mercoledì 17 maggio 2017

Il Cuore Immacolato di Maria (art. tratto dalla rivista Madre di Dio)

Messaggio (Medjugorje) del 2 maggio 2016: Cari figli il mio Cuore materno desidera la vostra sincera conversione e che abbiate una fede salda, affinch� possiate diffondere amore e pace a tutti coloro che vi circondano. Ma, figli miei, non dimenticate: ognuno di voi dinanzi al Padre Celeste � un mondo unico! Perci� permettete che l�azione incessante dello Spirito Santo abbia effetto su di voi. Siate miei figli spiritualmente puri. Nella spiritualit� � la bellezza: tutto ci� che � spirituale � vivo e molto bello. Non dimenticate che nell�Eucaristia, che � il cuore della fede, mio Figlio � sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perch�, figli miei, per voi � morto, � risorto e viene nuovamente. Queste mie parole vi sono note perch� esse sono la verit�, e la verit� non cambia: solo che molti miei figli l�hanno dimenticata. Figli miei, le mie parole non sono n� vecchie n� nuove, sono eterne. Perci� invito voi, miei figli, a osservare bene i segni dei tempi, a �raccogliere le croci frantumate� e ad essere apostoli della Rivelazione. Vi ringrazio. 

La devozione al Cuore di Maria richiede purezza d'animo ed è fonte inesauribile di vita interiore.

Nella Bibbia il cuore esprime il compendio di tutta la vita interiore dell'uomo, per cui spesso Dio si rivolge al cuore per agire in profondità su tutta la persona; e quando, con il profeta Ezechiele, promette di dare un cuore nuovo, indica una totale conversione a lui, da parte del suo popolo che si era completamente sbandato. 

Perciò, parlare del cuore di Maria significa penetrare in tutta la sua interiorità, nel suo rapporto con Dio e con gli uomini. La frase ripetuta da Luca, che Maria "custodiva tutto nel suo cuore" [cfr. Lc 2, 51] fa diretta menzione del cuore della Vergine; ma è solo un avvio iniziale di tutto uno sviluppo che è andato crescendo lungo i secoli e che è esploso soprattutto negli ultimi tempi. 

La riflessione patristica sul cuore di Maria ha insistito, specie con Agostino, nel vedere in esso "lo scrigno di tutti i misteri", in particolare del mistero dell'Incarnazione, giungendo all'affermazione che "Maria ha concepito nel cuore prima che nel grembo". Sempre più nel Medioevo si è sviluppata la devozione al cuore di Maria che più tardi, con San Giovanni Eudes [+ 1680], acquisterà una rigorosa spiegazione teologica e riceverà ufficialmente un culto liturgico. 

Da qui ebbero impulso gli sviluppi più recenti, che possiamo individuare in tre avvenimenti: 

1 Nel 1830, quando la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, chiedendole di far coniare quella "medaglia miracolosa" che si diffuse in tutto mondo in milioni di esemplari, fece riprodurre nel retro i due cuori di Gesù e di Maria, abbinandoli nella devozione dei fedeli. 

2 Un secondo avvenimento significativo fu la ripercussione in campo mariano che si ebbe quando, a cavallo tra i secoli XIX e XX, Leone XIII consacrò il mondo al Sacro Cuore di Gesù. Si pensava già allora che fosse maturo il tempo per procedere anche alla consacrazione al Cuore di Maria, dal momento che il Signore ha voluto associare la Vergine Madre a tutta l'opera di Salvezza. [Non si arrivò a questa realizzazione, ma si ottenne ugualmente un impulso alla devozione al Cuore di Maria e agli studi su tale devozione]. 

3 Non c'è dubbio che lo sviluppo maggiore si ebbe con le Apparizioni della Madonna a Fatima, nel 1917. Si può anzi dire che, come per la devozione al Sacro Cuore di Gesù furono di grande sprone le Apparizioni del Signore a Santa Margherita Maria Alacoque, così le Apparizioni ai tre Pastorelli di Fatima diedero un impulso decisivo alla devozione al Cuore di Maria. Da notare che già dal 1854, ossia dalla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, si incominciò a diffondere l'espressione "Cuore Immacolato di Maria": cioè, "Cuore dell'Immacolata". E proprio a Fatima, nell'Apparizione del 13 Giugno 1917, la Vergine disse: "Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Quindi chiese che al suo Cuore Immacolato venisse consacrata la Russia. 

"Beati i puri di cuore" 

Qual è il valore di questa devozione, diretta soprattutto a invocare l'intercessione di Maria su di noi? Nella storia delle Scuole di Spiritualità, la devozione al Cuore di Maria si è dimostrata una fonte inesauribile di vita interiore, poiché da una parte il Cuore della Vergine comprende tutto il suo mistero di grazia e di amore per Dio e per l'umanità, dall'altra non possiamo passare sotto silenzio quei richiami con i quali la Vergine stessa ha voluto indicarci questa specifica devozione: basti pensare a Fatima. 

Allora, guardando al Cuore Immacolato di Maria, non c'è solo un'attrattiva che spinge alla fiducia; ci deve essere anche una disponibilità all'imitazione, ad aprirsi a Dio con tutto il cuore, a seguire gli ammonimenti materni di Maria. Del resto, un'autentica devozione al Cuore Immacolato di Maria richiede purezza di cuore, secondo l'insegnamento delle Beatitudini evangeliche: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!" [Mt 5, 8]. 

Gabriele Amorth

domenica 14 maggio 2017

Torre della santa città di Davide


"La Città di Davide, fortificata con solide torri

- è scritto nel 1 Libro dei Maccabei (1, 33.34) -, divenne una fortezza inespugnabile";
da qui l'immagine di "torre (della santa Città) di Davide" riferita alla Vergine. "Turris fortitudinis a facie inimici", "Torre salda davanti all'avversario" (Sal 60, 4): di fronte agli assalti dell'antico Avversario, il Diavolo nemico di Dio, e di fronte ai nemici della Chiesa di ogni razza e in ogni tempo.
Anche per questo, nelle Antifone della Beata Vergine Maria, la Chiesa a lei canta: "Sub tuum praesidium confugimus.."; e la invoca: "O benigna, o Regina, o Maria! Quae sola inviolata permansisti".

lunedì 1 maggio 2017

LA POTENZA DEL SANTO ROSARIO


"Ciò che il Cielo ci ha rivelato sul valore del S. Rosario" 



"Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il Santo Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario, come nella grotta di Lourdes con S. Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli angeli e i santi si uniscono a voi. Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all’inferno. E’ stato tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l’ora del trionfo del Cuore Immacolato della Madonna sul mondo". 

Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al rosario, non c’è problema materiale, né spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici.”

Suor Lucia di Fatima “Bisogna dare più spazio al Rosario. Col Rosario è possibile vincere tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole creare alla Chiesa cattolica. Tutti i sacerdoti in particolare devono recitare il Rosario. Il Rosario deve essere recitato col cuore e con gioia; non deve essere solo un dovere da sbrigare frettolosamente.” 


25 giugno 1985 e 12 giugno 1986, messaggi della Madonna a Medjugorje “Recitate il Rosario. Figlia mia eccoti il Rosario. Tutti coloro che lo reciteranno avranno da Me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, Re del cielo e della terra. Un rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede.. il Padre nostro.. è la preghiera di unione.. la preghiera del Signore.. la preghiera di glorificazione dalla SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre.. dì ai miei figli di recitare il S. Rosario anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria, di beatitudine.. ecco o figli al corona del Rosario! Chi la reciterà avrà da me tante grazie!.. è una grande unione con il mio Cuore di Madre celeste che glorifica il signore Re del cielo e dell’universo! Riferisci a tutti che mi amino per riparare la moltitudine delle offese fatte al mio Divin Figlio Gesù Cristo.”

Apparizioni della Vergine ad Akita “Gesù e Io vogliamo salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolar-mente recitando il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. In ogni chiesa si deve recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la Messa. Con la recita del Rosario, Satana sarà sconfitto. Recitate ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori.”

La SS. Vergine alle Tre Fontane “Desidero che si continui a recitare il Rosario… Pregate, pregate tanto, almeno 3 ore al giorno, recitate molti Rosari.. recitate il Rosario , pregate con il cuore fervoroso. Il Signore ha toccato molti cuori e li ha infiammati con l’amore del suo Cuore, ha confortato molti sconsolati, ha portato la pace in molte famiglie, in molti cuori. Ha fatto capire a tanti quanto sia stupenda e meravigliosa la preghiera, quanto è efficace la recita del Rosario.”

La Madonna a Belpasso “Figliolini miei, vi consegno il mio Rosario, Catena d’oro che vi tiene stretti al mio Cuore: pregate, pregate col Rosario, tenetelo stretto, recitatelo con fede, col cuore. Sarà la salvezza dell’umanità! Questa sarà il segno che voi siete miei! Egli satana lo teme tanto, e fa di tutto per perdere le anime. Però, io, la vostra Mamma faccio di tutto per salvarle, perché questa è la volontà del Signore. Ma Io ho bisogno del vostro aiuto. Pregate, fate sacrifici e penitenza. Amatevi, amatevi come Io vi amo, solo così le anime si salveranno.”

La Madonna a Marie-Claire Mukangango - apparizioni di Kibeho “Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità.. è un Arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spirituale”.


Padre Pio “Parla del Rosario di mia Madre Benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza Eucaristia e Rosario. 

Figlia mia io sono la Vergine del Rosario: gioisco quando vedo che tu ne consigli la recita , almeno di una terza parte per onorarmi. Continua a farlo è devozione di salvezza.. avvolgi in questo mio Rosario, coloro che ami e che sono tuoi.. parla alle anime dell’Eucarestia, parla loro del Rosario, di’ che in grazia si cibino del Corpo di Cristo e dell’alimento della preghiera del Rosario… se verranno al Tabernacolo con le dovute disposizioni, cuore puro ed assetato d’amore e reciteranno il Rosario, o la terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.. il Rosario, il Tabernacolo, e le mie vittime sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace.”

Gesù e Maria ad Alexandrina M. da Costa Don Bosco nei suoi sogni rivelatori vide : “ Una regione selvaggia e sconosciuta, degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli, missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani, e cominciò a temere per la loro sorte. E intanto, notò, che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia. Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con il Rosario in mano.

Altre informazioni sul Rosario


Il Santo Rosario

Si racconta che San Domenico, duran­te i lunghi anni spesi nel Mezzogiorno della Francia per ricondurre alla fede la gente caduta nell'eresia degli Albigesi, ve­dendo scarsi i frutti del suo lavoro, si ri­volse sfiduciato alla Madonna. La potente Regina del Cielo, ascoltò le sue preghiere e, come pegno di sicura vittoria, gli diede la corona del Rosario: - È questa l'arma che verrà a dissipare l'eresia, a promuove­re la virtù, ad implorare la misericordia di Dio. Prendi questa corona, predica i suoi misteri di gaudio, di dolore e di glo­ria e rinnoverai la faccia della terra. I fi­gli di San Domenico ancora oggi portano, pendente al fianco, la corona del Rosario.Al Rosario fu, unanimemente, attri­buita la vittoria che nel 1571 liberò la cri­stianità dal pericolo turco a Lepanto, il 7 ottobre (giorno dedicato in seguito alla festa della Madonna del Rosario). Scrisse­ro i veneziani: «Non le armi, non la forza, non i condottieri, ma la Madonna del Ro­sario ci fece vincitori».L'importanza del Rosario per la fede cristiana appare anche dal fatto che nelle due più importanti apparizioni del nostro tempo, a Lourdes e a Fàtima, la Madonna si è fatta vedere col Rosario ed ha inculca­to di recitare il Rosario tutti i giorni.

Il nome del Rosario

Narra una leggenda che ai tempi di San Domenico viveva un pastorello. Ama­tissimo della corona di Ave, Pater, Gloria, divulgata dal santo, non passava giorno senza che lo recitasse per intero.Essendo pastore, la sua preghiera era spesso distratta dalla necessità di ricorre­re a raccogliere le pecore. Perciò, per aiu­tarsi a tenere a mente le preghiere dette, ricorse ad un ingegnoso espediente. Prese un tralcio di vite, lo fece in pezzettini, li traforò per il midollo, li infilò a dieci a die­ci e, unite le estremità, ne formò una spe­ce di corona e se ne serviva per contare le Ave Maria.Al tramonto, raccolse il gregge e, ap­pesa la corona ad un albero per riprender­la il giorno seguente, se ne tornò a casa. All'indomani, tornato sul luogo, per riprendere la corona, con grande meravi­glia al suo posto trovò una corona di bel­lissime rose bianche, intercalate ad ogni decina da una rosa rossa, tutte di una fra­granza straordinaria. Quasi fuor di sé dall'emozione, prese la corona e corse a farla vedere ai genito­ri, che la portarono al parroco. Questi comprese il prodigio e predicò al popolo l'accaduto, esortando a recitare la coro­na, che da allora si chiamò corona del Santo Rosario.

Salve Regina

La grande devozione alla Madonna, lasciata da San Domenico ai suoi frati, ri­sulta anche in questo brano della Vitae Fratrum. Fra Giordano di santa memoria, che fu il secondo Maestro Generale, ha lascia­to scritto in un suo libretto sulle origini dell'Ordine, che un santo uomo degno di fede gli aveva riferito di aver visto fre­quentemente, mentre i frati cantavano: Eja ergo advocata nostra (Orsù dunque, avvocata nostra), la beata Vergine ingi­nocchiarsi davanti al Figlio e supplicarlo devotamente per la diffusione e conserva­zione dell'Ordine. Ma anche una devota donna di Marsi­glia, di origine e di nome Lombarda, una sera, partecipando alla "compieta" dei frati, fu presa da tale fervore, che all'ini­zio della Salve Regina fu rapita in ispirito e vide quattro cose meravigliose, meri­tevoli di essere da noi rispettosamente ri­cordate. Vide la Regina della Misericordia che quando i frati dicevano: Spes nostra salve (Salve, o nostra speranza), li salutava dol­cemente; quando dicevano: eja ergo, ad­vocata nostra (orsù dunque, nostra avvo­cata), si inginocchiava davanti al Figlio e pregava per i frati; e quando soggiunge­vano: illos tuos misericordes oculos ad nos converte (rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, la vide lieta guardarli con occhio amoroso. Quando infine cantava­no: Et Jesum, benedictum fractum ven­tris tui nobis post hoc exilium ostende (E mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frut­to benedetto del tuo seno), la vide con in braccio il Figlio ancora in tenera età, mo­strarlo a tutti e a ciascuno dei frati con molta gioia.

domenica 23 aprile 2017

La Madre della Misericordia


Sarebbe stata la S. Vergine Maria a chiamarsi «mater misericordiae» quando apparve intorno all’anno 950 ad un monaco di Cluny, secondo il racconto che ne fa il biografo il Odone di Cluny (1042), il quale aveva l’abitudine di chiamare la Madonna con lo stesso titolo che passò poi nelle litanie lauretane e modificò il testo primitivo della Salve Regina misericordiae, che divenne Salve Regina mater misericordiae[1].
       In quel secolo chiamato pessimum risplende per contrapposizione una grande devozione alla Virgo splendidissima, alla quale il peccatore consapevole di meritare l’eterno supplizio si rivolge con la fiducia di ottenere perdono e misericordia da Dio, perché convinto che, essendo Maria madre di Cristo, uomo-Dio, da Lei scaturisce la salvezza.
       Maria é riconosciuta madre di misericordia fin d’allora, perché fin dall’ora era chiara la verità dell’intima connessione della maternità divina ed ecclesiale della Vergine. La misericordia é una qualità dell’amore materno. Il figlio era stato da lei generato perché fosse la misericordia dell’umanità; e Maria diffonde questa misericordia con l’amore di Madre estendendola di generazione in generazione, secondo il disegno del Padre che l’aveva associata intimamente al mistero del Cristo e della Chiesa[2]. Da qui l’origine di tante raffigurazioni di Maria che evocano con profondo senso religioso la materna protezione di Lei, proprio come madre di misericordia; la Madonna raffigurata con il manto sotto il quale si rifugia il popolo cristiano: Sub tuum praesidium confugimus sancta Dei genetrix. «Qui il senso della maternità si estende a Cristo totale. La prima funzione della madre é infatti proteggere. A tale tipo si riferiscono tutte le Madonne invocate sotto il titolo di Mater spei, refugium peccatorum, consolatrix afflictorum, ecc.»[3].

       Dalla stessa verità é scaturita lungo i secoli una sempre più crescente devozione mariana, che si é espressa nella liturgia soprattutto orientale, negli scritti teologici, nelle arti figurative, nella letteratura, nella pietà popolare dove più altrove ritroviamo le suppliche a Maria «come madre di misericordia per la salvezza personale e per il benessere pubblico»[4]. In questa prospettiva salvifica, fondata sulla fede nella Theotókos, che porta alla relazione, unica e irripetibile, che la Vergine ha con la persona del Verbo, fatto carne per salvarci, la maternità divina viene sempre meglio compresa e spiegata come fonte di grazie e di misericordia.
       Oggi lo Spirito di Dio chiama la Chiesa ad evangelizzare l’uomo, perché l’uomo sia persona e si senta redento nella sua dignità ad opera di Cristo (Giovanni Paolo II, Enc. Redemtor hominis 1979). Questo Spirito che é il Signore e da la vita indefettibile all’uomo (Dominum et vivificantem, Enc. di Giovanni Paolo II 1980) è anche, anzi essenzialmente, misericordia di Dio (Dives in misericordia, Enc. del 1980).
       E’ lo stesso Papa in queste tre Encicliche che evoca e pone Maria a modello della Chiesa nel rinnovamento della società. «Abbiamo ogni diritto di credere - scrive Giovanni Paolo II nella Dives in Misericordia - che anche la nostra generazione é stata compresa nelle parole della Madre di Dio, quando glorificava quella misericordia di cui di generazione in generazione sono partecipi coloro che si lasciano guidare dal timore di Dio. Le parole del Magnificat mariano hanno un contenuto profetico, che riguarda non soltanto il passato di Israele, ma anche l’intero avvenire del popolo di Dio sulla terra. Siamo infatti noi tutti, che viviamo al presente sulla terra, la generazione, che é consapevole dell’approssimarsi del terzo millennio e che sente profondamente la svolta che si sta verificando nella storia»[5].
       Nella Redemptor Hominis il Papa aveva già introdotto questo elemento mariologico inteso e proposto per far comprendere a noi tutti la misericordia che Dio ci usa, per mezzo del suo Figlio nato da Maria che è perciò fonte di misericordia, ci riunisce con lo stesso Dio e tra noi. «Se... in questa difficile e responsabile fase della Chiesa e della umanità avvertiamo uno speciale bisogno di rivolgerci a Cristo, che é Signore della sua Chiesa e della storia dell’uomo in forza del mistero della redenzione, noi crediamo che nessun altro - scrive Giovanni Paolo II nella Redemptor hominis - sappia introdurci come Maria, nella dimensione divina e umana di questo mistero. Nessuno, come Maria é stato introdotto in esso da Dio stesso. Questo mistero si é formato possiamo dire, sotto il nome della Vergine di Nazaret quando, ha pronunciato il suo fiat. Da quel momento questo nome verginale e insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesorabile amore»[6]. La presenza di Maria é varia ma non settoriale. La Vergine beata dice ancora il Papa nella Dives in misericordia é presente in tutte le comunità ecclesiali, come lo fu nella primitiva comunità[7], quale madre di misericordia; di quella misericordia da essa proclamata e destinata ad operare di generazione in generazione[8]. Questa unione - dice il Papa nell’Enc. Dominum et vivificantem - con la Madre di Cristo fa parte del mistero della Chiesa fin dall’inizio: noi la vediamo presente in questo mistero, come é presente in quello di suo Figlio»[9].

       Il Papa ci fa subito comprendere con il suo insegnamento che la presenza di Maria nella Chiesa e la sua materna intercessione presso Dio misericordioso hanno una valenza escatologica, perché la Chiesa «perseveri nella speranza: in quella speranza, nella quale siamo stati salvati (cf. Rm. 8,24). E’ la speranza escatologica, la speranza del definitivocompimento di Dio, la speranza del Regno eterno che si attua nella partecipazione della vita trinitaria[10]. Quindi é del tutto opportuna ed attuale - oltre all’esattezza teologica - l’osservazione che troviamo nell’Istruzione su libertà cristiana e liberazione della Congregazione per la dottrina della fede, là dove si rivela «che il senso della fede dei poveri, come porta ad una acuta percezione del mistero della Croce redentrice, così porta ad un amore e ad una fiducia indefettibile nella Madre del Figlio di Dio venerata in numerosi santuari». Soggiungendo subito «ma sarebbe una grave perversione appropriarsi delle energie della religiosità popolare per dirottarle verso un progetto di liberazione puramente terrena, che si rivelerebbe ben presto come una illusione ed una causa di nuova schiavitù. Coloro che così cedono alle ideologie del mondo e alla presunta necessità della violenza non sono più fedeli alla speranza, al suo ardimento e al suo coraggio, come li esalta quell’inno al Dio della misericordia che la Vergine ci insegna»[11].
       Ed é forse, proprio in questa speranza escatologica che più si radica e si sublima la devozione a Maria e la misericordia di Lei ci si rivela come consolante e fiducioso porto di salvezza. A tal proposito Pinkus ricorda che la teologia orientale giunge a proporre che in questo essere figura della Paternità di Dio, Maria Teotókos rappresenta la più salda ragione della nostra speranza sulla profonda umanità e misericordia del giudizio finale: ella infatti é la soglia attraverso la quale il credente si presenta a colui che giudicherà il mondo come Figlio della donna di Nazaret e come fratello di quanti nella sua maternità cosmica sono divenuti suoi figli ai piedi della Croce[12]. La certezza di essere aiutati dall’intercessione di Maria soprattutto nel momento della morte in vista dell’imminente giudizio divino dal quale si spera misericordia e perdono, si traduce ormai da secoli nella preghiera più comune, più popolare, più ripetuta con la quale l’intero popolo cristiano supplica la Santa Maria Madre di Dio di pregare per «noi peccatori, ora e nell’ora della nostra morte». Lo stesso motivo é nel fondo - anche se non espresso direttamente - della «più antica preghiera della Vergine», del Sub tuum praesidium, che «esprime con rara efficacia la fiducia dell’intercessione della Vergine: essa, la genitrice di Dio, la sola pura e la sola benedetta, é per la comunità cristiana un  rifugio di misericordia. In esso la comunità si sente sicura e, quindi, esprime la sua accorata convinzione che la Vergine non respingerà le suppliche di quanti la invocano nell’ora della necessità e del pericolo»[13].
       Perché la vera Madre di Dio, quindi la sola e la sola benedetta Maria é invocata nel Su tuum praesidium come colei che é mediatrice di misericordia, rifugio di misericordia; in grado perciò di liberarci dal pericolo e dalla necessità. «Nel rifugiarci sotto la sua misericordia noi riconosciamo che Maria può anche salvarci dai peccati (il messale Ambrosiano aveva conservato la forma arcaica di misericordia rispetto al testo romano)»[14].
       Il Vaticano II ci ha ricordato queste verità quando nella Lumen gentium, ponendo Maria al vertice della Chiesa e pienamente inserita nel mistero di Cristo e della sua sposa, dichiara, «...(Maria) assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la Beata Vergine é invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice»[15].
       Il Concilio, ricalcando la visione patristica con i testi dedicati a Maria nella Lumen gentium (cf. n. 63-65) ha rimesso in luce e in amore l’intimo compenetrante nesso tra mariologia, ecclesiologia e pneumatologia, saldamente ancorate al dogma cristologico e attraverso di esso all’intera storia della salvezza»[16].
       La glorificazione di Maria é culminata nella regalità divina. Lei é la vera regina, che dal suo trono situato accanto a quello del Figlio domina sugli Angeli, sugli uomini e sul mondo intero. Il suo é regno di misericordia. Trovandosi tra Cristo e i fedeli. Lei che é la Madre dell’uno e degli altri, esercita un comando di riconciliazione al fine di costruire il regno pacifico di Dio. Spiegando questa verità teologica gli etiopi - che hanno una devozione sconfinata in Maria - dicono, non senza un fondamento teologico anche se storicamente non ne abbiamo riprove, che c’é stato un patto di misericordia tra Gesù e la Madre per cui Gesù avrebbe promesso alla Madonna «che libererebbe per sempre da ogni prova coloro che invocassero il suo nome e celebrassero la sua memoria»[17]. Lo hanno sperimentato in maniera singolare e con frutti copiosissimi già qui in terra tutti coloro che si sono affidati con fede e amore a Maria, invocandola Regina e Madre di misericordia. Sentiamo fra tutti il grande poverello di Assisi. «Nella Chiesa della Vergine Madre di Dio dimorava il suo servo Francesco e supplicava insistentemente con gemiti continui Colei che concepì il Verbo pieno di Grazia e di verità (Gv. 1.14), perché si degnasse di farsi sua avvocata. E la Madre della misericordia - narra la Leggenda maggiore - ottenne con i suoi meriti che Lui stesso concepisse e partorisse lo Spirito della verità evangelica»[18].
       La stessa Leggenda ci spiega da dove proveniva la grande devozione mariana di San Francesco dicendoci che «circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della maestà e ci ha ottenuto misericordia»[19].
       Ed é per noi sommamente consolante ed edificante la conclusione cui il biografo perviene: «in Lei, principalmente, dopo Cristo (Francesco) riponeva la sua fiducia, e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi, in suo amore digiunava, con grande devozione, dalla festa degli Apostoli Pietro e Paolo fino alla festa dell’Assunzione»[20].
       A questa Madre di misericordia guarda la Chiesa per esserne fedele imitatrice e per comportarsi come Lei verso tutti, soprattutto oggi, che con il Concilio la Chiesa ha intrapreso un cammino di più umile e amoroso servizio agli uomini.
       Aprendo il Vaticano II Giovanni XXIII dichiarava che: «Sempre la Chiesa si é opposta a questi errori (contro la verità della fede); spesso li ha anche condannati con la massima severità. Ora tuttavia la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità... La Chiesa cattolica, innalzando per mezzo di questo Concilio Ecumenico, la fiaccola della verità religiosa, vuole mostrarsi madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di misericordia e di bontà, anche verso i figli da lei separati»[21]. Attraverso Paolo VI il Concilio si presentava al mondo, ai fratelli separati, agli uomini bisognosi di giustizia e di pace, come il luogo e lo strumento dello Spirito Santo per conseguire quella divina misericordia di cui tutti abbiamo bisogno e di cui la Chiesa, seguendo Maria e con la fiducia nella sua assistenza deve esse dispensatrice materna[22]. E a Lei si rivolgerà con la preghiera accorata Paolo VI, chiudendo il terzo periodo conciliare il 21 novembre 1964, esclamando: «O tempio di luce senza ombra e senza macchia, intercedi presso il tuo Figlio Unigenito, Mediatore della nostra riconciliazione con il Padre, affinché conceda misericordia alle nostre mancanze e allontani ogni dissidio da noi, dando agli animi nostri la gioia di amare[23].
       Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno preparato e attualizzato con i loro scritti mariani e le loro encicliche (soprattutto gli ultimi due) quanto il Concilio Vaticano II ha evidenziato circa il rapporto tra Maria e la Chiesa, nonché circa la funzione che l’una e l’altra esercitano sotto l’azione dell’unico Spirito e con la stessa carità materna per la salvezza dei fratelli. «Infatti, nel mistero della Chiesa, la quale pure, é giustamente chiamata Madre e Vergine, la Beata Vergine Maria é andata, innanzi, presentandosi in modo eminente e singolare, quale Vergine e Madre[24]. La Chiesa ricopia e segue gli esempi e la stessa funzione di Maria: «...completa l’arcana santità di Lei e ne imita la carità e adempie fedelmente la volontà del Padre per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà, diventa essa pure Madre, perché con la predicazione e il battesimo genera a vita nuova e immortale i figlioli concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio»[25]. L’espressione massima della misericordia di Dio sta proprio in questa rigenerazione dell’uomo, che, in virtù dei meriti della passione e morte di Cristo, ad opera dello Spirito Santo che da la vita, diviene con il battesimo persona e membro della Chiesa. La Vergine che con Cristo coopera a questa rigenerazione della creatura umana, si mostra ed opera quale Madre di misericordia. E la Chiesa seguendola porta con il suo ministero ad effetto la misericordia di Dio. Dio é la fonte primaria ed assoluta di questa misericordia. Gesù Cristo é la causa efficiente o sacramento primordiale che ce la merita. La Vergine SS.ma e la Chiesa ce la impetrano con la fede e la carità sotto l’impulso dello Spirito.
       Da S. Agostino il parallelismo tra Maria e la Chiesa é visto principalmente nel fatto che entrambe partoriscono Cristo: l’una partorisce il corpo e l’altra le membra di Cristo totale[26]. Sia Maria sia la Chiesa sono Madri e come tali avvolgono di misericordia sconfinata con il loro manto materno i figli rinati a vita nuova mentre sperano e pregano che tutti gli uomini ottengano la stessa rinascita.
       Questa verità tanto consolante é stata lungo i secoli vissuta da tutta la Chiesa: i teologi l’hanno illustrata, il magistero l’ha predicata, scrittori e poeti l’hanno cantata.
                   «Salve o torrente di misericordia
                   fiume di pace e di grazia
                   splendore di purezza, rugiada delle valli.
                   Madre di Dio e Madre di perdono»[27]. Esclama Ildefonso di Toledo.
       In un Oraziale visigotico leggiamo:
                   «Ancella e madre santissima del Verbo
                   nella profondità della tua misericordia
                   accogli il popolo che a te ricorre»[28].
       In un anonimo del V-VI secolo la misericordia di Maria, di cui tutti abbiamo bisogno perché non possiamo rivolgerci direttamente a Cristo, viene esaltata come conseguenza della sua maternità:
                   «poiché non abbiamo alcuna fiducia a causa dei nostri peccati,
                   supplica tu colui che é nato da te,
                    o Vergine Madre di Dio.
                   Molto può la preghiera di una Madre
                   per ottenere la benevolenza del Maestro»[29].
       In un altro anonimo dello stesso secolo veniamo proclamati tutti noi:
                   «Che abbiamo te come nostra difesa perché tu intercedi
                   notte e giorno per noi»[30].
       Mirabilmente Dante, riassumendo concetti teologici, voci poetiche ed esclamazioni devozionali, eleva un grande inno alla «Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio» perché:
                   «in te misericordia, in te pietate,
                   in te magnificenza, in te s’aduna
                   qauntunque in creatura é di bontade»[31].
       Ma un inno, non meno eccelso e grandioso, non meno bello ed efficace, è quello che i Figli di Madre Speranza da anni stanno cantando alla «Madre della Misericordia» con il loro ministero e la risposta fedele e generosa alla loro vocazione di figli dell’amore misericordioso.

[1]        Cf. Vita Odonis Clun. II, 20; PL 133, 72.
[2]        Cf. GIOVANNI PAOLO IIDives in misericordia, 30,11.1980 n.15; Lumen Gentium, n.52ss.
[3]        Cf. A. BERNARD, Simbolismo in Nuovo Dizionario di Mariologia, ed. Paoline 1985, p.1300.
[4]        Cf. GOFFI, Spiritualità, in Nuovo Diz., p. 1370.
[5]        n. 10.
[6]        n. 22.
[7]        Cf. At. 1,14.
[8]        Cf. n. 15.
[9]        Cf. n. 66.
[10]      Cf. Ivi.
[11]      Edizioni Dehoniane, Bologna, 1986, nn. 97-98, pp. 54-55.
[12]      Psicologia in Nuovo Diz., cit. p. 1185.
[13]      CALABUIG I., Liturgia, in Nuovo diz. cit. p.779.
[14]      LODI E., Preghiera mariana, in Nuovo diz, cit. p. 1142.
[15]      LG n.62 dove alle note 15 e 16 a comprova, vengono citate numerose fonti antiche e recenti.
[16]      L’osservazione é di P. Cantalamessa, vedi  Maria e lo Spirito Santo in l’ Oss. Rom. 14-15 luglio 1986 p. 4, dove, tra l’altro, nota: «La recente enciclica Dominum et vivificantem di Giovanni Paolo II riserva, come le precedenti, uno spazio notevole alla figura della Madonna e questo spazio non é marginale, cioè non si colloca accanto al discorso principale, ma dentro di esso».
[17]      GHARIB G. Oriente cristiano, in Nuovo diz. cit. p. 1038.
[18]      Fonti Francescane, Ed. Francescane 1986, n. 1051.
[19]      Ivi, n.1165.
[20]      Ivi.
[21]      Discorso di apertura del Concilio 11 ottobre 1962, in «Il concilio Vaticano II», ed Dehoniane, 1967, nn. 57-58 della pagina tra parentesi.
[22]      Ivi, nn. 237, 245, 267, 274.
[23]      Ivi, n. 323.
[24]      LG, n. 63.
[25]      lg, n. 64.
[26]      Cf. Sermo 213, pl 38, 1061, 1064. S. AbrogioDe Virg. I, 6, 31; PL 197.
[27]      In Lodi alla Madonna, Ed. Paoline,1979, p. 72.
[28]      Ivi, 370.
[29]      Ivi, n. 44.
[30]      Ivi, n. 40.
[31]      DANTE - Divina Commedia, III - C. XXXIII.

martedì 28 febbraio 2017

Medjugorje : Padre Eugenio che voleva scoprire l’imbroglio

La Regina della Pace insiste che dobbiamo pregare. Così, dopo averla osteggiata, per non aver creduto a queste sue apparizioni, ho provato a rimediare, dando vita a San Paolo una nuova realtà di consacrati nella preghiera.

Padre Eugenio La Barbera, milanese trapiantato in Brasile, ha qui fondato una comunità religiosa che, già nel nome, Regina Pacis, si ispira a Medjugorje e che è stata approvata dal Vescovo nel 1995 ed eretta a priorato sui juris nel 2005.

E dire che lui, eccellente in teologia, si recò in Erzegovina nel 1987 “per smontare l’inganno erzegovinese”, di cui aveva proibito di parlare ai parrocchiani.
La sera dell’arrivo, due pellegrini “fra i più devoti” gli chiesero di accompagnarli per una Via Crucis su Krizevac. Padre Eugenio non ne fu entusiasta, perché era mezzanotte e pioveva! “Accettai ma mi proposi di sfiancarli a colpi di meditazioni inginocchio!”.

Durante la salita però, dovette rivedere il piano perché qualcosa di inspiegabile lo spaventò moltissimo: “Diluviava; i miei compagni erano fradici, il terreno grondava fango, e io ero totalmente asciutto”.

Decisi di proseguire, ma con passo deciso, di stazione in stazione verso la cima, dove il fenomeno assunse contorni più evidenti: “Ora non pioveva solo nello spazio occupato da noi tre, e sopra le nostre teste si vedeva il cielo stellato”.

Il prete cercò di contenersi, ma era scombussolato e risolse di lanciare una sfida: “Gospa (Signora in croato)”, se dissi nel segreto del cuore: “io non credo che tu appari, ma se sei qui, sappi che io sono un ottimo sacerdote!“. Ed elencando i miei meriti, le feci alcune richieste particolari”.

Quando il giorno dopo salì di nuovo sul Krizevac fu avvicinato da un signore di mezza età mai visto prima… “Mi disse: la Madonna conferma che sei un ottimo prete, ma che non puoi contrastare la fede del popolo di Dio verso di lei, come hai fatto nella tua parrocchia“; e continuò rispondendo alle mie riflessioni notturne.

Prima di congedarsi aggiunse: “La Gospa ti darà un segno della sua presenza“. Il buon padre rimase senza parole, scartando l’ipotesi di essere incappato in un agente comunista.

Prima di partire salì una terza volta sul Krizevac, in testa a un gruppo di pellegrini, che si erano rivolti a lui trovandosi senza sacerdote. Il pianto fragoroso di un ragazzo disturbò la Via Crucis e il nostro sacerdote si indispettì non poco per quelle continue interruzioni; finché al termine, quel giovane non gli si fece incontro.

“Padre, scusi il mio comportamento di prima; ora però avrei assolutamente bisogno di lei”. Al che, vedendo lo sguardo interrogativo del religioso, aggiunse: “La Madonna mi ha mostrato il film della mia vita e alla fine ha detto: “I tuoi peccati ti sono lavati per il tuo pentimento ma hai bisogno del perdono sacramentale della Chiesa; vai e confessati da padre Eugenio”.

Il buon religioso evidentemente non riuscì a dissimulare la sorpresa poiché il giovane si sentì in dovere di precisare: “Ho proprio sentito una voce chiara e distinta”.

Dopo l’assoluzione il confessore si accorse che il ragazzo si drogava – “le sue braccia erano piene di buchi” – e, preoccupato, gli raccomandò di farsi vedere subito da un medico. Ma il giovane lo interruppe e il suo volto ora era radioso: “Così, padre, non ha capito? Lei mi ha confessato e mi ha guarito. Sono io il segno che la Gospa le ha promesso!“

Fonte: Medjugorje, paradiso sola andata. Riccardo Caniato, Edizioni Ares, pag. 269

domenica 26 febbraio 2017

Maria «Tabernacolo della SS. Trinità»

Maria «Tabernacolo della SS. Trinità» fin dall'eternità Maria ab aeterno si trova non solo nella Mente Suprema ma anche nel cuore della SS. Trinità e ne partecipa la potenza, la sapienza e l'amore.

Il 24 ottobre 1947 la Veggente vede il simbolo di ciò che è Maria in Dio: l'incandescente triangolo della SS. Trinità, nel quale è Maria.

La voce dell'Eterno Padre dice: "Cosi  è Maria in Noi. Comprendano i sapienti in teologia ciò che questa visione vuoi dire, quanto è rinchiuso in essa sul potere c sapere di Maria alla quale tutto l'Amore si dona e tutta la Sapienza si rivela e tutto il Potere si piega a concedere"» (Quaderni 45-50, p. 486).

Pochi giorni dopo che ebbe scritto queste parole, il 9 novembre 1947, alle ore 10, l'Angelo Custode apparve alla Valtorta e le disse:

“L'Altissimo Signore ha voluto farti capire il senso delle parole di Maria SS. alle Tre Fontane ["Io sono Colei che sono nella SS. Trinità la Regina della Rivelazione"]. Essendo Maria SS. così abbracciata (potrei dire: contenuta) nella SS. Trinità, nella quale Ella fu da prima che il tempo fosse, e della quale fu Tabernacolo contenendo nel suo seno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo col contenere il Frutto benedetto del suo seno verginale, Gesù, nel quale era unità del Verbo al Padre e lo Spirito Santo, essendo Ella, così, l'amore dell'Uno e Trino Iddio, la Rivelazione è suo Tesoro e Lei ne è Regina amata e soave, dispensiera della Sapienza, datrice della Parola. 

La Sposa e la Madre della Sapienza e della Parola, la verginale Sorgente che un Dio feconda e che dà i fiumi dell'Acqua viva che è Vita eterna a chi di essa beve» (Quaderni 45-SO, p. 494-495).

Abbiamo qui un vero «Preludio» divino alla storia del più grande Capo-lavoro umano.

Gesù, Maria, Amore
venite insieme nel mio cuore

sabato 25 febbraio 2017

Medjugorje : il più grande confessionale del mondo

Medjugorje vista dal Papa - Intervista al Vescovo Pavel Hnilica

intervista al Vescovo Pavel Hnilica, un vecchio amico del Papa, che vive a Roma dai tempi della sua fuga dalla Slovacchia negli anni '50. AI Vescovo è stato chiesto se e come il Papa abbia espresso un'opinione su Medjugorje. L'intervista è stata condotta da Marie Czernin nell'ottobre 2004.




Vescovo Hnilica, Lei ha trascorso molto tempo vicino a Papa Giovanni Paolo II ed ha potuto condividere con Lui anche momenti molto personali. Ha avuto occasione di parlare con il Papa degli avvenimenti di Medjugorje? 

Quando nel 1984 feci visita al Santo Padre a Castel Gandolfo e pranzai con Lui, gli raccontai della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, che avevo potuto compiere il 24 marzo di quello stesso anno in modo del tutto insperato, nella Cattedrale dell'Assunzione nel Cremlino di Mosca, così come la Madonna aveva chiesto a Fatima. Egli ne rimase molto colpito e disse: "La Madonna ti ha guidato fin lì con la Sua mano" ed io risposi:"No, Santo Padre, mi ci ha portato in braccio!". Poi mi chiese che cosa pensassi di Medjugorje e se vi ero già stato. Risposi: "No. Il Vaticano non me l'ha proibito, ma me l'ha sconsigliato". Al che il Papa mi guardò con sguardo risoluto e disse: "Va' in incognito a Medjugorje, così come sei andato a Mosca. Chi te lo può vietare?". In questo modo il Papa non mi aveva ufficialmente permesso di andarci, ma aveva trovato una soluzione. Poi il Papa andò nel Suo studio e prese un libro su Medjugorje di René Laurentin. Cominciò a leggermene qualche pagina e mi fece notare che i messaggi di Medjugorje sono in relazione con quelli di Fatima: "Vedi, Medjugorje è la prosecuzione del messaggio di Fatima". Andai tre o quattro volte in incognito a Medjugorje, ma poi l'allora Vescovo di Mostar-Duvno, Pavao Zanic, mi scrisse una lettera nella quale mi intimava di non andare più a Medjugorje, altrimenti avrebbe scritto al Papa. Qualcuno l'aveva evidentemente informato dei miei soggiorni, ma non dovevo certo avere paura del Santo Padre. 

In seguito ha avuto un'altra possibilità di parlare di Medjugorje con il Papa? 

Sì, la seconda volta che abbiamo parlato di Medjugorje - me lo ricordo bene - è stato il 1° agosto 1988. Una commissione medica di Milano, che allora aveva esaminato i veggenti, venne dal Papa a Castel Gandolfo. Uno dei medici fece notare che il Vescovo della diocesi di Mostar creava delle difficoltà. Allora il Papa disse: "Dato che è il Vescovo della regione, dovete ascoltarlo" e, diventato subito serio, aggiunse: "Ma dovrà rendere conto davanti alla legge di Dio di aver gestito la cosa nel modo giusto". Il Papa rimase un momento pensieroso e poi disse: "Oggi il mondo sta perdendo il senso del soprannaturale, cioè il senso di Dio. Ma molti ritrovano questo significato a Medjugorje attraverso la preghiera, il digiuno e i sacramenti." È stata la testimonianza più bella ed esplicita per Medjugorje. Ne rimasi colpito perché la commissione che aveva esaminato i veggenti dichiarò allora: Non constat de supernaturalitate. Al contrario il Papa aveva da tempo capito che a Medjugorje accadeva qualcosa di soprannaturale. Dai più svariati racconti di altre persone sugli avvenimenti di Medjugorje, il Papa si era potuto convincere che in questo luogo si incontra Dio. 

Non è possibile che molto di quello che accade a Medjugorje sia stato invece inventato di sana pianta e che prima o poi risulterà che il mondo è caduto in un grosso imbroglio? 

Alcuni anni fa, a Marienfried si è svolto un grande incontro di giovani a cui sono stato invitato anche io. Allora un giornalista mi chiese: "Signor Vescovo, non pensa che tutto ciò che avviene a Medjugorje abbia origine dal diavolo?". Gli risposi: "Sono un Gesuita. Sant'lgnazio ci ha insegnato che bisogna distinguere gli spiriti e che ogni evento può avere tre cause o ragioni: umana, divina o diabolica". Alla fine ha dovuto acconsentire che tutto ciò che accade a Medjugorje non è spiegabile da un punto di vista umano, ossia che giovani del tutto normali attirino in questo luogo migliaia di persone che accorrono qui ogni anno per riconciliarsi con Dio. Intanto Medjugorje viene chiamata il confessionale del mondo: né a Lourdes né a Fatima si verifica il fenomeno di così tante persone che si confessano. Che cosa accade in un confessionale? Il sacerdote libera i peccatori dal demonio. Ho risposto allora al giornalista: "Certamente il demonio è riuscito a fare molte cose, ma una cosa non può sicuramente fare. Può il demonio mandare le persone al confessionale per liberarle da sé stesso?" Allora il giornalista si mise a ridere e capì che cosa volevo dire. L'unica ragione rimane dunque Dio! In seguito ho riferito anche al Santo Padre questa conversazione. 

Come si può riassumere in un paio di frasi il messaggio di Medjugorje? Che cosa distingue questi messaggi da quelli di Lourdes o di Fatima? 

In tutti e tre questi luoghi di pellegrinaggio, la Madonna invita alla penitenza, al pentimento e alla preghiera. In questo i messaggi dei tre luoghi di apparizione si somigliano. La differenza è che i messaggi di Medjugorje durano da 24 anni. Questa continuità intensa di apparizioni soprannaturali non è diminuita negli ultimi anni, tanto che sempre più intellettuali si convertono in questo luogo. 

Per alcune persone i messaggi di Medjugorje non sono degni di fede perché poi è scoppiata la guerra. Dunque non luogo di pace, ma di lite? 

Quando nel 1991 (esattamente 10 anni dopo il primo messaggio: "Pace, pace e solo pace!") scoppiò la guerra in Bosnia Erzegovina, ero di nuovo a pranzo con il Papa ed egli mi chiese: "Come si spiegano le apparizioni di Medjugorje, se ora in Bosnia c'è la guerra?" La guerra è stata veramente una brutta cosa. Perciò dissi al Papa: "Eppure ora sta accadendo la stessa cosa che accadde a Fatima. Se allora avessimo consacrato la Russia al Cuore Immacolato di Maria, si sarebbe potuta evitare la Seconda Guerra Mondiale, ed anche la diffusione del comunismo e dell'ateismo. Proprio dopo che Lei, Santo Padre, ebbe compiuto questa consacrazione nel 1984, in Russia ci furono grandi cambiamenti, attraverso i quali iniziò la caduta del comunismo. Anche a Medjugorje, all'inizio, la Madonna avvertì che sarebbero scoppiate delle guerre se non ci fossimo convertiti, ma nessuno prese sul serio questi messaggi. Questo significa che se i Vescovi della ex-Jugoslavia avessero preso sul serio i messaggi - naturalmente non possono ancora concedere un riconoscimento definitivo della Chiesa, dato che le apparizioni sono ancora in corso - forse non si sarebbe arrivati a questo punto". Allora il Papa mi disse: "Dunque il Vescovo Hnilica è convinto che la mia consacrazione al Cuore Immacolato di Maria sia stata valida?" ed io risposi: "Certamente è stata valida, il punto è solo quanti Vescovi abbiano compiuto questa consacrazione in comunione (in unione) con il Papa". 

Torniamo di nuovo a Papa Giovanni e alla sua speciale missione ... 

Sì. Alcuni anni fa, quando il Papa era già di salute malferma e cominciava a camminare col bastone, gli raccontai di nuovo della Russia durante un pranzo. Poi si appoggiò al mio braccio, affinché lo accompagnassi all'ascensore. Era già molto tremolante e ripetè per cinque volte con voce solenne le parole della Madonna di Fatima: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". Il Papa sentiva davvero di avere questo grande compito per la Russia. Anche allora sottolineò che Medjugorje non è altro che la continuazione di Fatima e che dobbiamo riscoprire il significato di Fatima. La Madonna ci vuole educare alla preghiera, alla penitenza e ad una maggiore fede. È comprensibile che una madre si preoccupi dei suoi figli che sono in pericolo, e così fa anche la Madonna a Medjugorje. Ho anche spiegato al Papa che oggi il più grande movimento mariano parte da Medjugorje. Dovunque ci sono gruppi di preghiera che si riuniscono nello spirito di Medjugorje. Ed egli l'ha confermato. Perché ci sono meno famiglie sante. Anche il matrimonio è una grande vocazione. 

Alcuni si meravigliano che nessuno dei veggenti di Medjugorje, una volta cresciuti, sia entrato in convento o si sia fatto prete. Questo fatto può essere interpretato come un segno del nostro tempo? 

Sì, lo vedo in modo molto positivo, perché possiamo vedere che questi uomini che la Madonna ha scelto sono semplici strumenti di Dio. Non sono loro gli autori che hanno escogitato tutto, ma sono collaboratori di un più vasto progetto divino. Da soli non ne avrebbero la forza. Oggi è particolarmente necessario che la vita dei laici si rinnovi. Ci sono, ad esempio, anche delle famiglie che vivono questa consacrazione alla Madonna, non solo suore o sacerdoti. Dio ci lascia la libertà. Oggi dobbiamo dare nel mondo una testimonianza: forse nel passato tali limpide testimonianze si trovavano maggiormente nei conventi, ma oggi abbiamo bisogno di questi segni anche nel mondo. Ora è soprattutto la famiglia a doversi rinnovare, poiché la famiglia oggi si trova in una profonda crisi. Non possiamo conoscere tutti i piani di Dio, ma sicuramente oggi dobbiamo santificare la famiglia. Perché ci sono meno vocazioni? 

Che cosa pensano oggi di Medjugorje i suoi colleghi Vescovi? 

Marija Pavlovic-Lunetti, una delle veggenti che riceve ancora messaggi dalla Madonna, una volta davanti a me ha pianto, perché aveva sentito che alcuni Vescovi mettono in dubbio l'autenticità dei messaggi. L'allora Vescovo di Mostar, Pavao Zanic, l'aveva perfino definita una bugiarda. La mia risposta al Vescovo di Mostar fu: "Lei si sbaglia. Pensi soltanto a come si comportano normalmente i ragazzi in una grande famiglia. Se viene loro confidato un segreto speciale, il giorno dopo già litigano e raccontano il segreto ad altri. Se fossi la Madonna, probabilmente avrei scelto un solo ragazzo, e non addirittura sei, perché mi sarebbe sembrato troppo rischioso. Ma questi ragazzi sono stati torturati per molti anni dalla polizia, eppure non hanno mai rivelato nulla". Indubbiamente, forse questi messaggi non sono così profondi e misteriosi come quelli di Fatima, ma qui si tratta di una trasposizione dei messaggi di Fatima, come l'ha intesa anche il Papa. Non bastano solo i grandi messaggi, che poi non possono essere divulgati. Attraverso Medjugorje vengono divulgate la preghiera continua ed anche la penitenza. Fa meraviglia che a Medjugorje la gente digiuni a pane ed acqua anche due volte a settimana, si consacri al cuore della Madonna e La veneri. 

Negli anni '80, una volta sono venuti da me sei Vescovi brasiliani perché avevano sentito dire che mi interessavo di Medjugorje. Mi chiesero se potevo fare in modo che potessero concelebrare una Santa Messa con il Papa. Poi volevano andare a Medjugorje. Il Papa aveva acconsentito a riceverli, ma il Suo Segretario, Monsignore Stanlislaw Dziwicz, in seguito disse: "Vi prego di non dire che il Papa vi ha ricevuto ad una Messa privata perché andate a Medjugorje, ma vi ha invitato perché siete venuti dal lontano Brasile". Questo significa che naturalmente il Papa non ha mai riconosciuto esplicitamente ed ufficialmente Medjugorje, poiché non vuole anticipare il Vescovo della diocesi di Mostar. Lo stesso Papa si sarebbe recato volentieri a Medjugorje, ma il Vescovo di Mostar avrebbe dovuto dare un segnale chiaro. 

Quando due anni fa il Papa è andato in Croazia, e a Zagabria fu beatificato il Cardinale Stepinac, ci fu un incontro di circa 50 Vescovi al quale partecipai anch'io. Dunque salutai i Vescovi che conoscevo già. Poi uno di loro mi disse con cordialità: "Sono il Nunzio Apostolico di Zagabria, e Lei è quindi il Legato Apostolico di Medjugorje!". Lo disse non con tono di disprezzo, ma di amicizia. Anche il Cardinale Kuharic di Zagabria non si è mai pronunciato pubblicamente su Medjugorje, però mi disse: "Vi accadono cose molto interessanti". Nel 1994, 10 anni dopo la solenne consacrazione del mondo al Cuore di Maria, il Papa invitò a pregare in modo particolare per la Bosnia, dove c'era ancora la guerra. Allora andai a Medjugorje, dove incontrai anche il Vescovo di Mostar. Egli mi chiese perché fossi andato lì ed io risposi: "Il Papa ci ha esortato a pregare per la pace in Jugoslavia nei santuari mariani. Perciò siamo venuti in un luogo di pellegrinaggio che si trova vicino a questi avvenimenti". Il Vescovo mi corresse e disse che quello non era un luogo di pellegrinaggio, ma solo un luogo di preghiera. Ma io gli chiesi quale fosse la differenza e gli dissi anche che dovevamo riconoscere che l'aiuto più grande che fosse giunto alla Croazia e alla Bosnia durante la guerra, era arrivato dai gruppi di preghiera di Medjugorje. Tuttavia il Vescovo volle minimizzare questi fatti. Il Vescovo di Spalato, invece, ha avuto sempre un atteggiamento molto positivo nei confronti di Medjugorje ed è interessante che anche la sua città sia stata risparmiata dalla guerra. 

A quel tempo il Papa mi chiese anche se era vero che a Medjugorje e a Spalato non fosse successo nulla durante la guerra. Sì, gli risposi. 

La posizione ufficiale della Chiesa nei confronti di Medjugorje è cambiata negli ultimi anni? 

Soltanto negli ultimi dieci anni, milioni di persone si sono recate in pellegrinaggio a Medjugorje. Se la Chiesa credesse veramente che in questo luogo viene divulgato qualcosa di contrario alla fede o alla morale, allora sarebbe stata obbligata a prendere delle misure contro Medjugorje. Avrebbe dovuto fare di tutto per proteggere gli uomini da questo fenomeno. Il fatto che tace, è un buon segno e, di fatto, un riconoscimento di Medjugorje. Basta sfogliare il registro parrocchiale per vedere quanti sacerdoti celebrino ogni anno la Santa Messa a Medjugorje. Non verrebbero, se avessero scoperto qualcosa che metta in dubbio l'attendibilità dei messaggi. Dai frutti si riconoscerà se da qui è cresciuto un albero buono o cattivo. 

Qual è stata la sua personale esperienza spirituale a Medjugorje? 

Ho avuto la fortuna di poter incontrare personalmente i veggenti e così di potermi fare un'idea chiara su di loro. Sono riuscito a guadagnarmi la loro fiducia ed ho avuto la sensazione di venire personalmente introdotto ai misteri di Medjugorje, così come era successo prima anche a Fatima e a Lourdes, quando avevo potuto incontrare Suor Lucia e il Vescovo di Fatima. Ne sono stato felice e mi sono sentito anche alquanto privilegiato di poter partecipare così da vicino agli eventi di Medjugorje. Anche adesso, quando a volte parlo con Vicka Ivankovic-Mijatovic o con Marija Pavlovic-Lunetti, mi sento vicino a loro. Perciò provo nei loro confronti anche una certa responsabilità, mi sento parte di una grande famiglia. 

In uno dei primi messaggi, secondo quel che si dice, la Madonna ha affermato che queste sarebbero state le ultime apparizioni. Molte persone pensano con questo alla fine del mondo e all'Apocalisse. Come lo si può interpretare correttamente? 

Sì, l'ho sentito dire, ma spesso nelle profezie si parla dell' "ultimo giorno". Già San Paolo ne parlava. Noi viviamo nell'ultimo giorno, ma i veri profeti non hanno mai indicato una data precisa nella quale queste profezie si sarebbero compiute. Gesù stesso ha detto che neanche il Figlio dell'Uomo conosce il momento in cui ci saranno il "secondo avvento" e il "giudizio finale": solo il Padre lo sa. Perciò si può dire la stessa cosa che si diceva prima di Fatima: Medjugorje è il più grande intervento di Dio nella storia dell'umanità.

Fonte: Medjugorje - Un invito alla preghiera