sabato 15 dicembre 2018

L'Alba dello Spirito Santo

Quando esplode la natura, con tutti i suoi colori e le sue sfumature, l’occhio si bea di tanta bellezza e l’anima si rallegra.
Nella vita di ogni uomo c’è COLUI il quale colora fino a toccare le parti più delicate, curandole ed accarezzandole con la SUA POTENZA. E’ lo SPIRITO SANTO, l’attento esecutore della VOLONTA’ del PADRE e del FIGLIO, a dare ad ogni uomo la caratteristica nuova dell’essere FIGLIO DI DIO.
Lui ri-struttura la creatura, riportandola ad essere la VERA IMMAGINE e somiglianza di Dio che la CREO’.
Viene dalla volontà esplicita del Padre e del Figlio, l’Altro, lo SPIRITO DI VERITA’, il CONSOLATORE, ed entra nelle creature per dare loro la capacità della ri-nascita. Le rende nuove con la SUA LUCE e, con la SUA POTENZA, entra là dove nessuna forza umana potrebbe entrare.
E’ LUCE e non conosce barriere per poter agire. Porta l’uomo ad interessarsi ed a comprendere le cose di Dio fino a far sì che se ne possa OCCUPARE interamente. Lui, che conosce il PADRE ed il FIGLIO, fino ad essere con il PADRE ed il FIGLIO il Generatore della nuova coscienza.
Realizza il programma così divinamente Pensato ed Eseguito dal Padre e dal Figlio con la POTENZA di colui che rende visibile ogni cosa. Lui che nel Suo AGIRE e per mezzo del suo essere POTENZA DIVINA di Dio entra nel grembo di MARIA e in Lei il Verbo viene concepito.
Lo SPIRITO SANTO di Dio OPERA.
Nel grembo della madre di Gesù opera nel VERBO che si fa CARNE; negli uomini opera la trasformazione che li porta ad essere VERI. Così come Gesù si è dimostrato VERO UOMO, in quanto di Lui, Spirito Santo, era pieno, anche gli uomini si riconosceranno tali.
I Segni che li distingueranno in tale cambiamento saranno tutti protesi verso le virtù che vengono dall’Alto. Il primo è quello di renderlo occupato delle cose di Dio ed in tale occupazione si esprime, vivendo da Dio.
Impara l’uomo, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, a pensare come Dio; a parlare come Dio; ad agire come Dio. Si realizza in lui l’unità perfetta, quale Immagine Perfetta di Dio. Per fare questo, riporta la creatura alla conoscenza di Gesù Cristo, unico esecutore del Sacrificio mediante il quale Dio Padre viene Glorificato nel Suo Nome.
Intende l’uomo vecchio, mediante la SUA OPERA, quale sia il VERO DIO ed assoggetta l’anima al piacere dell’ASCOLTO della VOCE di Colui che per Amore si lascia morire.
Con amorevole pazienza, fedeltà, tenacia e forza, insegna agli uomini il saper guardare con gli occhi della fede il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, facendo percorrere la VIA della SALVEZZA con la certezza che solo LUI sa dare.
Riempie con vera conoscenza e verità la MENTE che, istruita, vede Dio nelle Sue tre Persone e rende tale "visione" la creatura testimone verace della VERITA’ tutta per intero, distruggendo così la falsità delle idolatrie.
Porta l’umanità a concepirsi bisognosa dell’essere in Dio e, tramite la perfetta donazione circa la VITA di Gesù, la salvezza diviene fonte inesauribile di vera ricchezza per una umanità ignorante e vuota.
Si occupa, lo SPIRITO SANTO, di donare la PIENEZZA vissuta da Gesù quale adempimento della LEGGE e dei PROFETI, facendo partecipare in totale unità a tale PIENEZZA l’uomo. Non per gioco d’amore, bensì per SACRIFICIO d’AMORE, lo SPIRITO SANTO dona la consapevolezza che Dio è AMORE!
Cammina nei secoli fino a condurre l’umanità tanto amata da Dio ad essere essa stessa fonte d’amore, riconoscendo Dio quale unico, vero Dio ed il PROSSIMO in se stessa portatrice di sollievo e di donazione verso qualunque sofferenza.
E’ lo SPIRITO SANTO Colui il quale E’!
VIVE ora fra la SUA Gente che, riconoscendolo, ritrova Colui il quale e per mezzo del quale è VENUTO sulla terra il FIGLIO di DIO, Gesù Cristo, ed il Padre.
Insieme a tale Potenza, tutto Dio si concede, dimorando nell’uomo, che griderà incessantemente: "ABBA’, PADRE!".

Cantalamessa: “Lo Spirito Santo è l’Amore, non un parente povero nella Trinità”

Nella prima predica d’Avvento, il cappuccino, a partire dalla “teologia del terzo articolo”, riflette sulla terza persona della Trinità: “la meno conosciuta e amata, nonostante sia l’Amore in persona”

Lo Spirito Santo “non è un parente povero nella Trinità”, tantomeno un semplice “modo di agire di Dio” o, come pensavano gli stoici, “una energia o un fluido che pervade l’universo”. Non è neppure la “terza persona singolare” della Trinità, quanto piuttosto “la prima persona plurale”; l’amore, come diceva Sant’Agostino, che tiene uniti “il Padre che ama” e “il Figlio l’amato”.
Nella sua prima predica d’Avvento di questa mattina, nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano, il cappuccino padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, colma un vuoto della riflessione teologica concentrandosi su quella che, a giusta ragione, può considerarsi “la novità maggiore del dopo Concilio, nella teologia e nella vita della Chiesa”, ma che tuttavia rimane “la persona meno conosciuta e amata” della Trinità: lo Spirito Santo.
Già il Vaticano II “non aveva certo ignorato la sua azione nella Chiesa, ma ne aveva parlato quasi sempre en passant, menzionandolo spesso, ma senza metterne in luce il ruolo centrale, neppure nella costituzione sulla Liturgia”. Tanto che Yves Congar, tra gli storici padri conciliari, parlò di uno Spirito Santo “sparso qua e là nei testi, come si fa con lo zucchero sui dolci che, però, non entra a far parte della composizione della pasta”. Tuttavia fu proprio il Concilio a dar via al “disgelo”, afferma padre Cantalamessa. “Possiamo dire che l’intuizione di San Giovanni XXIII del Concilio come di ‘una novella Pentecoste per la Chiesa’ ha trovato la sua attuazione solo in seguito, a Concilio concluso, come è avvenuto spesso, del resto, nella storia dei Concili”.
Ne è un segno il Rinnovamento carismatico, che nel 2017 celebra il 50° anniversario dell’inizio: la dimostrazione più evidente – considerando la vastità del fenomeno – “del risveglio dello Spirito e dei carismi nella Chiesa”. E ne sono un segno i trattati teologici sullo Spirito moltiplicatisi dopo la fine del Concilio: dallo stesso Congar, a Rahner, Mühlen e von Balthasar, tra i cattolici; da Moltmann a Welker, tra i luterani. Poi l’enciclica di Giovanni Paolo II “Dominum et vivificantem” e i due volumi “Credo in Spiritum Sanctum” della LEV che raccoglievano gli atti del Congresso internazionale di Pneumatologia del 1982, in Vaticano.
Negli ultimi anni, poi, “stiamo assistendo a deciso un passo avanti in questa direzione”, sottolinea Cantalamessa, richiamando la “provocatoria” affermazione di Karl Barth sullo sviluppo di “una diversa teologia”, la “teologia del terzo articolo” (in riferimento all’articolo del Credo sullo Spirito Santo). “Il suggerimento non è caduto nel vuoto”, dice padre Raniero, precisando che tale orientamento “non voglia sostituirsi alla teologia tradizionale, ma piuttosto affiancarla e vivificarla”. Esso “si propone di fare dello Spirito Santo non soltanto l’oggetto del trattato che lo riguarda, la Pneumatologia, ma per così dire l’atmosfera in cui si svolge tutta la vita della Chiesa e ogni ricerca teologica, la ‘la luce dei dogmi’”.
Il predicatore della Casa Pontificia parla di un “Credo letto dal basso”, nel senso che “nel Credo attuale, si parte da Dio Padre e creatore, da lui si passa al Figlio e alla sua opera redentrice, e infine allo Spirito Santo operante nella Chiesa”. Nella realtà, invece, “la fede seguì il cammino inverso”: “Fu l’esperienza pentecostale dello Spirito che portò la Chiesa a scoprire chi era veramente Gesú e quale era stato il suo insegnamento. È il Paraclito che, secondo la promessa di Gesù, conduce i discepoli alla ‘piena verità’ su di lui e sul Padre”.
Come affermava San Basilio di Cesarea: “Il cammino della conoscenza di Dio procede dall’unico Spirito, attraverso l’unico Figlio, fino all’unico Padre; inversamente, la bontà naturale, la santificazione secondo natura, la dignità regale, si diffondono dal Padre, per mezzo dell’Unigenito, fino allo Spirito”. Dunque, “nell’ordine della creazione e dell’essere, tutto parte dal Padre, passa per il Figlio e giunge a noi nello Spirito; nell’ordine della redenzione e della conoscenza, tutto comincia con lo Spirito Santo, passa per il Figlio Gesù Cristo e ritorna al Padre”, rimarca il cappuccino.
Precisando che “questo non significa minimamente che il Credo della Chiesa non sia perfetto o che vada riformato”, ma che a volte sarebbe utile cambiare “il modo di leggerlo”. In proposito, Cantalamessa richiama Sant’Atanasio, il quale spiegava che lo Spirito “non può essere una creatura perché quando siamo toccati da lui (nei sacramenti, nella Parola, nella preghiera) facciamo l’esperienza di entrare in contatto con Dio in persona, non con un suo intermediario. Se ci divinizza, vuol dire che è lui stesso Dio”.
Da qui il cappuccino pone tre domande, a partire dall’espressione desunta da diversi passi del Nuovo Testamento, secondo cui lo Spirito Santo dà la vita. “Che vita dà lo Spirito Santo?”, domanda, “da la vita divina, la vita di Cristo. Una vita super-naturale, non una super-vita naturale; crea l’uomo nuovo, non il superuomo di Nietzsche ‘gonfio di vita’”. E “dove la dà questa vita?”. Nel Battesimo, presentato come un “rinascere dallo Spirito”, “nei sacramenti, nella parola di Dio, nella preghiera, nella fede, nella sofferenza accettata in unione con Cristo”.
Terzo quesito: “Come ci dà la vita, lo Spirito?”. “Facendo morire le opere della carne!”, risponde Cantalamessa.  E spiega che a distinguere lo Spirito Santo dal Padre è il fatto “che procede da lui (altri è colui che procede, altri colui dal quale egli procede!)”; mentre dal Figlio si distingue per il fatto “che procede dal Padre non per generazione, ma per spirazione; per esprimerci in termini simbolici, non come il concetto (logos) che procede dalla mente, ma come il soffio che procede dalla bocca”.
Nonostante tutto, “lo Spirito Santo resterà sempre il Dio nascosto, anche se ne conosciamo gli effetti”, afferma il predicatore. “Egli è come il vento: non si sa da dove viene e dove va, ma si vedono gli effetti del suo passaggio. È come la luce che illumina tutto ciò che sta davanti, rimanendo essa stessa nascosta. Per questo è la persona meno conosciuta e amata dei Tre, nonostante sia l’Amore in persona”.
“Ci è più facile pensare al Padre e al Figlio come ‘persone’, ma ci è più difficile per lo Spirito”, sottolinea il cappuccino, “non ci sono categorie umane che possono aiutarci a comprendere questo mistero. Per parlare dello Spirito Santo non abbiamo se non la rivelazione e l’esperienza”. Per questo la stessa Scrittura parla di lui servendosi quasi sempre di simboli naturali: “la luce, il fuoco, il vento, l’acqua, il profumo, la colomba”.
“Comprenderemo pienamente chi è lo Spirito Santo solo in paradiso”, conclude il predicatore della Casa Pontificia. “Anzi lo vivremo in una vita che non avrà fine, in un approfondimento che ci darà gioia immensa. Sarà come un fuoco dolcissimo che inonderà la nostra anima e la colmerà di beatitudine, come quando l’amore investe il cuore di una persona e questa si sente felice”.

Segreto di Santità

                                                                 

                                 LO SPIRITO SANTO 

                                      (Gv. 14, 16 ss.) 


Sull’esempio degli Apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo insieme a Maria SS., imploriamo, attraverso l’intercessione dellaVergine, chiamata "Arpa dello Spirito Santo", una forte effusionedello Spirito su di noi e sul mondo. 


1. OGGI LO SPIRITO SANTO È IL GRANDE SCONOSCIUTO: In una recente inchiesta, su cento cattolici interpellati, soltanto dodici hanno saputo rispondere correttamente alla domanda: Chi è lo Spirito Santo? 



S. Gregorio Nazianzeno , paragonandolo Spirito Santo a una grande fiaccola, esclama: "Per quanto tempo ancora terremo la grande fiaccola nascosta sotto il moggio? sotto la tavola? È ora di collocare la


lampada ( lo Spirito Santo) sul candelabro perché faccia luce in tutte le chiese, in tutte le anime, in tutto il mondo". 


Egli è l’artefice della nostra salvezza: infatti, secondo le attribuzioni divine, l’opera della salvezza è iniziata dal Padre, è realizzata da Gesù ed è applicata a noi dallo Spirito Santo. Quindi senza lo Spirito non ci si salva. 



Chi è lo Spirito Santo? È l’Amore del Padre e del Figlio mandato nei nostri cuori, dice la Bibbia, affinché possiamo con gioia gridare: "Abbà, Padre!"; "Gesù è il Signore!"; "Gesù è venuto nella carne" cioè è Dio che si è fatto uomo! (1).Questo "Amore" del Padre e del Figlio è Sostanza, è Persona: è la terza Persona della SS. Trinità. Questo "Amore", come dice la Bibbia, è Gioia, è Libertà, è Conforto, è il Consolatore, è Forza, è Vita, è Acqua viva, è Fuoco che brucia le scorie e la spazzatura, è Vento impetuoso di grazia. 



2. LO SPIRITO SANTO NELLA BIBBIA è ricordato frequentemente: Nell’Antico Testamento più spesso è nominato in maniera velata, e a volte chiaramente, come quando Gioele profetizza una grande effusione dello Spirito, che S. Pietro applicherà alla Pentecoste: "Io effonderò il mio Spirito su ogni mortale, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri anziani avranno sogni; i vostri giovani, visioni. Anzi in quei giorni pure sui servi e sulle serve effonderò il mio Spirito" (2). 



Sublime è Isaia nell’annunciare gli effetti della venuta dello Spirito Santo: "In noi sarà effuso uno Spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto, e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace; frutto del diritto, una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace" (3). 



Il Vangelo e le Lettere ne parlano molto. Gli Atti ne parlano moltissimo: sono come il Vangelo dello Spirito Santo; incantevole è il racconto della Pentecoste : "Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatté gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi" (4). Gli Apostoli sono trasformati: inondati di luce e di forza, da uomini vili e di testa dura, diventano saggi, coraggiosi come leoni, talmente forti da affrontare con gioia le persecuzioni, il carcere, le torture e la morte: tutti hanno subìto un atroce martirio! 



3. LO SPIRITO SANTO NELLA VITA DI GESU’



Lo Spirito prepara la venuta di Gesù nel mondo: Il precursore Giovanni è "pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre".
Elisabetta è ricolma di Spirito Santo il Quale le rivela che la Madonna ha concepitoe porta in seno Cristo Dio e perciò la chiama "madre del Signore".
Zaccaria pervaso di Spirito Santo riacquista la favella e proclama il cantico profetico del "Benedictus".
Giuseppe viene informato che l’Incarnazione di Dio in Maria è opera dello Spirito Santo.
Simeone va al tempio perché ispirato dallo Spirito Santo e gioisce vedendo il Salvatore e lo stringe tra le braccia.
Maria Vergine dallo Spirito Santo è resa piena di grazia" e poi Madre di Dio (5). 



Lo Spirito accompagna Gesù in tutta la sua vita di annunciatore della "lieta notizia" (o Vangelo).
È presente fin dall’inizio: al battesimo nel Giordano (6).
Conduce Gesù nel deserto (7).
Gesù incomincia a predicare "con la potenza delloSpirito" (8).
È nel nome dello Spirito che Gesù scaccia idemoni (9).
È lo Spirito che lo condurrà all’immolazione sul Calvario(10). 



Gesù comanderà di battezzare "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (e questa costituisce la dichiarazione più chiara che lo Spirito Santo è persona divina poiché perdona i peccati e infonde la grazia). 


4. LO SPIRITO SANTO NELLA NOSTRA VITA


L’abbiamo ricevuto in germe nel Battesimo che è stato la nostra Pasqua di risurrezione,e l’abbiamo ricevuto in pienezza nella Cresima che è stata la nostra Pentecoste nella quale è disceso su di noi con la stessa sua infinita potenza con cui discese sugli Apostoli; e se non ha prodotto in noi gli stessieffetti di trasformazione, segno che l’abbiamo tenuto bloccato, non l’abbiamo lasciato agire. 



Lo Spirito è "il dolce ospite dell’anima nostra " come afferma S. Paolo: "Non sapete che voi siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?... il tempio di Dio è sacro e questo tempio siete voi" (11). "Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi? Siete stati comprati a caro prezzo! Glorificate Dio nel vostro corpo" (12).



Lo Spirito venendo in noi ha divinizzato la nostra anima: ci ha portato le virtù teologali: fede, speranza, carità . Ha infuso in noi i suoi doni che sono stimoli, disposizioni permanenti e aiuti costanti ad agire bene; essi sono: "spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore" (13). Ci ha pure donato i carismi, ordinari e straordinari, come afferma il Vaticano II : "Lo Spirito Santo dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine, grazie speciali (o carismi)... utili alle necessità della Chiesa" (14). 



Inoltre lo Spirito ci elargisce i suoi frutti :"Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè" (15). 


5. I NOSTRI DOVERI VERSO LO SPIRITO SANTO


Li esprime molto bene S. Paolo :



a) "Non vogliate spegnere lo Spirito Santo" (16): Si spegne lo Spirito quando si commette peccato grave. S. Agostino ammonisce: "Lo Spirito Santo è venuto ad abitare in voi; non fatelo allontanare; non escludetelo mai dal vostro cuore. È un ospite buono:vi ha trovati vuoti e vi ha riempiti; vi ha trovati affamati e vi ha saziati;vi ha trovati assetati e vi ha dissetati". 



b) "Non vogliate rattristare lo Spirito Santo" (17): Lo rattristiamo con il peccato veniale, con la indocilità,con la indifferenza, tenendolo bloccato, impedendogli di agire in noi. È "acqua viva", permettiamo che scorra in noi, che ci lavi, ci purifichi. È "fuoco", lasciamo che divampi, bruci i nostri difetti e ci infiammi di amore a Dio e ai fratelli. È " vento impetuoso ", permettiamogli che gonfi le vele della nostra anima e la spinga fino alle vette della santità. 



c) "Riempitevi di Spirito Santo"(18): S. Paolo esclama: "Non ubriacatevi di vino (aggiungiamo: neppure di droga, di piaceri illeciti, di ingordigia, di vanità, di mediocrità spirituale), ma siate ricolmi di Spirito Santo intrattenendovi tra voi con inni, salmi, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il cuore". 



Queste parole ci danno la percezione di parteciparealle ferventi assemblee del " Rinnovamento nello Spirito " (o Movimento Carismatico) che è uno degli ultimi Movimenti ecclesiali sorti nella Chiesa (ed è già il più numeroso, contando oltre100 milioni di membri). È sorto tra i Professori e studenti universitarid’America; è diffuso nei 5 continenti, approvato ed elogiato dal Papa, da celebri Cardinali e da eminenti personalità. Il programma èsemplice e vale per tutti : Fare viva esperienza dello Spirito Santo; inebriarsi dello Spirito d’Amore, come raccomandò Paolo VI con le parole di S. Ambrogio:"Lieti beviamo la sobria (cioè assennata) ebrezza dello Spirito". 



Paolo VI aggiunse: "Nulla è più necessario di questo che vediamo suscitato dallo Spirito Santo"(19). 



S. Agostino insiste: "Sia Lui (lo Spirito Santo) a inebriarvi davvero. Chi si rallegra nel Signore e canta a Lui con grande esultanza, non somiglia forse a chi è ebbro? Mi piace quest’ebrezza. Lo Spirito è bevanda ed è luce". Questa ebrezza ci porterà a "crescere verso il Capo che è Cristo" (20), a riconoscere la signoria di Gesù, e a costruire, gioiosamente e con grande impegno, il regno di Dio in noi, nella Chiesa e nel mondo. 



S. Luigi de Montfort ci ricorda che lo Spirito Santo, quando vede che un’anima dà molto spazio alla VergineSanta, Egli vola in quell’anima e la ricolma dei suoi doni, la conduce a grande santità e opera in lei sorprendenti meraviglie (21). 



ESEMPIO


Il Venerabile Giacomino Gaglione (1896-1962), francescano secolare, fondatore del gruppo " Volontari della Sofferenza ", nacque a Marcianise di Caserta, primogenito di dieci figli. 



A 16 anni, allegro, svelto, robusto, sportivo,è colpito da poliartrite acuta. Immobilizzato su di una sedia di ferro, per due anni si lamenta, grida, impreca. 



Desidera chiedere a P. Pio la guarigione e perciò viene condotto a S. Giovanni Rotondo. Ma lui stesso attesterà:"Vedere P. Pio e dimenticare il motivo per cui ero andato fu un tutt’uno. P. Pio mi fece un’operazione chirurgica: mi mise un’altra testa al posto di quella che avevo prima". Con questa nuova testa si abbandona completamente e per sempre allo Spirito Santo come molle argilla nelle mani del vasaio. Lo Spirito Santo farà di lui un capolavoro di santità in una incessante sofferenza. 



Ogni giorno faceva la S. Comunione, la meditazione e recitava la Liturgia delle ore e il S. Rosario. Considerava la sua malattia come "il più grande dono di Dio". Fra continue, atroci sofferenze era sempre contento; e ripeteva: "Una sola amarezza può versarsi nella mia consolazione: il timore di poter guarire". 



Suo programma: sorridere sempre al dolore e tutto offrire a Gesù per la conversione dei peccatori. Docilissimo allo Spirito Santo, ha portato santamente questa croce per oltre 50 anni nella perfetta letizia francescana. 



Il P. Pio, alla notizia della sua morte, ha detto: "Con Gesù sulla Croce, con Gesù nel Santo Paradiso". 



È lo Spirito Santo che compie queste meraviglie in chi si abbandona alla sua opera santificatrice. 



PROPOSITO


Ecco il consiglio del Card.Mercier: "Ogni giorno parla così al divino Spirito: "O Spirito Santo, anima dell’anima mia, io ti adoro, illuminami, guidami, fortificami, consolami: dimmi ciò che debbo fare; io ti prometto di assoggettarmi a tutto ciò che desideri da me e di accettare tutto ciò che permetterai, fammi soltanto conoscere la tua volontà". 



Se farai questo, la tua vita si svolgerà felice e serena... e giungerai alla porta del Paradiso carico di meriti. Questa sottomissione allo Spirito Santo è il segreto della santità. 


(1) Gal. 4,6; 1 Cor. 12, 3 

(2) Gl. 3, 1 s. 

(3) Is. 32, 15 

(4) At. 2, 1-4 

(5) Cfr. Lc. 1 e 2 

(6) Mt. 3, 16 ss. 

(7) Mt. 4, 1 

(8) Lc. 4, 14 

(9) Mt. 12, 28 

(10) Ebr. 9, 11-14. 

(11) I Cor. 3, 16 s. 

(12) I Cor. 6, 19 s. 

(13) Is. 11, 2 

(14) L.G. 12 

(15) Gal. 5, 22 

(16) I Tess. 5,19 

(17) Ef. 4, 3 

(18) Ef. 5, 18 ss. 

(19) Pentecoste 1975 

(20) Ef. 4, 15 

(21) Cfr. Tratt. 20 e 26 

sabato 8 dicembre 2018

8 DICEMBRE festa dell’IMMACOLATA CONCEZIONE

O Vergine Immacolata guidaci in questa valle di lacrime, 
la tua protezione non ci manchi mai!
E con Luisa Piccarreta preghiamo così:
“Mamma celeste
, chiudi la mia volontà nel cuore tuo
e lasciami il Sole della Divina Volontà nell’anima mia.
Madre di Gesù, Madre del bel Amore 
da’ amore al mio povero cuore;
dà purezza e santità alla mia anima;
dà volontà al mio carattere;
dà lumi santi alla mia mente;
dammi Gesù; dammi il tuo Gesù per sempre”.

La Parusia intermedia-spirituale di Gesù e il Regno di Pace, in Maria Valtorta.

La Parusia intermedia-spirituale di Gesù e il Regno di Pace, in Maria Valtorta. a cura di don Emanuele Scaltriti, rettore del santuario di Nostra Signora di Loreto (Graglia) 

Maria Valtorta, specialmente ne: “I quaderni del 1943” (Ed. CEV) parla ripetutamente della parusia intermedia/spirituale di Gesù e del temporaneo Regno di Pace.

 Secondo il Gesù di Maria Valtorta, la cronologia degli avvenimenti è la seguente:
1) regno della Bestia e dell’Anticristo, 
2) flagelli/piaghe; 
3) parusia intermedia/spirituale di Gesù;                            
4) Regno di Pace; 
5) ultimo scatenamento di Satana e guerra finale; 
6) Ritorno di Gesù per la vittoria ed il giudizio definitivo. 

Segnalo qui alcuni testi. 

Pagg. 157-158:
 “I sette peccati stanno come ornamento orrendo sul capo della Bestia che trasporta Terra e terrestri ai pascoli del Male, e i dieci comi stanno a dimostrare le infinite nefandezze compiute... La Bestia trae dietro a sé coloro che adorandola diverranno re di un’ora e di un regno maledetto... quando adorate Satana il quale non può che darvi un effimero trionfo pagato a prezzo di una eternità d’orrore... Non è la Terra seduta sulle acque dei suoi mari?... tutto ha servito a lei per fornicare e compiere sterminati omicidi e iscariotici tradimenti. Gli stessi suoi figli nutriti da lei con sangue di peccato, compiranno la vendetta di Dio su di lei, distruggendola, distruggendosi, portando la somma dei delitti contro Dio e contro l'uomo al numero perfetto che esige il tuonare del mio: ‘Basta!’... E Giustizia sarà, lo verrò. Verrò perché sono Fedele e Verace. Verrò a dare Pace ai fedeli e Giudizio santo ai vissuti. Verrò col mio nome il cui senso è noto a Me solo e nelle cui lettere sono gli attributi principali di Dio di cui sono Parte e Tutto. Scrivi: GESÙ: Grandezza, Eternità, Santità. Unità... 
Sarà allora il tempo del mio Regno sulla Terra. Vi sarà perciò una tregua nei delitti demoniaci per dare tempo all’uomo di riudire le voci del cielo. Levata di mezzo la forza che scatena l'orrore, delle grandi correnti spirituali scenderanno come cascate di grazie, come fiumi di acque celesti, a dire parole di Luce... 

Quando l’ultimo tentativo sarà compiuto, Satana verrà per l’ultima volta e troverà seguaci ai quattro angoli della terra, e saranno più numerosi della rena del mare... Ma nell’ora della venuta, quando in veste di Dio, Re e Giudice, Io verrò per radunare gli eletti e maledire i reprobi, scagliandoli là dove l’Anticristo, la Bestia e Satana già saranno in eterno; dopo la suprema vittoria di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Vincitore della Morte e del Male, a questi eletti che hanno saputo rimanere ‘vivi’ nella vita, vivi nello spirito, attendendo la nostra ora di trionfo, Io darò il possesso della celeste dimora, darò Me stesso senza soste e senza misura... Insieme al Diletto che vide dalla Terra la gloria dell’Agnello, Figlio di Dio, la gloria del suo e tuo Gesù, di’, ad ogni palpito del tuo cuore: ‘Vieni, Signore Gesù’

Pag. 288 
“Ora siamo nel periodo che Io (Gesù) chiamo: dei precursori dell’Anticristo. Poi verrà il periodo dell’Anticristo, che è il precursore di Satana. Questo sarà aiutato dalle manifestazioni di Satana: le due bestie nominate dall’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale. Il Male cresce sempre più. Vinto l’Anticristo verrà il periodo di pace, per dare tempo agli uomini, percossi dallo stupore delle sette piaghe e dalla caduta di Babilonia, di raccogliersi sotto il regno mio. L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza nella sua terza manifestazione, ossia quando vi sarà l’ultima venuta di Satana. 

Pagg. 353-354 
“Dopo le guerre tremende che Satana avrà portato alla Terra attraverso il suo Messo di tenebre: l’Anticristo, verrà il periodo della tregua in cui, dopo avervi mostrato con la cruenta prova di che doni può essere autore Satana, cercherò di attirarvi a Me colmandovi di doni miei. Oh! I miei doni! Saranno la vostra dolcezza! Non conoscerete fame, stragi, calamità. I vostri corpi e più le vostre anime saranno pasciute dalla mano mia, la Terra sembrerà sorgere per una seconda creazione, tutta nuova nei sentimenti che saranno di pace e di concordia fra i popoli e di pace fra Cielo e Terra, perché farò dilagare su di voi lo Spirito mio che vi penetrerà e vi darà la vista soprannaturale dei decreti di Dio. 

Sarà il Regno dello Spirito. Il regno di Dio, quello che voi chiedete - e non sapete ciò che chiedete perché non riflettete mai - col Pater noster. Dove volete che avvenga il Regno di Dio se non nei vostri cuori? È da lì che deve iniziarsi il Regno mio sulla Terra... Il vostro Dio opererà tutti i prodigi per attirare a Sé il maggior numero di viventi, perché Io sono Dio di Misericordia, di Perdono e di un Amore così infinito che per quanto possiate studiarvi e comprenderne la misura non lo potrete fare.... Ma credi tu che tante luci di Amore e tante luci di Spirito convertiranno gli uomini al loro Dio Eterno? Disilluditi... Sordi alle voci e ai doni spirituali, e quasi del tutto sordi ai doni corporali, in luogo di riconoscere la mia Bontà e di amarmi per riconoscenza, approfitteranno del benessere che darò loro per discendere sempre più nell’abisso che a loro piace, dove, come immonde bestie in un pantano, si avvoltolano e là attendono ciò che seduce i nove decimi dell’umanità: libidine, lussuria, frode, violenza, latrocinio, eresia, superstizione e altre corruzioni del senso e della mente, tanto orrende che pare impossibile agli onesti possano essere vere... Opererò l’estrema selezione dei viventi sulla Terra. Ed essa avverrà nell’ultimo scatenamento di Satana. Allora si vedranno coloro che hanno in essi il Regno di Dio e coloro che hanno il Regno di Satana... I figli e sudditi del Signore - mentre l’ultima battaglia percuoterà la Terra con un orrore indicibile - si aggrapperanno alla mia Croce, invocheranno il mio Nome che salva; e la mia venuta di Giudice non li atterrirà, ma anzi sarà il loro giubilo... Benedetti, benedetti, benedetti in eterno questi miei figli. Di loro è l’eterno Paradiso. Uniti ai fedeli al Signore di tutti i tempi, possederanno Iddio il cui possesso è beatitudine eterna”. 

Pag. 510 
“Nel mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del mio popolo, ossia i fedeli veri, quelli che non hanno rinnegato Cristo e ricoperto il segno di Cristo con la tiara di Satana. Cadranno allora le bugiarde deità dello strapotere, le dottrine oscene rinneganti Iddio, Signore onnipotente. La mia Chiesa, prima che l’ora del mondo cessi, avrà il suo fulgido trionfo. Nulla è diverso nella vita del Corpo Mistico di quanto fu nella vita del Cristo. Vi sarà l’osanno alla vigilia della Passione, l’osanna quando i popoli presi dal fascino della Divinità, piegheranno il ginocchio davanti al Signore. Poi verrà la Passione della mia Chiesa militante, ed infine la gloria della Risurrezione eterna in Cielo. O beatitudine di quel giorno in cui saranno finite per sempre le insidie, le vendette, le lotte di questa terra, di Satana, della carne! La mia Chiesa sarà allora composta di veri cristiani. Allora, nel penultimo giorno. Pochi come all’inizio, ma san- ti come all’inizio. Finirà in santità come in santità cominciò. Fuori resteranno i mentitori, i traditori, gli idolatri.  Quelli che all’ultima giornata imiteranno Giuda e venderanno la loro anima a Satana nuocendo al Corpo mistico di Cristo. In essi la Bestia avrà i suoi luogotenenti per la sua ultima guerra... In verità vi dico, con dolore di Fondatore eccelso, che all’ultima ora tre quarti della mia Chiesa mi rinnegheranno, e li dovrò recidere dal tronco come rami morti e corrotti da lebbra immonda. Ma voi che rimarrete in Me, udite la promessa del Cristo. Attendetemi con fedeltà e amore, ed Io verrò a voi con tutti i miei doni. Col dono dei doni: Me stesso. Verrò a redimere e a curare. Verrò a illuminare le tenebre, a vincerle e fugarle. Verrò ad insegnare agli uomini ad amare e adorare il Dio eterno, il Signore altissimo, il Cristo Santo, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Verrò a portarvi non la pace di questo mondo, eterno distruttore della Pace, ma la Pace del Regno che non muore. Esultate, o miei servi fedeli. Questo vi dice la bocca che non mente. Voi non avrete più a temere di alcun male perché porrò fine al tempo del male, anticiperò questa fine per pietà dei miei benedetti. Esultate soprattutto o voi, miei amati di ora... Ancora un poco e per voi verrò. Come per Lazzaro, l’amico mio, Io vi chiamerò uno ad uno: ‘Vieni fuori!’. Fuori di questa vita della terra che è tomba per lo spirito incarcerato nella carne. Fuori. Nella Vita e nella libertà del Cielo. Chiamatemi col vostro amore fedele. Esso sia la vampa che fonde le catene della carne e dà allo spirito la libertà di venire presto a Me. Dite il più bel grido scritto da uomo: ‘Vieni, Signore Gesù!”’

 Pag. 545 
“La mia Chiesa avrà il suo giorno di osanna prima dell’estrema passione. Poi verrà l'eterno trionfo. I cattolici - e tutto l’Orbe conoscerà allora la Chiesa Romana, perché il Vangelo risuonerà dai poli all’equatore e da un lato all’altro del globo, come una fascia d’amore, andrà la Parola - i cattolici, usciti dalla lotta ferocissima di cui questa (1943: 2ª guerra mondiale) è unicamente il preludio, sazi di uccidersi e di seguire brutali dominatori, dalla sete di uccidere insaziabile e dalla violenza insuperabile, si volgeranno verso la Croce trionfante, ritrovata dopo tanto loro accecamento. Sopra tanto fragore di stragi e tanto sangue udranno la Voce che ama e perdona e vedranno la Luce, candida più del giglio, che scende dai Cieli per istruirli ai Cieli. Come una marcia di milioni e di milioni di tribù, gli uomini andranno col loro spirito verso Cristo e porranno la loro fiducia nel l’unico ente della Terra in cui non è sete di sopraffazioni e voglia di vendetta. Sarà Roma che parlerà... la Roma di Cristo. Quella che ha vinto i Cesari, li ha vinti senza armi e senza lotte, con un’unica forza: l’amore; con un’unica arma: la Croce; con un’unica oratoria: la preghiera”... 

Pag. 548 
“Quando verrà il tempo del mio Regno pacifico - e verrà perché l’ho promesso ed Io non manco alle mie promesse - i buoni sulla terra verranno tutti a Me. Sarà il periodo di cui ti ho parlato, il periodo in cui lo spirito avrà raggiunto quell’evoluzione per la quale spontaneamente vi separerete in due parti. Quelli viventi fuori dallo spirito giaceranno nelle loro tenebre in attesa di essere milizia per il Principe del Male. I viventi nello spirito verranno al seguito del Figlio santo di Dio, del Germe del Signore, amato e benedetto dagli uomini in grazia che comprenderanno allora ciò che ora è compreso da pochi eletti e conosceranno quale sia la mia gloria e quale la loro di figli di Dio. Radunerò i miei santi perché è santo chi mi ama e segue ubbidiente e fedele. Li radunerò dai quattro angoli della Terra. E per il loro amore perdonerò le iniquità degli uomini. La bontà dei santi spegnerà il rigore della Giustizia, e l’amore mio e dei santi monderà col suo fuoco la Terra. Come un grande altare sarà la Terra pacificata con se stessa e con Dio, e su questo altare il Maestro istruirà nella conoscenza esatta della Verità gli uomini, perché i buoni non vacillino quando Satana, furente di vedere adorato dalla umanità il Cristo, si scatenerà per l’ultima battaglia. Lotta di spirito contro spirito. Satana contrapporrà al mio Regno spirituale e alla mia istruzione, la sua satanica guerra agli spiriti per traviarne più che può, i più deboli, e dalle sue riserve, dalle sue fortezze, dove sono i rimasti fedeli alla Bestia anche dopo la sconfitta della Bestia e del suo ministro, trarrà gli agenti di seduzione per rovinare un’ultima volta l’opera di Dio... Per questo vi dico: ‘Venite a Dio, chiamate Dio con verità di pensiero e di cuore, e Dio si affaccerà all'orizzonte insanguinato e Satana torturatore fuggirà lasciandovi liberi’.

venerdì 7 dicembre 2018

Illuminazione della coscienza e il ritorno di Cristo

Sulema (Canada)  

 Nostro Signore Gesù, volume 2 di Sulema su "L'illumination des consciences (L'illuminazione delle coscienze)": 
- Estratto dal messaggio del 22 agosto 2012, pagine 176-177: 

"Beati voi, miei piccoli, di amare e di consolare vostra Madre e vostra Regina riportandole i suoi figli per i quali Ella piange, perché Lei li vuole salvare tutti. Grazie per continuare a pregare per le sue intenzioni e siate certi della sua potente protezione, perché tutto ciò che Maria, la mia Madre Santissima chiede, Lei l’ottiene da Dio, miei figli, perché noi, Dio Padre, Dio Figlio e Dio Santo Spirito suo sposo divino, non possiamo rifiutarLe nulla. Come sono venuto tramite Lei, al mio primo avvento, sarà tramite Lei che Io verrò nella Gloria, prima della mia ultima venuta per il giudizio finale. È lei che vi preparerà perché voi possiate essere pronti ad accoglierMi per il mio prossimo Ritorno; anche in questa seconda Venuta, Io verrò a voi tramite Lei. Nella mia prima Venuta, Io mi sono servito del suo seno verginale per venire fino a voi. Così, Io mi servirò del suo Cuore Immacolato per stabilire il mio glorioso Regno di amore, e dare all'umanità una vita nuova, dove le anime saranno aperte alla grazia e all’Amore, dove la Chiesa sarà al suo vertice supremo di santità, dove mio Padre sarà glorificato da tutti i suoi figli. Questo sarà il momento della Pace e dell'Amore trinitario, dove tutti saranno uno solo sull'esempio del Padre e del Figlio con la potenza dello Spirito Santo"

Cosa sia veramente la venuta intermedia di Cristo

                                                                       Lucie (Francia)


Nostro Signore Gesù, dal libretto «Marie, cause de notre joie (Maria, causa della nostra gioia"):

 - Estratto dal messaggio a pagine 46-48: ... "il mio corpo mistico non può ancora alzarsi perché manca in lui "l’Amore della Madre". Quando tutti i miei figli ameranno davvero la loro Madre, il mio Corpo si alzerà, sarà come una nuova nascita da parte di Maria. Ella darà al mondo Gesù dalla potenza dello Spirito Santo. Darà al mondo il mio Corpo (mistico) nella luce e nello splendore di una nuova Venuta. Prepara nel tuo cuore la mia Seconda Venuta, con un molto desiderio e amore. Circonda mia Madre di grande affetto. Riempila di lodi per la sua triplice maternità. La mia Seconda Venuta deve coronare i suoi titoli poiché, in questa nuova nascita, Maria si rivelerà la Madre di Dio, si rivelerà la Madre degli uomini (Maria Corredentrice). 

Lei si rivelerà la Madre della Chiesa (Maria Mediatrice). Questa Seconda Venuta sarà perciò l'Incoronazione di Maria, la Madre nei suoi misteri gloriosi. Ella sarà elevata al di sopra di qualsiasi altra creatura. Ma già ora voglio che questa assunzione e incoronazione si faccia nel vostro cuore. Preparatevi, preparate il vostro cuore per l'adempimento di questi misteri. Tutto deve compiersi nei cuori. 

-Estratto dal messaggio pagine 131-134: "Sono venuto per la prima volta nel mondo come un piccolo bambino...Voglio tornare una nuova volta nel mondo, nell'abbassamento, nella piccolezza, che ancora una volta vela la mia grandezza (1) [questa affermazione viene data dopo un precedente sviluppo sul Regno Eucaristico di Cristo]. 
Ed è sempre Maria, la Madre, che mi porta. Così è scritto nei piani di Dio. È sempre la Madre che porta, Io scelgo sempre di essere portato piccolo, in modo che Ella possa portarmi, donarmi... La mia Santissima Madre è associata con tutti i doni del mio Cuore. Non si deve dissociarla dalla croce e ancor più non dissociarla dall'Eucaristia [...]. 
Maria viene a voi come una Madre. Colei che porta il Bambino. Ella viene come adoratrice, per preparare per la mia Venuta nella gloria. Con Lei voi adorate. Lei è stata la mia prima adoratrice, modello per i Magi ed i pastori. Che Ella sia il vostro modello [...]. Io vi dico: il vostro Dio è in cammino! E il mio cammino tramite l'Eucaristia, cioè dalla mia presenza reale nel Tabernacolo, là c'è la piccolezza dove Io mi nascondo, prima di ritornare nella gloria di mio Padre. La Mia Santa Madre è stata il mio primo Tabernacolo, e il mio cammino passa sempre per Maria, anche voi siate al suo fianco per attendere il mio Ritorno [...]. "Ella vi raccoglie per farvi entrare il suo Cuore Immacolato, così io dico: felice l’anima che avrà saputo trovare il suo rifugio nel Cuore di Maria, al mio Ritorno.' Nota: (1): "che è il preludio al suo ritorno nella gloria. - estratto dalla pagina 152: "Voglio chiudere i tempi con lo scoppio del mio Cuore [è il nostro tempo attuale, quello della fine dei tempi]. Allo stesso modo, voglio aprire i tempi con lo scoppio del mio Cuore [i nuovi tempi del Regno di Cristo]. È l'Epifania del mio Cuore, la rivelazione, l'apparizione se tu preferisci del mio Amore". - estratto dalla pagina 162: "Maria viene a preparare il terreno all’adorazione. Il giorno del mio grande Ritorno sarà il giorno della grande adorazione, il giorno del faccia a faccia".