domenica 22 luglio 2018

III visione Marienfried - Madre Ammirabile

Terza visione: 25 Giugno 1946

Maria disse:
“Io sono la Grande Mediatrice delle Grazie. Il Padre vuole che il mondo riconosca questo compito alla Sua Ancella. Gli uomini devono credere che Io sono la perpetua sposa dello Spirito Santo, la Fedele Mediatrice di tutte le grazie. Il mio Segno sta per apparire (l’Angelo dell’Apocalisse: Apocalisse 10,1-2; 
Così vuole il Signore. Solo i miei figli diletti (gli Apostoli dei ultimi tempi dei quali Maria parlò a La Salette: vedere il testo “Spiegazione del Messaggio di Maria a La Salette”) lo riconoscono perché esso si manifesta in segreto e perciò essi ne glorificano Dio. Io non posso manifestare per ora la mia grande potenza al mondo. Ora devo tirarmi indietro insieme ai miei figli (La donna di Apocalisse 12,1-6 / 12,13-17). Io compirò miracoli nel segreto delle anime, finché il numero delle vittime sarà completo.
 Dipende da Voi abbreviare i giorni delle tenebre. Le vostre preghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l’immagine della Bestia (la Bestia di Apocalisse 13,1-8 / 13,14-16 / 17,1-9). Allora Io mi potrò manifestare al mondo intero a gloria dell’Onnipotente. Scegliete il mio Segno affinché presto il Dio Uno e Trino sia adorato e onorato da tutti. Pregate e sacrificatevi per mezzo di Me! Pregate sempre! Recitate il rosario! Supplicate il Padre per mezzo del mio Cuore Immacolato! Egli concederà quanto chiedete se questo sarà a Sua maggior gloria. Con questo rosario non chiedete beni materiali, ma chiedete grazie per ogni anima, per le vostre comunità, per i popoli, affinché tutti amino e onorino il Divin Cuore. Continuate a onorare il sabato a me dedicato, come ho chiesto.
Offritemi molti sacrifici! Fate della vostra preghiera un sacrificio! Non siate egoisti! La sola cosa che vale è questa: Offrire all’Eterno gloria ed espiazione, a tutto il resto provvederò Io. Io caricherò i miei figli diletti di croci pesanti e profonde come il mare, perché Io li amo nel mio Figlio immolato. Vi prego, siate pronti a portare la croce affinché venga presto la pace. Sceglietevi il mio segno perché presto la Santa Trinità sia glorificata.
Io chiedo che gli uomini assecondino presto i miei desideri perché questa è la volontà del Padre mio dei Cieli e perché questo è necessario oggi e sempre per la sua maggiore gloria e onore. Il Padre annuncia spaventose sofferenze per coloro che non vogliono sottomettersi alla Sua volontà”.
La Santa Vergine aggiunse che aveva un nuovo messaggio per il mondo. Le circostanze e i dettagli esteriori non dovevano essere riportati: “Gli spiriti saranno divisi a causa di questo messaggio. Moltissimi ne saranno scandalizzati, ma una piccola schiera lo capirà esattamente e lo apprezzerà. Queste persone riconosceranno in esso la mia volontà e ne saranno felici. Questa schiera ha riconosciuto il mio posto nei tempi attuali e mi ha dato una gran gioia. Essa ha i suoi rappresentanti in molti paesi e questi coopereranno a diffondere il mio messaggio. Molti, fra questa mia schiera, hanno già potuto vedere i miei miracoli segreti. Essi hanno riconosciuto che Io sono la “Madre Ammirabile” e mi onorano sotto questo titolo”. (Questo scandaloso Messaggio è lo stesso di quello che troviamo nel Libro dell’Apocalisse di Giovanni che ha scandalizzato le persone al servizio della Bestia. A proposito del titolo “Madre Ammirabile” vedere la nota a piè di pagina).
Bärbel chiese un segno visibile, affinché gli uomini credessero al Suo messaggio. Maria rispose che non avrebbe dato un segno a meno che gli uomini non avessero esaudito la sua volontà. Allora Ella avrebbe compiuto miracoli molto più grandi di quanto non avesse mai fatto e precisamente miracoli nelle anime. La Santa Vergine disse ancora:
“Io ho già dato spesso dei segni esteriori e molte persone sono venute qui soltanto per questi. Ci troviamo di fronte a un tempo in cui tutti coloro che credono solo ai segni esteriori, saranno ingannati. I segni saranno per loro soltanto un motivo di maggior responsabilità perché non ne avranno tirato le conclusioni. Molte anime aspettano solo le preghiere dei miei figli. I Miei figli devono lodare e onorare di più l’Eterno e ringraziarlo. Non li ha creati forse per la sua gloria?”
I responsabili del sito visitarono Marienfried nel 1984. Incontrarono il sacerdote responsabile e un piccolo gruppo. Spiegarono loro il Messaggio della “Chiave dell’Apocalisse” svelando l’identità della Bestia apocalittica, Anticristo. Essi furono impressionati e permisero loro di incontrare la veggente Bärbel in casa sua. Ella non rivelò niente di questo “altro messaggio che Maria doveva rivelare”, perché disse, il suo vescovo glielo aveva proibito. Spetta agli Apostoli dell’Apocalisse rompere questo muro del silenzio sull’identità della “Stella, la Bestia” del Libro dell’Apocalisse.

II visione - Le apparizioni di Maria a Marienfried

Seconda visione: 25 Maggio 1946

Maria disse:
“Io sono la Grande Mediatrice delle Grazie. Allo stesso modo in cui il mondo non può trovare misericordia presso il Padre se non per il sacrificio del Figlio, così voi non potete essere ascoltati da mio Figlio che per mezzo della mia intercessione. Il Cristo è così poco conosciuto perché Io non sono conosciuta. Per questo motivo il Padre ha versato la coppa della sua collera sui popoli (Apocalisse 11,18 / 14,19 / 15,1 / 16,19) perché essi hanno rifiutato suo Figlio (Rifiuto del Cristo dall’ Anticristo e dai suoi alleati). 

Il mondo è stato consacrato al mio Cuore Immacolato, ma questa consacrazione è diventata per molti una terribile responsabilità (a causa dell’abbandono della fede e della testimonianza persino da parte dei religiosi Cristiani e dei capi politici). Io chiedo al mondo di vivere questa consacrazione. Abbiate una fiducia illimitata nel mio Cuore Immacolato! Credete che Io posso tutto presso il Figlio. Mettete al posto del vostro cuore macchiato dal peccato, il mio Cuore Immacolato e allora sarò io che attirerò la forza di Dio e l’Amore del Padre riprodurrà nuovamente in voi il Cristo perfettamente. Esaudite la mia preghiera affinché il Cristo possa presto regnare come Re di Pace (Apocalisse 11,15-17). 
Il mondo deve bere fino all’ultima goccia la coppa della collera a causa degli innumerevoli peccati con i quali viene offeso il Suo Cuore. La Stella dell’Abisso (già menzionata nella prima visione: Apocalisse 9,1) si infurierà sempre più ferocemente e farà spaventose distruzioni (“l’abominio della desolazione in Terra Santa”: Matteo 24,15 / Daniele 9,27) perché sa che il suo tempo è breve (Apocalisse 12,12) e perché vede che ormai molte anime si sono schierate sotto il mio segno. Su costoro la Stella non ha potere alcuno, anche se ne potrà uccidere molti (Apocalisse 6,9 / 11,3-9). 
Ma sono appunto queste vittime (all’insaputa di queste persone martirizzate dalla stella) che accresceranno la mia potenza, per condurre il piccolo resto degli eletti alla vittoria per Cristo. Alcuni hanno già accettato di farsi imprimere il mio segno e il loro numero aumenterà continuamente. A voi lo voglio dire, miei figli diletti, non dimenticate che proprio nei giorni più sanguinosi, questa croce è una grazia, per cui dovete ringraziare sempre il Padre, per questa Grazia!
Pregate e sacrificatevi per i peccatori! Offrite per mezzo mio, voi stessi e ogni vostra azione al Padre! Mettetevi totalmente a mia disposizione! Recitate il rosario! Non chiedete tante grazie per i beni materiali. Ora si tratta di pregare per qualcosa che vale molto di più. Non aspettatevi né segni, né miracoli! Io voglio agire nel nascondimento come la Grande Mediatrice di Grazie. È la pace del cuore che Io voglio concedervi, se voi farete ciò che Io vi chiedo. La pace dei popoli potrà essere costruita solo su questa pace. Poi il Cristo regnerà su tutti i popoli come Re della pace. Bada bene che la mia volontà sia conosciuta, ti darò la forza necessaria”.
Per quello che riguarda la missione conferita, Maria disse ancora che il demonio avrà nel mondo una tale potenza apparente che tutti coloro che non saranno ben ancorati a Lei si lasceranno ingannare, perché il diavolo è abilissimo nell’ accecare la gente, tanto che anche i migliori si lasceranno ingannare (i capi delle chiese, con in testa il Papa ingannato dalla stella). Là dove non ci sarà fiducia nel suo Cuore Immacolato, il demonio potrà dominare. Ma là dove gli uomini metteranno il suo Cuore Immacolato al posto del loro cuore macchiato dal peccato, egli non avrà nessun potere. Egli tuttavia perseguiterà i suoi figli diletti, (tramite la stella e i suoi uomini) essi saranno disprezzati, ma egli non potrà loro nuocere.

I VISIONE Marienfried - Io imprimo il mio segno sulla fronte dei miei figli.

La Vergine Maria è apparsa nel 1946 a Marienfried (Germania), parrocchia di Pfaffenhoen, vicino a Neu-Ulm, a Bärbel Ruess, quando aveva 22 anni. Ci sono state tre apparizioni: il 25 aprile, il 25 maggio e il 25 giugno 1946. Presentiamo l’essenziale delle parole di Maria tradotto dall’originale tedesco. Mettiamo fra parentesi e in corsivo i nostri chiarimenti paragonando questo Messaggio di Maria a quello dell’Apocalisse di Giovanni.
L’estratto che riportiamo è preso dall’opuscolo tradotto da Nicole Roelli-Senez dall’originale tedesco scritto da Maria Hepp: “Il Messaggio di Marienfried”, editore Paul Geiselmann, Laupheim, 1969 (Germania).

Prima Visione: 25 Aprile 1946

Maria disse a Bärbel:
“Io diffonderò la pace là dove la fiducia è maggiore e si insegna agli uomini che Io posso tutto presso Dio. Quando finalmente tutti gli uomini crederanno alla mia potenza, ci sarà la pace. Io sono il Segno del Dio Vivente. 
Io imprimo il mio segno sulla fronte dei miei figli. 
La Stella (di Davide simbolo del sionismo; vedere Apocalisse 9,1) perseguiterà il mio Segno, ma il mio segno vincerà la Stella”.
Alla domanda “Chi sei?” Bärbel ebbe la risposta: “Se fossi senza velo, mi riconosceresti”. Prima di sparire la Signora aggiunse:
“La pace del Cristo sia con voi e con tutti quelli che pregheranno qui”.
Questo luogo fu chiamato più tardi “Marienfried”, (fried = pace), perché la Santa Vergine Maria aveva detto: “Vi trasmetto la pace del Cristo”.

sabato 21 luglio 2018

« sigillum Dei Vivi »: una lettura mariologica nel messaggio di Marienfried

Nel messaggio di Marienfried si trova una interpretazione mariologica originale ed avvincente del « sigillo » di Apocalisse 7, 2-3, allorquando la Vergine Immacolata rivelava alla veggente: « Io sono il Segno del Dio vivente. Io imprimo il mio Segno sulla fronte dei miei figli ». 
 Quella che vede nel segno della croce lo svelamento del « sigillum Dei vivi » (Ap 7, 2-3) è l’interpretazione allegorica più comune. Ma a Marienfried l’Immacolata ne propone una alternativa. Mentre quella della tradizione esegetica è « staurocentrica » (stauròs in greco significa croce), quella proposta nel messaggio di Marienfried è invece « mariocentrica »; quest’ultima non contraddice né delegittima quella classica ma con essa si armonizza, si propone insieme. È una caratteristica del genere profetico, del resto – in cui il libro dell’Apocalisse è stato redatto –, di poter accogliere, come in un prisma, diverse possibilità di lettura dei simboli che in esso si trovano, completandosi l’un l’altra e gettando sempre maggiori luci sugli inesauribili misteri della divina Rivelazione.
Il messaggio di Marienfried, come è stato notato dai suoi cultori, si configura come una raffinata esegesi di diverse sezioni del libro dell’Apocalisse, di cui offre numerose luci per una più piena comprensione degli ultimi tempi. Così dal raffronto tra l’Apocalisse ed il messaggio di Marienfried emergono rilievi molto interessanti. Ciò che balza agli occhi immediata è ladimensione mariana in cui si inquadrano i molteplici riferimenti dell’uno all’altro. Tutto riceve una interpretazione « in lumine Mariae », potrebbe dirsi.
Ciò che ci interessa in maniera particolare è la decodificazione di Ap 7, 2-3. Nel messaggio, infatti, si trova una interpretazione mariologica molto originale ed avvincente del « sigillo » portato dall’angelo, allorquando la Vergine Immacolata rivelava alla veggente: « Io sono il Segno del Dio vivente. Io imprimo il mio Segno sulla fronte dei miei figli » (messaggio del 25 aprile 1946).
Secondo l’unanime accordo degli interpreti del messaggio, la lettura in chiave mariana di Apocalisse 7, 2-3 (« IL SIGILLO DEL DIO VIVENTE »)
 è da intendersi nel senso della 
« PERFETTA CONSACRAZIONE A MARIA » con la quale, misticamente, Ella imprime la sua effige nell’anima dei suoi consacrati, la sua fisionomia morale e spirituale, le sue virtù e perfezioni: « Il segno segreto di cui parla la Madonna è la perfetta conformazione a Lei che nel cuore di ogni consacrato a poco a poco si fa strada, liberando il cuore stesso dalle catene del peccato, dalla miseria, dalla debolezza. Conformarsi perfettamente a Maria, prima discepola di Cristo, per essere perfettamente conformati a Cristo stesso, come diceva il Montfort. Si tratta di un compito che continua nella storia: come la Madonna ha donato Gesù al mondo nell’orizzonte dell’esistenza terrena, così ora deve continuare a servire fedelmente il Signore, conducendoGli l’umanità » (1).
Mai nessuno prima di Maria Immacolata, Divina Rivelatrice, aveva interpretato Ap 7, 2-3 in questo modo. Lei, la Sede della Sapienza, ha aperto la strada ad una lettura che si impone per densità mariologica e audacia profetica. Nel quadro dei Tempi di Maria, la Consacrazione alla Santa Vergine diventa, in questo modo, la via della salvezza – il sigillo è, biblicamente, segno efficace di Salvezza – che, « marianizzando » l’anima, la deifica imprimendole la forma (“segno”) di Dio, restaurando nell’uomo l’immagine e la somiglianza con la SS. Trinità che aveva in origine e che ha perduto col peccato.
Lei, Mistica Rosa, è anche la più splendida e perfetta « Icona del Dio invisibile ». San Luigi Grignion nel Segreto di Maria spiega luminosamente: « Maria è chiamata da Sant’Agostino, e di fatto lo è, il modello vivente di Dio, “forma di Dio”; vale a dire che in Lei sola un Dio fatto Uomo è stato formato al naturale, senza che gli mancasse alcun lineamento della divinità ».
A questo punto trae una conseguenza che si pone sulla stessa linea interpretativa del messaggio di Marienfried: « In Lei sola altresì può essere formato l’uomo in Dio al naturale, per quanto ne è capace l’umana natura, attraverso la grazia di Gesù Cristo » (2).
Poco dopo, ampliando la riflessione, prosegue e sviluppa il delicato pensiero: « Maria è il grande modello di Dio, fatto dallo Spirito Santo, per formare al naturale un UomoDio per mezzo dell’unione ipostatica e per formare un Uomo-Dio per mezzo della grazia. A questo stampo non manca nessun lineamento della divinità: chiunque vi è gettato e si lascia maneggiare, riceve tutti i lineamenti di Gesù Cristo vero Dio, in modo soave e proporzionato all’umana debolezza, senza tanta agonia, né tanto travaglio; in modo sicuro, cioè senza timore di illusioni, dato che il demonio non ha mai avuto, né avrà mai accesso in Maria, santa ed immacolata, senza ombra della minima macchia di peccato » (3).
Questo e molto di più è racchiuso nel messaggio di Marienfried: « Maria come segno del Dio vivente è la più perfetta immagine di Dio fra tutti gli esseri creati. E questa sua immagine e somiglianza di Dio, Lei ha l’autorità, la possibilità e la volontà di imprimerla  anche nei suoi figli […]. Maria Santissima vuole imprimere il suo segno, segno misterioso di Dio, anche nei suoi figli. Per questo motivo Ella viene perseguitata con loro e in loro dal nemico di Dio, la Stella, ma non vinta » (4).
La Vergine SS. fa uso di un linguaggio eminentemente biblico-profetico, per lo più ermetico, definendosi « Segno del Dio vivente », Segno che, per essenza e titolo, si riferisce sempre e solo a Dio. Maria, in questo senso, è trasparenza, visibilità, presenza viva e operante della Beata Trinità. Attribuendo a Sé stessa tale « Segno-sigillo del Dio vivente », si ricollega alla divina Rivelazione e svela che il mistero di quel sigillo si risolve nella sua Persona e nella sua missione: « Io sono il Segno del Dio vivente. Io imprimo il mio Segno sulla fronte dei miei figlioli […]. Lasciatevi imprimere il mio Segno »
In quello stesso messaggio, quello de 25 aprile 1946, la Vergine completava il quadro profetico aggiungendo queste parole: « La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Segno vincerà la Stella (…) »: « Maria si imprime anche nei suoi figli come segno misterioso di Dio. La certezza però è che “il mio Segno vincerà la Stella”.

Maria interviene qui proprio il senso del Proto-Evangelo e dell’Apocalisse, come la grande Nemica vittoriosa sul serpente contro la Quale il dragone infuria ma alla fine non ha alcun potere. 
Maria è la vincitrice perseguitata ma invincibile della stella » (5).
E negli ultimi Tempi lo sarà, come si diceva negli articoli precedenti, in e attraverso i suoi figli. Ma se ciò può avvenire è solo in ragione di quel sigillo in loro impresso, che determina da un lato l’appartenenza alla loro Celeste Mediatrice, dall’altro sia la loro missione spirituale in favore della sua Causa (il Trionfo del Cuore Immacolato) che la promessa della liberazione da ogni male che potrà contro di loro abbattersi, ogni errore teoretico e morale, ogni deviazione, ogni catastrofe di ordine spirituale e, in taluni casi, anche materiale.
Dalla disposizione e dalla donazione totale degli uomini a Maria Immacolata dipenderà, così, la vittoria finale contro Satana. Satana deve essere vinto per mezzo dei figli che sono diventati simili a Cristo attraverso l’unione mistica e trasformante con Maria che si realizza per mezzo della consacrazione a Lei vissuta con coraggio e generosità.
Note:
1) D. Manetti, A Marienfried dove la Vergine apparve tre volte, 12.07.2015: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-a-marienfried-dove-la-vergine-apparve-tre-volte-13225.htm.
2) San Luigi M. Grignion de Monfort, Il Segreto di Maria, § 16.
3) Ivi, § 17.
4) S. Farina, Le apparizioni di Marienfried. Un messaggio profetico, Shalom, Camerata Picena 2005, pp. 66-67.
5) I. Corona, Il Segno del Dio vivente. Marienfried, Apparizioni e Messaggi, Edizioni Segno, Feletto Umberto – Tavagnacco (UD) 2015, pp. 37-38.

sabato 16 giugno 2018

L’esercito di Maria

dal Numero 14 del 8 aprile 2018
di Fra Pietro Pio M. Pedalino
L’umile Annunziata è anche “la Donna” da sempre impegnata, per volere di Dio, nell’acerrima lotta contro Satana e i suoi servi. Anch’Ella ha al suo servizio dei militi, dei quali san Luigi M. Grignion, nelle sue opere, ha delineato la fisionomia morale e spirituale.
Se, incuriositi, ci si domandasse chi siano i figli eletti di Maria di cui parlano san Luigi M. Grignion e san Massimiliano M. Kolbe e a cui abbiamo discretamente accennato negli scorsi articoli, è lo stesso “profeta dei Tempi di Maria”, il Montfort, a delinearne in maniera splendida la fisionomia morale e spirituale. Ai paragrafi 57-59 del suo Trattato il Santo francese presenta “l’identikit” degli “Apostoli degli ultimi tempi”, militi a servizio del Regno di Cristo nei tempi bui in cui il principe delle tenebre sferrerà i suoi attacchi più violenti e tenderà le sue insidie più sottili alla Chiesa di Cristo e di Dio. Siamo tutti invitati a leggere, meditare e riprodurre le magnifiche qualità dei perfetti servi di Maria: «Chi saranno questi servitori schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco che brucia, ministri del Signore che porteranno ovunque il fuoco dell’amore divino. Saranno “come frecce in mano a un eroe”, frecce acute nelle mani della potente Maria per colpire i suoi nemici. Saranno figli di Levi, ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio, i quali porteranno l’oro dell’amore nel cuore, l’incenso della preghiera nello spirito e la mirra della mortificazione nel corpo e saranno ovunque il buon odore di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre risulteranno odore di morte per i grandi, i ricchi e gli orgogliosi del mondo. 
Saranno nubi tonanti e nuvole volanti nell’aria al più piccolo soffio dello Spirito Santo; senza attaccarsi a nulla, senza meravigliarsi di nulla, senza mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della Vita eterna; tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il demonio e i suoi seguaci, trafiggeranno da parte a parte, per la vita e per la morte, con la spada a due tagli della parola di Dio, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell’Altissimo [...].
Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo, che camminano sulle orme della sua povertà, dell’umiltà, del disprezzo del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, seguendo il santo Vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno alla semplicità e alla mortificazione di Gesù Cristo» (1).
Questi Apostoli, quindi, possederanno delle note peculiari per le quali svetteranno in perfezione evangelica e vigore apostolico:
- saranno soggetti a grandi tribolazioni che li purificheranno a fondo;
- si contraddistingueranno per una profonda unione con Dio;
- saranno totalmente distaccati da ogni creatura;
- saranno profondamente abbandonati a Dio, alla sua divina Provvidenza e scongiureranno così le preoccupazioni e le ansietà che sogliono attanagliare le anime dedite al servizio di Dio;
- saranno apostoli della Verità nella Carità di Dio;
- non avranno alcun rispetto umano ma si ergeranno e si scaglieranno contro ogni peccato e sudiciume morale, contro ogni eresia ed errore che intacchi la sana Dottrina e l’immutabile deposito della Fede cattolica;
- saranno perfetti imitatori di Cristo, seguaci delle sue perfezioni e delle sue divine virtù;
- non si lasceranno afferrare da nessuna ansietà e non si lasceranno vincere da nessuna soggezione umana;
- la loro condotta sarà interamente ispirata agli atteggiamenti, ai sentimenti e agli esempi del Signore Gesù.
Ma le due immagini più significative sono la «spada a due tagli della Parola di Dio» sulla bocca e la «Croce ed il Rosario» nelle mani. Che avranno sulla loro bocca la «spada a due tagli della Parola di Dio» significa che gli Apostoli degli ultimi tempi possederanno una profonda conoscenza della Verità rivelata; i due tagli sono le due fonti della divina Rivelazione (la Sacra Scrittura e la Tradizione vivente della Chiesa) che questi ardenti Apostoli studieranno, mediteranno, ameranno e insegneranno nella più pura fedeltà alle direttive e agli ammaestramenti di Santa Madre Chiesa.
La «Croce ed il Rosario» stanno invece a significare le due armi per ogni battaglia spirituale: la preghiera ed il sacrificio, il Rosario e l’immolazione di sé. Croce e Rosario si configurano come le potentissime armi del cristiano in senso generale ma, in prospettiva profetica, sono soprattutto le armi potentissime degli Apostoli degli ultimi tempi di Maria, armi che aiuteranno la celeste Regina a portare a compimento i suoi progetti di salvezza universale.
Questi Apostoli, dunque, sguaineranno la spada della Croce e, come prodi guerrieri, la brandiranno e con essa colpiranno i nemici ogni volta che si presenterà loro un sacrificio penoso da offrire, una croce da caricarsi sulle spalle...; spareranno con il fucile del Rosario, spareranno con le letali munizioni delle Ave Maria pregate con fede e amore, con attenzione e devozione. Saranno colpi irresistibili che fulmineranno ogni avamposto nemico.
Nella Preghiera infocata, altro breve scritto di san Luigi M. Grignion, il tema degli ardenti «Apostoli degli ultimi tempi» è da lui più dettagliatamente affrontato. In questa accorata preghiera invoca con passione l’avvento di questi ricostruttori della Chiesa e luminari della terra, mentre prega: «[vengano, o Dio, questi] uomini totalmente dedicati a Te per amore e disponibili al tuo volere, uomini secondo il tuo cuore. Non deviati né trattenuti da progetti propri, realizzino tutti i tuoi disegni e abbattano tutti i tuoi nemici, come novelli Davide con in mano il bastone della Croce e la fionda del Rosario [...]» (2).
Vengano presto, dunque, questi «veri figli di Maria, tua santa Madre, concepiti e generati dal suo amore, da Lei portati in grembo, nutriti, educati con cura, sostenuti e arricchiti di grazie [...]. Avranno una vera devozione a Maria, cioè interiore e non ipocrita, esteriore e non ipercritica, saggia e non superstiziosa, affettuosa e non insensibile, costante e non instabile, santa e non presuntuosa. Per mezzo di essa schiacceranno la testa dell’antico serpente dovunque andranno, perché si realizzi pienamente la maledizione da te predetta: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa”» (3).
Realizzeranno la profezia di Ezechiele riguardante la misteriosa visione dei quattro esseri viventi (Ez 1,5-14), poiché «avranno la bontà dell’uomo, perché ameranno il prossimo con disinteresse e impegno; il coraggio del leone perché arderanno di santo sdegno e prudente zelo di fronte ai demoni figli di Babilonia; la forza del bue, perché si sobbarcheranno alle fatiche apostoliche e alla mortificazione del corpo, e infine l’agilità dell’aquila, perché contempleranno Dio. Tali saranno i missionari che tu vuoi mandare nella tua Chiesa. Essi avranno un occhio d’uomo per il prossimo, un occhio di leone per i tuoi nemici, un occhio di bue per se stessi e un occhio d’aquila per Te» (4).
Mi sembra che questi testi siano particolarmente rilevanti. Si deve pensare che il grande Santo francese sia stato favorito da speciali lumi per poter vedere così acutamente «quegli uomini e quelle donne che dovranno venire». A tutti i veri consacrati di Maria è chiesto l’impegno di fare proprie queste parole di luce e di fuoco, di impegnarsi a ricopiare questa splendida gamma di atteggiamenti, sentimenti e virtù, pregando la loro dolce Regina di volerli ricevere nel loro novero. Certo, Lei non potrà rifiutare loro questa grazia e li plasmerà come suoi veri «Apostoli degli ultimi tempi» che già chiama al combattimento decisivo in corso.   

Note
1) San Luigi M. Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione a Maria, nn. 57-59.
2) Idem, Preghiera infocata, n. 8.
3) Ivi, nn. 11-12.
4) Ivi, n. 21.

giovedì 17 maggio 2018

Maria, Donna della Pentecoste



Data: Domenica 19 Aprile 2015, alle ore 23:50:06
Una meditazione di Santo Borriello in Vita del Santuario di Puianello S. Maria della Salute, Aprile 2008, pp. 6-7.

A tutti sarà capitato almeno una volta di nutrire il sincero desiderio di aprire il cuore a Gesù nella preghiera, per ricevere da Lui ristoro e consolazione… Eppure nonostante ciò ci siamo accorti che qualcosa ci blocca, ci impedisce di abbandonarci completamente all’amore di Dio e di accoglierne la grazia santificante. Davvero abbiamo bisogno di una nuova Pentecoste! 
I nostri cuori non sono forse paralizzati come quelli degli Apostoli prima che il Paraclito li inondasse e li infiammasse con il suo ardore? È dunque il momento di approfondire il nostro rapporto con lo Spirito di Dio, capace di trasformare totalmente le nostre vite e Maria ci aiuterà a raggiungere lo scopo.
È importante sapere, infatti, che nella Chiesa Cattolica ormai da secoli si è consolidata una teologia mariana che pone la Vergine in strettissima relazione con la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo. Una relazione talmente stretta da aver spinto per primo San Francesco d’Assisi a definire Maria “Sposa dello Spirito Santo”. In effetti, se ci pensiamo, la presenza di Maria nel cenacolo, nel giorno della Pentecoste, non era per niente casuale! Era la Madre di Gesù che presiedeva la preghiera e invocava l’intervento del suo Sposo per dare alla luce la Chiesa di Cristo! Esattamente come all’Annunciazione, quando Maria concepì Gesù per opera dello Spirito Santo, così alla Pentecoste, Maria ha concepito la Chiesa per opera dello Spirito Santo! Esiste infatti una certa analogia tra la discesa dello Spirito Santo su Maria all’Annunciazione e la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa apostolica a Pentecoste.
Maria, dopo essere stata inebriata nell’intimo dallo Spirito al momento dell’Annunciazione, si mette in viaggio con animo missionario recandosi da Elisabetta e annunciando le grandi opere dell’Onnipotente con il suo Magnificat. Così anche la Chiesa apostolica di Gerusalemme, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, esce dal cenacolo per proclamare pubblicamente la risurrezione di Cristo Gesù. Non a caso l’Annunciazione viene anche detta “Pentecoste di Maria” oppure “proto-Pentecoste della Chiesa”. Il Vangelo di Luca racconta che Maria: «entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo» (Lc 1, 40-41). Con un semplice saluto Maria trasmette, conferisce lo Spirito Santo ad Elisabetta e al bambino che ella portava in grembo, Giovanni Battista, colui che sarebbe divenuto il precursore di Gesù. Analogamente leggiamo riguardo a Pietro negli Atti degli Apostoli: «Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di noi » (At 11, 15). Conferire lo Spirito Santo è senza dubbio una prerogativa apostolica. In effetti, nel caso del saluto ad Elisabetta, è Dio Padre che comunica lo Spirito per mezzo di Maria. La Vergine anticipa quindi questo carisma, facendosi mediatrice dei doni dello Spirito. San Luigi Maria Grignion de Montfort nel suo “Trattato della vera devozione a Maria” al n. 36, afferma di Maria: «Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, l’ha trovata in un’anima, vi vola e vi entra con pienezza, si comunica a quest’anima con abbondanza, nella misura in cui trova spazio la sua Sposa. Uno dei principali motivi per cui lo Spirito Santo oggi non compie meraviglie clamorose nelle anime, è che non vi trova un’unione abbastanza forte con la sua fedele e indissolubile Sposa». Maria dunque, in quanto Sposa e Tempio dello Spirito, ne è anche la mediatrice dei doni. San Massimiliano Kolbe usa parole ancor più esplicite: «L’unione tra lo Spirito Santo e la Vergine Immacolata è così stretta che lo Spirito Santo non esercita alcun influsso nelle anime se non per mezzo di Lei» (Lo Spirito Santo e l’Immacolata, ed. Vita Nuova).
Secondo un’antica tradizione la scena della Pentecoste viene rappresentata con lo Spirito Santo che scende, prima di tutti, su Maria in forma di globo, che poi si suddivide in dodici fiammelle andandosi a posare sul capo degli Apostoli, presentando così Maria come la dispensatrice di tutte le grazie e di tutti i doni dello Spirito. L’unione dello Spirito Santo con Maria ha la missione  di generare Cristo: l'uomo nuovo ripieno di Spirito Santo. Ricordiamoci dunque, se desideriamo che lo Spirito Santo trasformi la nostra vita e ci rinnovi, dobbiamo ivocare Maria e lo Spirito Santo nei nostri cenacoli di preghiera. La nuova pentecoste infatti avverrà per mezzo di Maria. E' la Madre di Dio che genera tutti i cristiani. Lo Spirito santo poi li santificherà.

mercoledì 16 maggio 2018

IL POTERE DI MARIA

37. Da quanto ho detto bisogna trarre qualche conclusione evidente. Anzitutto, che Maria ha ricevuto da Dio un grande potere sulle anime degli eletti. Ella infatti non potrebbe porre in essi la sua dimora, come Dio Padre le ha comandato di fare, non potrebbe formarli, nutrirli, darli alla luce della vita eterna come loro madre, averli come sua parte ed eredità, formarli in Gesù Cristo e Gesù Cristo in loro, mettere nei loro cuori le radici delle sue virtù, essere la compagna indissolubile dello Spirito Santo per ogni opera di grazia... Non potrebbe - dico - fare tutto ciò, se non avesse diritto e potere sulle loro anime, per una speciale grazia dell'Altissimo, il quale, avendole dato potere sul proprio Figlio unico e naturale, glielo ha dato pure suoi figli adottivi, e non solo sul corpo - che sarebbe poca cosa - ma anche sull'anima.

38. Maria è la regina del cielo e della terra per grazia, come Gesù ne è il re per natura e per conquista. Ora, poiché il regno di Gesù Cristo è anzitutto un fatto interiore e si realizza nel cuore, come è scritto: «Il regno di Dio è dentro di voi», allo stesso modo il regno della Santa Vergine è principalmente nell'interiore dell'uomo, cioè nell'anima, ed è soprattutto nelle anime che ella viene maggiormente glorificata, insieme al Figlio suo, più che in tutte le manifestazioni esteriori; per questo la Possiamo chiamare con i santi Regina dei cuori.

39. Seconda conclusione. La Santa Vergine è necessaria a Dio, di una necessità che viene detta ipotetica, cioè perché così egli ha voluto; ma è ancora più necessaria agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. Non si può quindi mettere sullo stesso piano la devozione alla Santa Vergine e le devozioni agli altri santi, come se non fosse più necessaria di queste, o fosse solo un sovrappiù.

40. Il dotto e pio Suarez, della Compagnia di Gesù, il sapiente e devoto Giusto Lipsio, professore a Lovanio, e molti altri, hanno dimostrato chiaramente che la devozione alla Santa Vergine è necessaria per la salvezza; hanno portato prove attinte dai Padri, come sant'Agostino, sant'Efrem, diacono di Odessa, san Cirillo di Gerusalemme, san Germano di Costantinopoli, san Giovanni di Damasco, sant'Anselmo, san Bernardo, san Bernardino, san Tommaso, san Bonaventura; così - al dire dello stesso Ecolampadio e di alcuni ; altri eretici - il non avere stima e amore per la Vergine Santa, è un segno infallibile di incredulità, mentre al contrario è una prova sicura di autenticità nella fede, l'essere veramente e interamente a lei consacrati o devoti.

41. Le figure e i testi dell'Antico e del Nuovo Testamento lo provano, gli insegnamenti e gli esèmpi dei santi lo confermano, la ragione e l'esperienza lo insegnano e lo dimostrano, il demonio stesso e i suoi seguaci, spinti dalla forza della verità, spesso furono costretti, loro malgrado, a riconoscerlo. Di tutti i passi dei santi Padri e Dottori, di cui ho fatto un'ampia raccolta per provare questa verità, ne riporto uno solo, per non essere troppo lungo. Dice san Giovanni di Damasco: «Esserti devoti o Vergine Santa, è un'arma di salvezza che Dio ci dà perché ci vuole salvi».

42. Potrei qui riferire parecchi fatti che provano la stessa cosa. Ne riporto due. Quello raccontato nei Fioretti di san Francesco, quando in estasi vide una grande scala che portava in cielo; in cima ad essa vi era la Vergine Santa e gli fu indicato che per arrivare al cielo bisognava salire per quella scala. E quello riferito nelle cronache di san Domenico. Il Santo stava predicando il Rosario presso Carcassonne, quando incontrò un infelice eretico, la cui anima era posseduta da quindicimila demoni; questi furono costretti, su comando della Santa Vergine, ad ammettere - a propria confusione - molte grandi e consolanti verità circa la devozione verso di lei; e lo fecero con tanta efficacia e chiarezza che, anche chi non è molto devoto della Vergine Santa, non può leggere senza versare lacrime di gioia questo racconto autentico e l'elogio che il demonio dovette fare, suo malgrado, della devozione alla Vergine Santa.

43. Se la devozione alla Vergine Santa è necessaria a tutti semplicemente per salvarsi, lo è ancora di più per coloro che sono chiamati a una speciale perfezione. Io non credo che una persona possa raggiungere un'intima unione con Gesù Cristo Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grande unione con la Vergine Santa e senza farsi profondamente aiutare da lei.

44. E' solo Maria che ha trovato grazia presso Dio senza l'aiuto di nessun'altra semplice creatura. Dopo di lei, coloro che hanno trovato grazia presso Dio, l'hanno trovata unicamente per mezzo di lei. E quanti verranno in futuro, la troveranno ancora soltanto per mezzo di lei. Maria era piena di grazia quando ricevette il saluto dell'arcangelo Gabriele e ne fu ricolmata con sovrabbondanza dallo Spirito Santo quando la coprì della sua ombra ineffabile. Poi crebbe tal-mente di giorno in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza, da raggiungere un punto di grazia sconfinato e inimmaginabile. E così l'Altissimo l'ha costituita unica tesoriera delle sue ricchezze e sola dispensatrice delle sue grazie, in modo da magnificare, elevare e arricchire chi ella vuole, facendoli entrare nella via stretta del cielo e passare ad ogni costo per la porta stretta della vita, donando a chi vuole il trono, lo scettro e la corona regale. Gesù è ovunque e sempre il frutto e il Figlio di Maria; e Maria è ovunque il vero albero che porta il frutto di vita e la vera madre che lo produce.

45. E' soltanto a Maria che Dio ha dato le chiavi delle stanze del divino amore; a lei ha dato il potere di entrare nelle vie più sublimi e segrete della perfezione e di farvi entrare altri. E' Maria la sola che apre l'entrata del paradiso terrestre ai miseri figli di Eva, l'infedele, perché possano passeggiare piacevolmente con Dio, trovare sicuro riparo dai nemici, nutrirsi di delizie e - senza più temere la morte - del frutto degli alberi di vita e della scienza del bene e del male, bere a grandi sorsi le acque celesti di questa bella fontana che zampilla con abbondanza. Anzi, è lei stessa questo paradiso terrestre, questa terra vergine e benedetta, da cui Adamo ed Eva peccatori furono scacciati; ed ella vi lascia entrare solo quelli e quelle che vuole condurre a santità.

46. Tutti «i più ricchi del popolo – per servirmi dell'espressione dello Spirito Santo e della spiegazione di san Bernardo - cercano il tuo volto» di secolo in secolo e specialmente alla fine del mondo; cioè i piu grandi santi, le anime più ricche di grazia e di virtù, saranno i più assidui nel pregare la Vergine Santa e a tenerla sempre davanti agli occhi come loro modello perfetto da imitare e loro potente aiuto per sostenerli.