me.
Un nuovo pericolo
Poi è come se la Signora mi conducesse fuori della chiesa. Lì vedo davanti a me un vuoto infinito. Mentre osservo quel vuoto, distinguo delle teste umane. Devo per così dire sceglierne una qua e là e quindi la Signora mi dice:
“Sono dei capi, nuovamente in procinto di escogitare qualche cosa”.
Israele risorgerà
Poi vedo una scena di fuggiaschi e persone in procinto di emigrare. Capisco interiormente: è l’esodo degli Ebrei dall’Egitto. Mentre la Signora m’indica l’esodo, dice:
“Ma Israele risorgerà”. ( Nota 3)
Sopra la scena dell’esodo vedo un’immagine di Dio Padre nelle nuvole. Ha una mano davanti agli occhi. La Signora mi dice:
“E Jahvè si vergogna del Suo popolo”.
Caino e Abele. Le tavole di pietra
Poi riconosco molto chiaramente le figure di Caino e di Abele; effettivamente, a terra c’è una gran mascella d’asino. Vedo Caino fuggire.
Scorgo in seguito qualcuno con la barba e una lunga veste. Nelle sue mani tiene due tavole di pietra, sulle quali c’è scritto qualcosa in una lingua che non conosco assolutamente. Sembra quindi che le due tavole vengano frantumate. Vedo i frammenti sulla sabbia.
La processione del miracolo eucaristico
Vengo di nuovo condotta davanti all’altare. Improvvisamente è come se vedessi passare fuori della chiesa una processione. La Signora me la indica e dice:
“È la processione del miracolo di Amsterdam”. ( Nota 4)
Vedo la processione attraversare la città vecchia. Davanti c’è anche un sacerdote che porta “Nostro Signore”. ( Nota 5) A un tratto, la processione si dirige verso la zona sud di Amsterdam per raggiungere una spianata.
Poi tutto scompare.


3° messaggio - 29 luglio 1945

Jahvè ammonisce
Odo di nuovo quella voce e vedo un altare sacrificale del tempo antico. Il fumo si abbassa. La voce dice:
“Jahvè avverte il suo popolo”.
Poi odo:
“Siate fedeli. Hanno disperso i miei agnelli”.
In concomitanza con le ultime parole vedo gli agnelli che si separano e vanno per tutto il mondo.
Venite, fedeli!
Ora la Signora colloca una croce sull’altare del sacrificio. Vedo, in un certo senso, che tutto il mondo vi sta attorno. La gente tuttavia tiene il capo chino e distolto dalla croce. Poi odo:
“Venite, fedeli!”E vedo portare un calice lungo la folla.
Odo dire:
“Ma per una parte di loro ciò è invano!”
Cristo, la via
Devo guardare in alto e d’improvviso vedo la Signora. Sorride e mi tende le braccia dicendomi:
“Vieni!”
Davanti a me vi è ora una folla di uomini di ogni sorta: uomini distinti e lavoratori, anche preti vestiti di nero e religiosi. Ve ne sono dei buoni, ma anche dei meno buoni. La Signora li invita ad andare con lei. Ella li guiderà. Ora vedo davanti a me un sentiero lungo e malagevole, alla fine del quale c’è una luce intensa.
“Così”,
dice la Signora, e con un gesto di esortazione accenna agli uomini che devono percorrere quel sentiero difficile e faticoso. Essi deviano dai due lati. La Signora li guarda con sollecitudine materna e sorride loro continuamente. Davanti a me vedo la scritta: “Rientrare nella vita con Cristo”.
Inghilterra e America
Ora la Signora sembra triste e dice:
“L’Inghilterra mi ritroverà”.
Aspetta un momento. Poi dice lentamente e a voce bassa:
“Anche l’America”.
Poi la Signora si allontana lentamente e vedo una strana foschia sospesa sopra il mondo.


4° messaggio - 29 agosto 1945

Tristezza e gioia
Vedo davanti a me la Signora. Mi indica che devo guardare nella mia mano. È come se vi uscissero cose strane. Vedo una grande tristezza. Questa viene messa nella mia mano e io devo guardarla. Facendo così sento salire in me una grande tristezza. La Signora sorride e dice:
“Ma la gioia seguirà”.
E in quello stesso momento posso sentire anche la gioia. Vedo dei raggi, raggi luminosi.
Un’unica comunità
Poi vedo dei grandi edifici, chiese. Compaiono chiese diverse, non solo cattoliche. La Signora dice:
“Deve divenire un’unica e grande comunità”.
A queste parole risento dei dolori terribili nella mano. Delle tempeste incombono su queste chiese.
Un periodo sotto tre papi
Ora la Signora mi mostra tre papi. In alto a sinistra è il papa Pio X. Il nostro papa, Pio XII, è nel mezzo. A destra vedo un nuovo papa. ( Nota 6)
La Signora addita i tre papi e dice:
“Questi tre costituiscono un’epoca. Questo papa e il nuovo sono i combattenti”.
Una nuova guerra
Allora mostra una nuova ma strana guerra, ancora lontana nel tempo, che causerà terribili catastrofi. ( Nota 7)
La formazione degli ecclesiastici
Ora vedo passare file di giovani ecclesiastici. La Signora dice:
“Ancora molto deve essere cambiato nella Chiesa. La formazione degli ecclesiastici deve diventare più moderna, più adatta a questo tempo, ma tuttavia buona, in uno Spirito buono”.
La Signora accentua in modo particolare le ultime parole.
Vedo improvvisamente una colomba volare intorno alla mia mano. Essa è trattenuta e ciononostante vi vola continuamente attorno. La colomba emana nuovi raggi.
Poi la Signora indica il papa e dice:
“Occorre che ci sia più apertura, più spazio sociale. Vi sono delle correnti d’ogni sorta che tendono verso il socialismo, il che è bene, ma ciò dovrebbe avvenire sotto la guida della Chiesa”.
La Signora ha ora un’espressione avvilita e dice:
“Bisogna cambiare molte cose nella formazione”.
Vedo grandi correnti contrarie e molte dispute all’interno della Chiesa.
Poi improvvisamente la Signora è sparita.


5° messaggio - 7 ottobre 1945
Festa di N. S. del Rosario

I Paesi orientali
Vedo il sole e una mezzaluna. Capisco interiormente che si tratta dell’Estremo Oriente. Vedo la Cina con una bandiera rossa. ( Nota 8) Poi vedo musulmani e tutti gli altri popoli orientali. Sopra tutti questi popoli vedo rosso da una parte e nero dall’altra, ma questo secondo colore molto meno. Odo la voce dire:
“È come in disfacimento”.
Il sentiero verso il castello
Poi vedo una via lunga e bella. Devo percorrerla, ma è come se non ne avessi voglia. Io rappresento l’umanità. Mi incammino per quella via. Sono stanca, ma devo continuare, molto lentamente. Giungo alla fine della via e mi trovo davanti a un gran castello con torri. La porta viene aperta dall’interno. Una mano m’invita ad entrare, ma io non voglio. È come se dovessi retrocedere, eppure entro. Sono presa fermamente per mano e vedo la Signora in bianco. Mi sorride e dice:
“Vieni!”La mano mi duole. È insopportabile, ma la Signora la tiene fortemente e proseguiamo.
Il giardino della giustizia
Giungo in un magnifico giardino. È incredibilmente bello, totalmente diverso da quelli qui sulla terra. La Signora mi conduce in un posto e dice:
“Ecco la giustizia; fuori devono cercarla, deve essere ritrovata, altrimenti il mondo si perderà di nuovo”.
Mentre dice queste parole, la Signora addita verso l’esterno. A me sembra di percepire la giustizia.
La mano mi duole moltissimo. Non ce la faccio più, ma la Signora sorride e mi tira avanti.
Il giardino della verità
Andiamo verso un’altra parte del giardino. Mentre muove il dito come se volesse ammonire, la Signora dice:
“Ecco la verità. Ascolta bene. Anche la verità è qui dentro, ma non là fuori, in nessun modo”.
Anche la verità mi pervade come una sensazione. Vorrei liberarmi dalla mano della Signora e dico: “Essa è così pesante”. 
La Chiesa cattolica
Ma poi la Signora mi rende attenta a qualcosa. È come se mi trovassi sopra a qualche cosa e la guardassi nella prospettiva di un uccello. Alzo due dita e d’un tratto vedo il nostro papa e il Vaticano. In seguito vedo tutta la Chiesa di Roma. Sopra il Vaticano vedo scritto nell’aria a grosse e ben visibili lettere: “Encicliche”.
“Questa è la buona via!”,
mi dice la Signora con energia.
“Ma non sono messe in pratica”,
aggiunge tristemente.
Vedo di nuovo il Vaticano circondato da tutta la Chiesa cattolica. La Signora mi guarda e mette il dito sulla bocca, dicendomi:
“È un segreto tra te e me”.
Ripone il dito sulla bocca e aggiunge sommessamente:
“Anche qui non sempre”.
Mi sorride di nuovo. Mi guarda in modo incoraggiante e dice:
“Ma può andare a posto”.
Camminare con i tempi
Poi vedo davanti a me altre chiese di diverse religioni. La Signora alza il dito in segno di ammonimento e, mostrandomi di nuovo tutta la Chiesa cattolica, dice:
“La Chiesa cattolica può indubbiamente crescere, ma... ”,
poi tace e vedo passare davanti a me fila di ecclesiastici, studenti, suore, ecc. La Signora scrolla il capo e dice con energia:
“È molto grave, ma ciò non vale nulla”.
Ripete:
“Ciò non vale nulla ”.
Guarda severamente davanti a sé, indica studenti, preti e religiosi e dice con fermezza:
“Una migliore formazione, adatta ai tempi, più moderna, più sociale”.
Una nuova colomba bianca
Poi vedo volare sopra la nostra Chiesa una colomba nera. “Non bianca”, dico, “ma nera”. La Signora indica quella colomba e dice:
“Questo è il vecchio spirito che deve sparire”.
E poi d’un tratto vedo quella colomba diventare bianca. La Signora soggiunge:
“Questa è una nuova colomba bianca, manda i suoi raggi in tutte le direzioni, perché il mondo sta vacillando. Un paio d’anni ancora e il mondo perirebbe. Egli verrà a mettere ordine nel mondo, però... - e la Signora attende un momento – devono ascoltare!”La Signora accentua la parola “devono”, come se volesse di nuovo ammonire.
Poi la Signora dice:
“Vogliono ritornare dov’erano, uscire da qui, non vogliono rimanere in questo luogo. La gente non ne è assolutamente interessata”.
Accettare la croce
Poi mi conduce di nuovo con sé, più lontano, in fondo a quel giardino, fin davanti ad una grande croce.
“Prendila. Egli ti ha preceduto”,
dice la Signora. Io mi rifiuto e sento come se tutta l’umanità facesse lo stesso e voltasse le spalle alla croce. Sono tirata per la mano e vedo nuovamente la Signora davanti a me. Tiene la mia mano nella sua e dice di nuovo:
“Vieni!”
La croce viene nel mondo
Ora vedo una figura luminosa, con un abito lungo, che ci precede. È una figura maschile, completamente trasfigurata. Quest’uomo trascina una croce grandissima, che strascica letteralmente sul suolo. Non vedo il suo viso. È tutto un fascio di raggi. Va con la croce per il mondo, ma nessuno lo segue.
“Solo!”,
esclama la Signora.
“Percorre da solo questo mondo che va di male in peggio fino a quando, ad un certo momento, accadrà qualcosa di molto grave e, d’un colpo, la croce si troverà al centro. Dovranno vederla, che lo vogliano o no”.
La vittoria della croce
Poi vedo molte immagini strane. Sotto la croce delle croci uncinate; le vedo cadere. Poi vedo delle stelle; esse precipitano; falci e martelli, tutto cade sotto la croce. Vedo rosso; il rosso non sparisce interamente. La Signora dice:
“Tutti alzano lo sguardo. Ora lo vogliono, ma a prezzo di ... Era buio sulla terra, ma ora tutto si è rischiarato. Adesso vedi che tutto è fugace, che nulla dura”.
Il rosario
Mi sembra che la mano si faccia più leggera. Ad un tratto vedo la Signora di nuovo col rosario. Dice:
“Continuate a pregare, tutto il mondo!”
Mostra la croce e dice:
“Tutto il mondo dovrà ritornarvi, dal più grande al più piccolo, dal più povero al più ricco, ma ciò costerà fatica”.
La Signora aiuterà
Ora vedo il globo terrestre. La Signora vi posa un piede e dice:
“Metto il mio piede sul mondo. Li aiuterò e li condurrò alla meta, ma devono ascoltare ...”.
Poi tutto sparisce davanti ai miei occhi.


  6° messaggio