martedì 22 agosto 2017

Maria negli scritti di S. Veronica Giuliani

il cuore di Maria fonte di tutte le grazie 

Le prime parole dette a Fatima: «Molte anime vanno all'Inferno perché non c'è chi prega e fa sacrifici per loro» la Madonna aggiunge subito dopo: «Per impedire questo, la Santissima Trinità vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato». La risposta verrà chiarificata inoltrandosi in questo capitolo mariano, culmine del messaggio profetico della Santa, vedendo che la vergine Veronica aveva inteso e vissuto un totale affidamento personale e comunitario profetico a Maria SS.ma, fino a diventarne quasi un incomparabile segno e apostolo.
Ecco, dunque, un altro punto molto discusso oggi: Il posto e il ruolo che Maria Santissima occupa nella Chiesa e nella Storia di Salvezza è esagerato come lo pretende qualcuno? O invece è ancora da scoprire, sviluppare e rispettare, come ribadiscono altri?
Ci sembra che non bisogna essere molto dotti e ìntelligenti, ma bensì piccoli e semplici, per vedere come questi nostri tempi portano un chiaro sigillo mariano mai visto prima nella storia. Dalla catena delle sue apparizioni, - "Rue du Bac" con la medaglia miracolosa, Lourdes, La Salette, Fatima e altre apparizioni approvate dalla Chiesa, o ancora sotto studi e discernimento -, come anche da diversi movimenti mariani e realtà ecclesiale suscitate dallo Spirito Santo e dalla Madonna stessa, si profila chiaramente quello che è diventato un'espressione comune: «I tempi mariani», espressione che sentiamo o leggiamo spesso, anche nei discorsi di Papi e di grandi Prelati della Santa Chiesa.
I tempi mariani sembrano essere i tempi in cui Lo Spirito Santo sta conducendo la Chiesa, e di conseguenza il mondo, a capire - e poi proclamare - la «verità» (Gv 14, 17a), tutta intera, su Maria, sul Suo ruolo decisivo: quello della «Donna» che schiaccerà la testa dell'antico serpente, «metterò inimicizia tra te e la donna...» (Gn 3, 15); quello della «Donna» vestita di sole che combatte il drago (vedi: Ap 12); la «Donna» alla quale il Signore, solo dopo averle affidato nel Discepolo amato tutta l'umanità come figli che Ella genera con il Salvatore, ai piedi della Croce, disse: «Tutto è compiuto» (Cv 19, 30a); la «Donna» delle Nozze di Cana, che intercede per l'umanità alla quale viene a mancare il vino della Grazia (vedi: Cv 2); la «Donna» alla quale Dio non può rifiutare niente, perché Lei non Gli ha rifiutato niente, nemmeno Il Sacrificio del Suo Unico Figlio, che è Dio, diventando, come Abramo, Madre di tanti popoli.
Questa "invasione" mariana progredisce su due fronti che vanno a pari passi: Il primo, teologico e dogmatico; il secondo, popolare e devozionale, però a livello ecclesiale universale.
Ora, sul primo fronte, vediamo il "germogliare" di dogmi mariani: Il primo è il dogma dell'Immacolata (1854) confermato subito dal cielo, dalla Madonna stessa a Lourdes, 4 anni dopo: «Io sono l'Immacolata Concezione» (1858); poi il dogma dell'Assunzione in cielo in corpo e anima, nel 1950, da Papa Pio XII, con tutto quello che questi due dogmi contengono di fondamentale per l'uomo e per la Storia della Salvezza, e che sarebbe, purtroppo, troppo lungo sviluppare qui.
Dove è destinato a arrivare questo primo fronte?
La Madonna l'ha chiarito nelle apparizioni della «Regina di tutti i popoli» ad Amsterdam, apparizione approvata dal vescovo nella seconda metà degli anni 1990, dove si proclama Mediatrice di tutte le grazie celesti e «Corredentrice».
Ecco, dunque, il punto d'arrivo! Maria non è una scelta in più, anche se importante, nella Chiesa. Maria è indispensabile nella redenzione storica e personale di ogni uomo. Maria è, non per virtù propria, ma per volontà di Dio, Vera Corredentrice del mondo, di tutta l'umanità. Questo ci sembra molto evidente nella simbologia della medaglia miracolosa, data da Maria stessa nella sua apparizione, nel 1830, a Parigi, a santa Caterina Labouré:
L'Immacolata, sulla prima faccia della medaglia rappresenta il dogma di partenza, e il simbolo della «M» intrecciata in modo inseparabile con la Croce sulla seconda faccia rappresenta il dogma d'arrivo: la Corredenzione; un percorso che passa attraverso il Sacro Cuore di Gesù, e anche attraverso quello Immacolato e Addolorato di Maria, presenti tutti e due sulla Medaglia; infatti, la Madonna annunzierà, più avanti: «La Santissima Trinità vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato» (Fatima 1917).
E qui siamo già nell'ambito del secondo fronte, quello della devozione personale ed ecclesiale a Maria Santissima. Questi due fronti sono complementari tra loro. La devozione deve arrivare al suo culmine, secondo l'insegnamento mariano per eccellenza di san Luigi Maria Grignion di Montfort nel suo famoso Trattato della vera devozione, nella consacrazione personale e comunitaria totale alla Santissima Vergine Maria; un insegnamento che è frutto della maturazione sempre più approfondita dalla scuola francese di spiritualità, fondata sul mistero dell'Incarnazione; un affidamento e abbandono totale a Colei che più di tutti conosce Gesù, alla Maestra che ci può guidare nella via più sicura e diretta al suo Figlio Benedetto, alla quale Gesù stesso si è affidato.
Questo insegnamento è stato ripreso, assimilato, approfondito, concretizzato e offerto a tutto il mondo da Papa Giovanni Paolo II, con il suo famoso Totus Tuus, e la consacrazione del mondo intero e del terzo millennio a Maria Santissima, invitando tutti ripetutamente a leggere «i segni dei tempi», e a comprendere questa Consacrazione, per attuarla, secondo la richiesta della Madonna a Fatima.
Stranamente, o meglio provvidenzialmente, vedremo che la figura e il ruolo di Maria è il punto più rilevante e sottolineato nell'esperienza di vita e negli scritti di santa Veronica, che ha molto da dirci in proposito. Perciò, ci pare doveroso chiamarla non solo «discepola di Maria», come troviamo nel Diario, ma anche «apostola di Maria».
Basta uno sguardo alla cronologia della sua vita, per vedere il ruolo "invadente" di Maria SS.ma. Sfogliando il Diario, troveremo che, per lei, Maria Santissima è indubbiamente e palesemente Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice; anzi questo le viene detto dal cielo esplicitamente. E quanto alla Consacrazione a Maria, la nostra santa è arrivata al culmine personale e comunitario.
Dunque, già da bambina, abbiamo visto come si rivolgeva familiarmente alla Madonna, quando voleva il Bambino Gesù, o voleva darGli da mangiare, ricevendo spesso quel che chiedeva; e come si è sentita dire tante volte non solo dalle labbra del Divino Sposo, ma anche di Maria Santissima: «Tu sei la mia prediletta».
E abbiamo anche visto, nel terzo e quarto capitolo, come questa relazione è andata sempre crescendo, specialmente dopo la stimmatizzazione, fin «quasi a sostituire Gesù», come scrive padre Làzaro Iriarte, che non è minimamente un sentimentale, ma uno studioso che pesa meticolosamente le sue espressioni, spiegando dopo che è «un sostituire» a favore di un «arrivare» più sicuro e facile a Gesù. E' la stessa logica del Montfort nel suo Trattato della vera devozione: «Gesù è venuto a noi tramite Maria, e vuole che andiamo a Lui dalla stessa strada ».
Dopo aver visto nella sua vita il ruolo concreto di Maria, vediamolo ora nella dimensione mistica, soprannaturale, piena di insegnamenti celesti e dottrinali.
In questo libretto, non possiamo pretendere di sviluppare studi e analisi per tirarne conclusioni teologiche, ma vogliamo spingere a ciò, perché siamo sicuri che, nel suo Diario, vero «tesoro nascosto», si trova un materiale dottrinale sicuro, e può darsi unico, che sarà molto necessario per aiutare a chiarire questi traguardi così importanti nella storia della Salvezza:
- Maria Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice.
- La necessità della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
Sperando che i seguenti passi del Diario, scelti con occhio veloce, possano servire a destare una santa curiosità e voglia di cercarne altri più sostanziosi in materia:
* Il 1° novembre 1702, Veronica riceveva addirittura un velo miracoloso, che si conserva ancora nel monastero di Città di Castello, mentre era invitata ad aggiungere al suo nome di religiosa: Veronica di Gesù e di Maria, di Gesù Crocifisso, e di Maria compaziente... La vittima doveva provare le sofferenze del Redentore, i tormenti della Corredentrice.
* Maria le dettava le parole da scrivere... Le dava la Comunione tutti i giorni nella prigione, finché durò la prova imposta dal S. Ufficio... La comunicava nei giorni in cui la comunità non faceva la Comunione... Per mezzo di Maria, ella guariva le suore ammalate... Per ispirazione di Maria, il giorno della Presentazione del 1708, solennemente si consacrò alla Madonna... Il 28 ottobre 1711, presenti san Francesco e santa Chiara, la Madonna le donò un anello con sopra impresso il Nome di Maria e la chiamò figlia sua, carissima tra tutte le figlie. Poi le pose due calici: Uno con il Sangue di Gesù, l'altro pieno delle lacrime di Maria, calici che la Santa offrì all'Eterno Padre ottenendone ogni sorta di grazie. Maria la fece partecipe dei dolori provati ai piedi della Croce e delle spade che le avevano trapassato il Cuore... (cfr. La Passione rinnovata, pp. 126-127).
* «...Questo amore infinito mi pareva che rapisse il mio cuore al Cuore di Maria SS.ma, fonte e mare ove sta rinserrato un incendio di vero amore, e che l'anima stesse nuotando nell'amore divino, per mezzo del Cuore di Maria SS.ma... che facevami capire, per via di comunicazione, che Ella m'infondeva un non so che di quello che Ella partecipava, quando aveva il Verbo Divino nelle sue viscere. Oh! Carità grande di Maria!» (25-5-1717: Diario, III, 922-924).
* «... L'anima ha penetrato e provato che anche Maria Ssa.ma ha fatto lo stesso. La pietà di Lei è tutta uniforme alla Misericordia di Dio; ambedue sono tutte a pro dell'anima mia; e l'anima è tutta ferma e fiduciosa in Dio e in Maria SS.ma.
«Qui, vi è stato l'unione dei tre cuori in uno solo, e l'unione di tre volere in un volere solo, nel volere di Dio...» (12-10-1719: Diario IV, 112s.)
* «Figlia, la notte fosti ai miei piedi, ed io adornai l'anima dell'anima mia colle mie virtù, donai ad essa i miei meriti acciò ella con essi meriti si offrisse a Dio. In quel mentre vi fu il rapimento, e avesti la grazia di unirti col cuore dell'anima mia. Uno e l'altro unirono te a Dio, in Dio. Trovandoti avanti a Dio, conoscendo la tua meschinità e da niente nel niente stesso, Dio comunicò il suo amore in te per mezzo del mio cuore e dell'anima mia...» (28-10-1725: Diario IV, 796s.)
* «Figlia mia, voglio che tu scriva le grazie che Dio ed io ti facemmo per la festa della mia Purificazione... Ricordati che la santa obbedienza ti mandò ai miei piedi; ed io ti diedi un caro abbraccio. In quel punto avesti nel cuore per via di comunicazione un saggio di amore, il quale comunicò nell'anima dell'anima mia il sentimento di purità angelica, e questo fu per mezzo della stessa mia purità. Il mio cuore e l'anima mia fecero sentire penetrantemente nel cuore del mio cuore il valore della mia purità. Figlia, fa conto di questa grazia, la quale è tanto gradita a Dio. L'anima semplice e pura è sempre mirata da Dio, graziata colle sue divine grazie e doni. Figlia, il divino sguardo di Dio santifica, vivifica le anime innocenti e pure» (febbraio 1726: Diario IV, 829-834).
* «... E partecipando le pene medesime, il cuore del mio cuore si univa al cuore mio, e più volte in detto giorno si rinnovarono i miei dolori in detto cuore, e questi davano il dolore, ma con penetrante modo di amore imparavi a patire. La vita penante del mio Figlio e la mia, servivano a te per imparare a vivere... ed io stavo presso di te, ti ammaestravo e ponevo te nell'esercizio più perfetto» (05-4-1726: Diario IV, 840s.).
* «A questa confermazione la stessa anima mia per te cooperò con un atto di ringraziamento a Dio, e Dio operatore in quel mentre ti diede l'invito, e confermò quest'anima eletta fra gli eletti. Si fece festa in paradiso di questa conferma fatta, e tu restasti legata colla volontà di Dio. Cominciò in te l'anticipato paradiso...» (25-3-1727: Diario IV, 909s.).
* «... Tre volte hai lagrimato lacrime di sangue... Il demonio ha fatto quanto ha potuto per levarti dalla Divina Volontà e per farti cascare in peccati e colpe, ma io ti difendevo e facevo precipitare esso nell'inferno, e davo forza a te di superare tutto l'inferno. Esso moveva, e trovava modo di farti inquietare per mezzo delle creature; ed io davo modo a te come potevi fare per esercitare virtù e pace...» (25-12-1725: Diario IV, 815).
* «... In quel punto, vi è stato un nuovo dolore dei dolori di Maria, come appunto mi succede la notte... Vi è stata la rinnovazione della Crocifissione e, nel fine, si sono rinnovati i dolori di Maria... Maria SS.ma mi accennava verso il sigillo e comprendevo che ogni bene sta ivi ove sta esso, cioè che nel Cuore di Maria è il fonte d'ogni grazia...» (Diario III, 584s.).
* «... ti feci vedere distinto il tuo Serafico Padre (san Francesco), e tu lo pregasti che t'impetrasse qualche grazia, e gli raccomandasti la tua Religione, le anime del purgatorio, i peccatori e molte altre cose. Esso allora, rivolto a me, ti disse: Corri, corri ivi, ove è il fonte di grazie, ti fece cenno verso il mio cuore...» (Diario IV, 315).
* «... mi faceva cenno verso il suo Cuore passato da sette spade, e dicevami: Questo è il fonte delle grazie» (Diario III, 1232).
* «... in un tratto, mi è parso che quello specchio sia divenuto, nuovamente, come un sigillo dove è scritto: Fonte di grazie; e ho veduto scolpite nel Cuore di Maria sette spade» (Diario 111, 442).
* «... tutto potete, se volete, perché in voi e da voi escano le grazie, siete fonte di grazie, avete in mano tutte le grazie, e ci pare vedere, nel vostro cuore, i vostri dolori che, come sigillo, tutti dicono: Fonte di grazie. Dunque, il vostro cuore è fonte di tutte le grazie, e noi siamo tutte umiliate e prostrate davanti di esso...» (Diario V, 836).
Chi ha orecchi da intendere, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese! (Ap 2, 7.11.29; 3, 6.13.22) e che nel mondo intero risuoni questa bellissima giaculatoria: «Sacro Cuore di Gesù, fa che io ti ami sempre più. Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza dell'anima mia!». 

giovedì 17 agosto 2017

Maria, Nuova Eva, in Ireneo di Lione (II secolo)

Maria e i principi di "ricapitolazione" e "ricircolazione" in Ireneo di Lione. Dalle dispense di A. Gila, PADRI E TRADIZIONE ECCLESIALE DALLE ORIGINI AL VI SECOLO, Marianum, Roma 1999-2000



 Ireneo di Lione 

Tra i Padri del II secolo, Ireneo è sicuramente la personalità di maggior rilievo e il primo teologo nel senso proprio del termine.
Le notizie biografiche che abbiamo di lui sono poche e frammentarie. Nacque sicuramente a Smirne tra il 140 e il 160. Qui conobbe e frequentò il vescovo Policarpo discepolo dell’Apostolo Giovanni. Profondo conoscitore delle Scritture, percorse l’Oriente e l’Occidente per conoscere le tradizioni apostoliche vigenti nelle primitive comunità cristiane. Non conosciamo i motivi per cui lasciò definitivamente l’Asia Minore e si trasferì in Gallia, a Lione. Qui fu ordinato presbitero e venne inviato a Roma quale mediatore in una controversia riguardante il montanismo. Tornato a Lione viene nominato successore del vescovo Potino che nel frattempo era morto martire. Fu scelto nuovamente come mediatore tra il Papa Vittore I e i vescovi asiatici nella controversia riguardante le modalità della celebrazione della Pasqua. La sua morte avvenne presumibilmente intorno al 202. Gregorio di Tours scrisse che Ireneo morì martire, ma non abbiamo conferme su questo dato che questa informazione è del VI secolo e quindi troppo tardiva.
La testimonianza di Ireneo è preziosa e fondamentale dati i suoi contatti con Policarpo e con altre personalità che avevano conosciuto direttamente gli Apostoli. Egli dovette essere quindi ben informato sulla tradizione apostolica che trasmette fedelmente, come appare dai suoi scritti.
Ireneo scrisse diverse opere. La più importante e monumentale è la “ADVERSUS HAERESES” in cinque libri in cui, non soltanto confuta gli errori degli gnostici, ma al loro insegnamento oppone la retta dottrina della Chiesa, di cui offre una sintesi chiara e persuasiva. Altra opera è la “DIMOSTRAZIONE DELLA DOTTRINA APOSTOLICA”.
Circa la sua dottrina mariana, Ireneo riprende il tema di Maria – Nuova Eva inserendolo nella sua visione storico – salvifica della “Ricapitolazione” e della “Ricircolazione”.

 Il principio della Ricapitolazione in Cristo

LA RICAPITOLAZIONE IN CRISTO SECONDO ADAMO
Secondo S. Paolo, il Redentore ha ripreso o “ricapitolato” in se stesso tutte le cose e gli avvenimenti che accaddero dalla prima creazione, riconciliando così tutto con Dio. In questa visuale, la salvezza dell’uomo appare come una seconda creazione, la quale non è altro che una specie di ripetizione della prima. Mediante questa seconda creazione, Dio riabilita il suo piano primitivo di salvezza, frustrato dalla colpa di Adamo; lo riprende e lo riorganizza nella persona del Figlio suo, che diventa per noi il secondo Adamo. E siccome a causa del peccato di un solo uomo tutto il genere umano andò in perdizione, era necessario che questo Figlio si facesse uomo per diventare il capostipite di una nuova umanità e per attuare un piano di salvezza che ricalcasse, ma in modo contrastante le medesime tappe percorse dal primo Adamo nella sua ribellione contro Dio.
Fedele a questa dottrina di S. Paolo, Ireneo mette bene in evidenza i due grandi obiettivi ottenuti dal Cristo nella sua opera redentrice: un risultato negativo, consistente nella distruzione del peccato e della morte che sono le due principali conseguenze della disobbedienza di Adamo; e un risultato positivo, vale a dire la restaurazione dell’intero genere umano secondo l’immagine di Dio, distrutta dal peccato d’origine. Questi due risultati il secondo Adamo li ha ottenuti mediante la sua totale obbedienza al Padre, controbilanciando in tal modo la disobbedienza del primo Adamo e riaprendo vittoriosamente l’antico conflitto contro Satana. Si può dunque dire che nel secondo Adamo tutto è stato rinnovato.

MARIA NUOVA – EVA
E’ sulla base del principio appena esposto che Ireneo spiega, in maniera consequenziale, il ruolo della Vergine nel piano divino della Salvezza, ricorrendo al parallelismo Eva – Maria come aveva fatto con Adamo – Cristo. Ireneo stabilisce un parallelismo perfetto tra le due donne:
- Eva e Maria, pur essendo ambedue sposate, erano ancora vergini;
- Mentre Eva disobbedì causando rovina e morte per sé e per il genere umano, Maria con la sua obbedienza agì come causa di salvezza;
- La disobbedienza di Eva impose all’umanità dei legami di schiavitù spirituale; l’obbedienza di Maria sciolse questi legami, riportando l’uomo alla sua primitiva libertà;
- La disubbidienza di Eva è conseguenza della sua incredulità; l’obbedienza di Maria è frutto della sua fede;
- Come Eva fu sedotta dalla parola dell’angelo decaduto al pnto di fuggire davanti a Dio, avendo trasgredito la sua parola; così Maria ricevette il lieto annuncio per mezzo dell’angelo, cosicché obbedendo alla sua parola riportò Dio dentro di sé;
Con tutto questo Ireneo non soltanto attribuisce a Maria un ruolo all’interno dell’opera della redenzione, ma specifica anche che questo ruolo è strettamente congiunto con l’azione compiuta dal Salvatore, alla stessa maniera in cui Eva ebbe una funzione purtroppo negativa accanto al primo Adamo. Ireneo giunge ad affermare che come Adamo è stato ricapitolato in Cristo, alla stessa stregua Eva è stata ricapitolata in Maria: “Era conveniente e giusto che Adamo fosse ricapitolato in Cristo, affinché la morte fosse assorbita nell’immortalità e che Eva fosse ricapitolata in Maria, affinché la Vergine, divenuta avvocata di un’altra vergine, potesse annullare e distruggere, con la sua verginale obbedienza, la disobbedienza verginale”.


Il principio di Ricircolazione 
Il principio della ricapitolazione viene integrato da Ireneo da un altro principio, quello della “Ricircolazione” che introduce nella teologia di Ireneo una chiara nota storico – salvifica.
Se il principio della “Ricapitolazione” afferma che l’umanità, caduta a causa del suo primo capo Adamo, doveva essere ricondotta a Dio da un altro uomo che fosse il suo secondo capo, cioè il Cristo, il principio della “Ricircolazione” afferma che questo processo di restaurazione compiuto dal Salvatore doveva corrispondere passo a passo, ma su un piano antitetico, alla storia della caduta. Maria rientra quindi in questo principio nuovamente come l’antitipo di Eva. La storia umana è, quindi per Ireneo, un fenomeno unitario, nel quale il Nuovo Testamento non è altro che la continuazione dell’Antico. L’unica economia divina, interrotta da Adamo, al quale Eva fu associata, venne ripresa e portata alla sua completa perfezione dal Cristo, al quale Maria è pure associata. Giustamente Ireneo chiama Maria causa salutis proprio perché antetipo di Eva che fu causa mortis. Tale cooperazione di Maria include non soltanto una cooperazione fisiologica in qualità di madre vergine, ma include anche iniziative di ordine morale e spirituale. La sua obbedienza alla parola di Dio, in antitesi con la disubbidienza di Eva, fu consapevole e volontaria e il suo consenso al piano salvifico ebbe un carattere soteriologico, dal momento che ella sapeva che l’incarnazione del Figlio di Dio avveniva in vista della redenzione dell’umanità.


Conclusione e fonti dell'articolo

Conclusione
Ireneo colpisce per i termini particolarmente forti ed efficaci con cui esprime le proprie convinzioni teologiche. Egli afferma senza ombra di dubbio la presenza attiva ed efficace della Vergine santa nella storia della salvezza e lo fa con straordinaria determinazione. L’influsso della dottrina di Ireneo sugli ulteriori sviluppi della mariologia salta immediatamente agli occhi. La dottrina attuale circa la collaborazione di Maria lla redenzione degli uomini e alla mediazione della grazia divina, ha le sue lontane radici nel sicuro insegnamento del vescovo di Lione.


Fonti
1. Luigi Gambero
Maria nel pensiero dei Padri della ChiesaEdizioni Paoline 1991

2. Angelo Maria Gila
Padri e tradizione ecclesiale dalle origini al VI secolo
Dispense del professore

Marianum, Anno Accademico 1999/2000

giovedì 27 luglio 2017

PRIMI 5 SABATI DEL MESE


La grande promessa del Cuore Immacolato di Maria 

La crisi all’interno della Chiesa è diventata allarmante e la Madonna ultimamente ha chiesto preghiere come mai aveva fatto prima, sia per il Santo Padre, i Vescovi e i Sacerdoti. 
Noi cattolici dobbiamo prepararci a fatti imprevedibili, impensabili per questa generazione ma già avvenuti nei secoli passati. Il momento presente è molto delicato per le lotte intestine all’interno della Chiesa e questo viene sostenuto da diversi Vescovi rimasti fedeli a Gesù e alla Madonna. 
D’altronde, la Chiesa in questi duemila anni ha conosciuto periodi di crisi e confusione paradossali ma mai nei secoli passati si era arrivati ad un punto così critico e pericoloso. Neanche quando Napoleone fece arrestare Papa Pio VII nella notte del 5 luglio 1809 dopo aver fatto aprire con forza il Palazzo del Quirinale e lo fece trasferire prima a Grenoble fino a Savona, la Chiesa è stata così lacerata dalle forze del Male. 
Come ho scritto nel mio libro “La corruzione nella Chiesa”, la Chiesa è e rimane sempre Santa, sono determinati uomini al suo interno a vivere nella corruzione. E la Chiesa non sarà mai sconfitta neanche da tutti i poteri occulti e settari della terra, lo ha assicurato Gesù Cristo: “Le porte degli inferi non prevarranno contro la mia Chiesa” (Mt 16,18). 
Non temiamo per le sorti della Chiesa in quanto Gesù non permetterà mai che i suoi nemici la vincano, ma il momento presente vede un potente attacco teologico per la trasformazione della sana dottrina cattolica, la morale, la liturgia e la manipolazione di gran parte del Vangelo storico di Gesù. 
Noi vogliamo restare fedeli a questo Vangelo, alla Chiesa Santa e al suo Magistero autentico, non accettiamo alcuna teoria modernista né vogliamo essere corresponsabili rimanendo in silenzio dinanzi lo sterminio di anime che si continua a commettere dove si insegnano eresie e aggiornamenti modernisti. 
Ma dobbiamo fare qualcosa in più, dobbiamo dedicare più tempo alle cose di Dio e fare qualche sacrificio per Gesù e Maria, in modo da ricevere molta protezione dallo Spirito Santo. Per non distaccarci dalla vera Fede che la Chiesa trasmette da duemila anni, è necessario proprio lo Spirito di Dio nelle nostre anime, la sua presenza deve sempre più aumentare e diminuire lo spirito umano insieme alle negatività che arrivano dai diavoli. 
Il cammino spirituale che abbiamo intrapreso noi di questa Parrocchia virtuale è quello mariano, ci siamo messi completamente sotto la guida della Madre di Dio ed Avvocata del Cielo.

 Vi spiego prima cosa ha chiesto la Madonna a Suor Lucia di Fatima. 
Dopo le apparizioni del 1917 a Fatima, il 10 dicembre 1925, Suor Lucia fu favorita da un’altra visione della Madonna e il Bambino Gesù, sospesi su una nuvola splendente. La Santissima Vergine le appoggiò la mano sulla spalla e così facendo, le mostrò il suo Cuore circondato di spine, che teneva in mano. 
Nello stesso tempo il Bambino disse: “Abbi pietà del Cuore della tua Santissima Madre, coperto di spine, con le quali viene trafitto continuamente dall’ingratitudine degli uomini e non c’è nessuno che fa un atto di riparazione per toglierle”.

 La Madonna, durante l’apparizione a Fatima del 13 giugno 1917, tra le altre cose, disse alla veggente Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. 
Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna! 
Lucia racconta: «“Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine”.
 In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strappargliele”. 
E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, con le quali gli uomini ingrati mi trafiggono ogni momento con le loro bestemmie ed ingratitudini. 
Almeno tu cerca di consolarmi e riferisci che Io prometto di assistere nell’ora della morte, 
con Grazie necessarie per la salvezza, tutti quelli che,
 il Primo Sabato di cinque mesi consecutivi,
 * si confesseranno, 
* riceveranno la Santa Comunione, 
* reciteranno una Corona del Santo Rosario, 
* e mi terranno compagnia per quindici minuti meditando i venti misteri del Rosario, con l’intenzione di farmi riparazione”». 
È questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù

Suor Lucia, in una successiva visita, espose a Gesù le difficoltà di alcune persone di confessarsi il sabato. Gesù rispose che uno può anche confessarsi entro otto giorni o più purché quando essi ricevono la Santa Comunione, siano in stato di Grazia ed abbiano l’intenzione di fare riparazione al Cuore Immacolato di MariaEssi comunque devono confessarsi al più presto possibile». 

Per ottenere la promessa del Cuore di Maria, quindi, si richiedono le seguenti condizioni:
1 - Confessione. Fatta entro gli otto giorni precedenti il Primo Sabato del mese, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione di dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
 2 - Comunione nel Primo Sabato del mese. Fatta in Grazia di Dio con la stessa intenzione della Confessione. La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo. 
3 - Recitare la corona del Rosario, almeno la quarta parte, con la stessa intenzione della Confessione, il Primo Sabato del mese. 
4 - Meditazione. Per un quarto d’ora fare compagnia alla Santissima Vergine il Primo Sabato del mese meditando sui misteri del Rosario. 
Un confessore di Suor Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria”: 
1 - Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione. 
2 - Contro la sua Verginità. 
3 - Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini. 
4 - L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata. 
5 - L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.

 Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria 

O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà, 
mostra il Tuo amore verso di noi. 
La fiamma del Tuo Cuore, o Maria, 
scenda su tutti gli uomini. 
Noi ti amiamo tanto.
 Imprimi nei nostri cuori il vero amore, 
così da avere un continuo desiderio di te. 
O Maria, umile e mite di Cuore,
 ricordati di noi quando siamo nel peccato. 
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
 Donaci per mezzo del tuo Cuore Immacolato la salute spirituale. Fa che sempre possiamo guardare 
alla bontà del Tuo Cuore materno 
e che ci convertiamo
 per mezzo della fiamma del tuo Cuore. Amen. 

(Dettata dalla Madonna a Jelena Vasilj di Medjugorje il 28 novembre 1983


NOTA : Scrivo questa nota per mettere in evidenza che questa sera mentre scrivevo questo post, Gesù è venuto a ricordarmi e a precisare (arrabiattissimo) che dobbiamo avere l’intenzione di fare riparazione al Cuore Immacolato di Maria, per le cinque offese dirette al suo Cuore Immacolato, come sopra vengono elencate. Quindi fratelli quando nel web, o in qualunque altro luogo sentiamo oltraggiare la santità di Maria S.S. con bestemmie tipo quelle che propagano gli eretici e i protestanti, dicendo che Maria non è sempre vergine perchè ha avuto altri figli, oppure si rifiutano di credere che è la nostra Madre santissima, corriamo subito a riparare queste bestemmie e offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.... così anticiperemo l'era di pace tanto sospirata... 

martedì 25 luglio 2017

La Madonna del Carmelo, la “nuvoletta che sale dal mare”

Perchè la Madonna è la nuvoletta che pone fine alla siccità

La Madonna anche allora comparve in un periodo di crisi enorme, come sta succedendo oggi. 

«Una piccola nube, non più grande del palmo di una mano, salì dal mare. E subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento. La pioggia cadde a dirotto. E la siccità finì». A narrarlo è il I Libro dei Re (18, 44).

Mistici ed esegeti, agli albori del cristianesimo, interpretarono quella “piccola nube” come l’immagine profetica della Madonna che, con la nascita di Gesù, avrebbe dato vita e fecondità al mondo.

Il primo libro dei Re, dedicato per la maggior parte al profeta Elia, narra che il Signore di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, dopo tre anni di siccità che aveva devastato Israele, aveva fatto cadere una copiosa pioggia,  annunciata proprio da quella “piccola nube” che era salita dal mare. Nonostante che Acab, l’empio re d’Israele, lo avesse rinnegato in favore del dio Baal, definito il “padrone del mondo” assetato di sacrifici umani.


Perché il miracolo potesse compiersi, il Signore aveva chiamato a sé Elia, uno dei pochi ad essergli rimasto fedele nonostante la feroce persecuzione del re. La maggior parte dei profeti, infatti, aveva seguito Baal sull’esempio di Acab e della sua regina Gezabele.

Sarà quindi Elia a mettere alla prova il re e il popolo, chiedendo di pregare la loro divinità per ottenere la tanto sospirata pioggia. Invocato per un intero giorno Baal con numerosi riti propiziatori, questi non s’era palesato. Ma non appena Elia aveva pregato il Dio d’Israele, aveva cominciato a piovere. E tanto.

Il testo sacro racconta anche che il primo a vedere la salvifica nuvoletta era stato il servo di Elia salito sul Monte Carmelo per osservare dall’alto il mare. E proprio da lassù il giovane aveva visto la piccola nube che annunciava pioggia.  Tutto questo accadeva 850 anni prima della venuta di Gesù.

                         cONOSCERE LA MADONNA CON DON ALFREDO MARIA MORSELLI. 

Il Carmelo – che significa “giardino di Dio” –  s’innalza in Samaria, a trenta chilometri da Nazareth ed è uno dei luoghi più belli della Palestina. Quando lo sposo del Cantico dei Cantici (7,5) vuole esprimere la bellezza della sua sposa dice: «Caput tuum ut Carmelus», «la tua testa è bella come il Carmelo».

Isaia, per rappresentare lo splendore del futuro Messia, lo dipinge rivestito di tutte le bellezze del Carmelo, sede di giustizia e di santità. Sempre Isaia afferma: «Datus est ei decor Carmeli» (Is 35, 2). «La bellezza del Carmelo le è stata data…». E anche in questo caso, termine di quella bellezza, secondo gli antichi Padri, era la Madonna.

Sul Carmelo, Elia, perseguitato dall’eterno nemico Acab, si era nascosto in una grotta per dedicarsi alla preghiera. Attorno  a quella grotta, prima e dopo di lui – come Maria anche Elia fu assunto in cielo in anima e in corpo – ,  si riuniranno eremiti ispirati a quel grande profeta che aveva letteralmente salvato Israele dall’ira di Dio provocata dal suo tradimento.

Col passare dei secoli, a salire sul Carmelo saranno molti eremiti cristiani, assumendo come loro ispiratore proprio il profeta Isaia. Figura che sempre di più sarà legata, per i cristiani, alla Vergine Maria, proprio in virtù dell’identificazione della Madre di Gesù con la nuvoletta salvifica citata nel libro dei Re.

Già nel V secolo d. C. Crisippo, prete di Gerusalemme, così saluta la Vergine Maria: «Ave nuvola della pioggia che offre bevanda alle anime dei santi». Con l’eremitismo del secolo XII, il Carmelo diviene un luogo di culto verso la madre di Gesù.

Un libro di pellegrini, scritto verso il 1220, testimonia: «Sul monte Carmelo vi è un luogo delizioso, in cui vivono eremiti latini, che si chiamano frati del Carmelo. Vi è una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine».

Col trascorrere del tempo, quegli eremiti assunsero il nome ufficiale di Frati della Beata Vergine del Monte Carmelo, i quali sono chiamati a seguire le orme spirituali della Vergine professandone il culto. E il Carmelo divenne così il monte di Maria. Nel secolo XVII vi sorse il santuario di Nostra Signora del Carmelo con il grande convento dei Carmelitani.

La Chiesa, nel corso dei secoli, ha dimostrato di apprezzare l’interpretazione “mariana” del testo dell’Antico Testamento, aggiungendo ai gloriosi titoli della santissima vergine Maria quella di Madonna del Monte Carmelo.

In un ampio compendio sulle grazie elargite dalla Vergine Maria, redatto nel 1727, il carmelitano Daniele Della Vergine scrive: «Elia arse d’amore per Maria […] Tutto quello che Elia possiede, tutto ciò che gli si riconosce in proprio viene da Maria, ed è per Maria che egli lo ritiene».

Oggi, alla Madonna del Carmine, come è anche chiamata, sono dedicate chiese sparse in tutto il mondo e la sua devozione è diffusa ben oltre l’ordine dei carmelitani e delle carmelitane, tanto che la festa del Carmelo è stata inserita nel Calendario liturgico generale. Carmelitani furono santa Teresa d’Avilasan Giovanni della Croce e santa Teresina del Bambin Gesù, per citare i santi più noti.

La festa è stata fissata il 16 luglio, giorno in cui nel 1251, la Madonna con il Bambino in braccio apparve al primo padre generale dell’Ordine del Carmelo, Simone Stock, al quale consegnò lo scapolare, detto popolarmente “l’abitino della Madonna” che formava allora parte dell’abito religioso (anche se originariamente era stato un vestito di lavoro che usavano i servi e gli artigiani).

Lo scapolare era stato recato in dono dalla Madonna in risposta alla preghiera dello Stock, angustiato da problemi legati all’Ordine. Ecco la promessa che accompagnava quel dono: «Questo è un privilegio per te e per tutti i tuoi: chi morirà portandolo, non soffrirà il fuoco eterno».  Nel corso del tempo, il privilegio dello scapolare fu esteso a tutti i cristiani che avessero voluto praticare la pia devozione.

«Il Carmelo è totalmente mariano» ebbe a dire papa Leone XIII. San Pio X ha reso questa interpretazione propria del supremo magistero ecclesiastico, e così leggiamo, nell’Enciclica Ad diem illum laetissimum: «Ma dato che è piaciuto all’eterna Provvidenza del Signore che l’Uomo-Dio ci sia stato dato per il tramite di Maria e poiché questa avendolo ricevuto dalla feconda virtù dello Spirito Santo l’ha portato realmente nel suo seno, non ci rimane che ricevere Gesù dalle mani di Maria».

«Così noi vediamo nelle sante scritture, che ogni volta che ci è profetizzata la grazia che ci deve giungere, quasi sempre il Salvatore degli uomini vi appare insieme alla sua santissima Madre […] Maria è oggetto del pensiero di Elia, che vede la piccola nube che sale dal mare. E senza aggiungere altro, noi troviamo sempre Maria dopo Cristo nella legge, nella verità delle immagini e delle profezie».

E visto che la Madre di Nostro Signore non fa nulla a caso, è evidente il legame che intercorre tra la Madonna del Carmelo e le apparizioni di Fatima e di Lourdes. La Vergine apparve sei volte ai tre pastorelli: in cinque di queste indossava un abito bianco bordato d’oro. Salvo in quella relativa al miracolo del sole: in questo caso portava l’abito carmelitano con la rappresentazione dei misteri del Rosario.

Né va dimenticato poi che l’ultima apparizione della Madonna di Lourdes a Bernadette Soubirous avvenne esattamente il 16 luglio del 1858, festa di Nostra Signora del Carmelo.

mercoledì 12 luglio 2017

Valtorta - L'ALBERO DELLA VITA



Giovanni Segantini. "L'Angelo della Vita" 

583.9-a Amatevi e amatemi in Maria. Non fallirete mai, perché Ella è l'Albero della Vita, la vivente Arca di Dio, la Forma di Dio in cui la Sapienza si fece una Sede e la Grazia si fece Carne.


583.14-a Vi lascerò una casa mia: la mia Chiesa. La mia parola: la Buona Novella. Il mio amore abiterà nei vostri cuori. E infine vi lascerò un dono più grande, che vi nutrirà di Me e farà, non solo spiritualmente, che Io sia fra voi e in voi. Lo farò per darvi conforto e forza.


584.4-a Beati quelli che sanno imitare il secondo lume e non carbonizzarsi, ma salire al Cielo con l'ultimo palpito del loro costante amore.

sabato 8 luglio 2017

VALTORTA - La Verginità della Vergine!

Dio, Padre Creatore, aveva creato l'uomo e la donna con una legge d'amore tanto perfetta che voi non ne potete più nemmeno comprendere le perfezioni. E vi smarrite nel pensare a come sarebbe venuta la specie se l'uomo non l'avesse ottenuta con l'insegnamento di Satana. 

Guardate le piante da frutto e da seme. Ottengono seme e frutto mediante fornicazione, mediante una fecondazione su cento coniugi? No. Dal fiore maschio esce il polline e, guidato da un complesso di leggi meteoriche e magnetiche, va all'ovario del fiore femmina. Questo si apre e lo riceve e produce. Non si sporca e lo rifiuta poi, come voi fate, per gustare il giorno dopo la stessa sensazione. Produce, e sino alla nuova stagione non si infiora, e quando s'infiora è per riprodurre. 

Guardate gli animali. Tutti. Avete mai visto un animale maschio ed uno femmina andare l'un verso l'altro per sterile abbraccio e lascivo commercio? No. Da vicino o da lontano, volando, strisciando, balzando o correndo, essi vanno, quando è l'ora, al rito fecondativo, né vi si sottraggono fermandosi al godimento, ma vanno oltre, alle conseguenze serie e sante della prole, unico scopo che nell'uomo, semidio per l'origine di Grazia che Io ho resa intera, dovrebbe fare accettare l'animalità dell'atto, necessario da quando siete discesi di un grado verso l'animale. 

Voi non fate come le piante e gli animali. Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie senz'anima ragionevole e spirituale. 

All'uomo e alla donna, depravati da Satana, Dio volle opporre l'Uomo nato da Donna soprasublimata da Dio, al punto di generare senza aver conosciuto uomo:
Fiore che genera Fiore senza bisogno di seme, ma per unico bacio del Sole sul calice inviolato del Giglio-Maria. La rivincita di Dio! Fischia, o Satana, il tuo livore mentre Ella nasce. Questa Pargola ti ha vinto! Prima che tu fossi il Ribelle, il Tortuoso, il Corruttore, eri già il Vinto, e Lei è la tua Vincitrice. Mille eserciti schierati nulla possono contro la tua potenza, cadono le armi degli uomini contro le tue scaglie, o Perenne, e non vi è vento che valga a disperdere il lezzo del tuo fiato. Eppure questo calcagno d'infante, che è tanto roseo da parere l'interno di una camelia rosata, che è tanto liscio e morbido che la seta è aspra al paragone, che è tanto piccino che potrebbe entrare nel calice di un tulipano e farsi di quel raso vegetale una scarpina, ecco che ti preme senza paura, ecco che ti confina nel tuo antro. Eppure ecco che il suo vagito ti fa volgere in fuga, tu che non hai paura degli eserciti, e il suo alito purifica il mondo dal tuo fetore. Sei vinto. Il suo nome, il suo sguardo, la sua purezza sono lancia, folgore e pietrone che ti trafiggono, che ti abbattono, che ti imprigionano nella tua tana d'Inferno, o Maledetto, che hai tolto a Dio la gioia d'esser Padre di tutti gli uomini creati! Inutilmente ormai li hai corrotti, questi che erano stati creati innocenti, portandoli a conoscere e a concepire attraverso a sinuosità di lussuria, privando Dio, nella creatura sua diletta, di essere l'elargitore dei figli secondo regole che, se fossero state rispettate, avrebbero mantenuto sulla terra un equilibrio fra i sessi e le razze, atto ad evitare guerre fra popoli e sventure fra famiglie. 

15 Ubbidendo, avrebbero pur conosciuto l'amore. Anzi, solo ubbidendo avrebbero conosciuto l'amore e l'avrebbero avuto. Un possesso pieno e tranquillo di questa emanazione di Dio, che dal soprannaturale scende all'inferiore, perché anche la carne ne giubili santamente, essa che è congiunta allo spirito e creata dallo Stesso che le creò lo spirito. Ora il vostro amore, o uomini, i vostri amori, che sono? O libidine vestita da amore. O paura insanabile di perdere l'amore del coniuge per libidine sua e di altri. 
Non siete mai più sicuri del possesso del cuore dello sposo o della sposa, da quando libidine è nel mondo. E tremate e piangete e divenite folli di gelosia, assassini talora per vendicare un tradimento, disperati talaltra, abulici in certi casi, dementi in altri. Ecco che hai fatto, Satana, ai figli di Dio. Questi, che hai corrotti, avrebbero conosciuto la gioia di aver figli senza avere il dolore, la gioia d'esser nati senza paura del morire. 

Ma ora sei vinto in una Donna e per la Donna. D'ora innanzi chi l'amerà tornerà ad esser di Dio, superando le tue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza. D'ora innanzi, non potendo concepire senza dolore, le madri avranno Lei per conforto. D'ora innanzi l'avranno le spose a guida e i morenti a madre, per cui dolce sarà il morire su quel seno che è scudo contro te, Maledetto, e contro il giudizio di Dio. 

Maria (Valtorta), piccola voce, hai visto la nascita del Figlio della Vergine e la nascita al Cielo della Vergine. Hai visto perciò che ai senza colpa è sconosciuta la pena del dare alla vita e la pena del darsi alla morte. Ma se alla superinnocente Madre di Dio fu riserbata la perfezione dei celesti doni, a tutti, che nei Primi fossero rimasti innocenti e figli di Dio, sarebbe venuto il generare senza doglie, come era giusto per aver saputo congiungersi e concepire senza lussuria, e il morire senza affanno. La sublime rivincita di Dio sulla vendetta di Satana è stata il portare la perfezione della creatura diletta ad una superperfezione, che annullasse almeno in una ogni ricordo di umanità, suscettibile al veleno di Satana, per cui non da casto abbraccio d'uomo ma da divino amplesso, che fa trascolorare lo spirito nell'estasi del Fuoco, sarebbe venuto il Figlio. 
La Verginità della Vergine!...
Vieni. Medita questa verginità profonda, che dà nel contemplarla vertigini d'abisso! Cosa è la povera verginità forzata della donna che nessun uomo ha sposato? Meno che nulla. Cosa la verginità di quella che volle esser vergine per esser di Dio, ma sa esserlo solo nel corpo e non nello spirito, nel quale lascia entrare tanti estranei pensieri, e carezza e accetta carezze di umani pensieri? Comincia ad essere una larva di verginità. Ma ben poco ancora. Cosa è la verginità di una claustrata che vive solo di Dio? Molto. Ma sempre non è perfetta verginità rispetto a quella della Madre mia. Un coniugio vi è sempre stato, anche nel più santo. Quello di origine fra lo spirito e la Colpa. Quello che solo il Battesimo scioglie. Scioglie, ma, come di donna separata da morte dello sposo, non rende verginità totale quale era quella dei Primi avanti il Peccato. Una cicatrice resta e duole, facendo ricordare di sé, ed è sempre pronta a rifiorire in piaga, come certi morbi che periodicamente i loro virus acutizzano. 
Nella Vergine non vi è questo segno di disciolto coniugio con la Colpa. La sua anima appare bella e intatta come quando il Padre la pensò adunando in Lei tutte le grazie. È la Vergine. È l'Unica. È la Perfetta. È la Completa. Pensata tale. Generata tale. Rimasta tale. Incoronata tale. Eternamente tale. È la Vergine. È l'abisso della intangibilità, della purezza, della grazia, che si perde nell'Abisso da cui è scaturito: in Dio, Intangibilità, Purezza, Grazia perfettissime. Ecco la rivincita del Dio trino ed uno. Contro alle creature profanate Egli alza questa Stella di perfezione. Contro la curiosità malsana, questa Schiva, paga solo di amare Dio. 
Contro la scienza del male, questa sublime Ignorante. In Lei non è solo ignoranza dell'amore avvilito; non è solo ignoranza dell'amore che Dio aveva dato agli uomini sposi. Ma più ancora. In Lei è l'ignoranza dei fomiti, eredità del Peccato. In Lei vi è solo la sapienza gelida e incandescente dell'Amore divino. Fuoco che corazza di ghiaccio la carne, perché sia specchio trasparente all'altare dove un Dio si sposa con una Vergine, e non si avvilisce, perché la sua Perfezione abbraccia Quella che, come si conviene a sposa, è di solo un punto inferiore allo Sposo, a Lui soggetta perché Donna, ma senza macchia come Egli è».

domenica 2 luglio 2017

L'apocalisse spiegata dalla Madonna: l'Angelo del primo flagello

 Apocalisse 16

[1]Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio». [2]Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.
                                             
                                                       GIUGNO 2010
Nell’anno sacerdotale vogliamo pubblicare qualche scritto di Don Stefano Gobbi, fondatore del “Movimento Sacerdotale Mariano”, preso dalla raccolta delle sue locuzioni interiori “Ai figli prediletti della Madonna”, che ci faccia capire i segni del nostro tempo.
Dongo (Corno), 13 ottobre 1989
Anniversario ultima apparizione di Fatima

L'Angelo del primo flagello.

            Ricordate oggi la mia ultima apparizione, avvenuta a Fatima il 13 ottobre 1917, convalidata dal miracolo del sole.
            Guardate sempre più alla Donna vestita di sole, che ha il compito di preparare la Chiesa e l'umanità alla venuta del giorno del Signore.
            I tempi della battaglia decisiva sono giunti.
            È scesa sul mondo l'ora della grande tribolazione, perché gli Angeli del Signore sono inviati, con i loro flagellia castigare la terra.
            Quante volte vi ho invitati a camminare sulla strada della mortificazione dei sensi, del dominio delle passioni, della modestia, del buon esempio, della purezza e della santità. Ma l'umanità non ha accolto il mio invito ed ha continuato a disubbidire al sesto comandamento della Legge del Signore che prescrive di non commettere atti impuri. Anzi si è voluto esaltare tale trasgressione e proporla come la conquista di un valore umano ed un modo nuovo di esercitare la propria personale libertà.
            Così oggi si è arrivati a legittimare come buoni tutti i peccati di impurità.
            Si è cominciato a corrompere le coscienze dei fanciulli e dei giovani, portandoli alla convinzione che gli atti impuri commessi da soli non sono più peccati; che i rapporti avuti prima del matrimonio fra fidanzati sono leciti e buoni; che le famiglie possono comportarsi liberamente e ricorrere anche ai mezzi per impedire la nascita.
            Si è giunti alla giustificazione ed all'esaltazione degli atti impuri contro natura e persino a proporre delle leggi che parificano alla famiglia la convivenza di omosessuali.
            Mai come oggi l'immoralità, l'impurità e l'oscenità sono continuamente propagandate, attraverso la stampa e tutti i mezzi di comunicazione sociale.
            Soprattutto la televisione è diventata il perverso strumento di un quotidiano bombardamento di immagini oscene, dirette a corrompere la purezza della mente edel cuore di tutti.
            I locali di divertimento, in particolare i cinema e le discoteche, sono diventati luoghi di pubblica profanazione della propria dignità umana e cristiana.
            È il tempo in cui il Signore nostro Dio viene continuamente e pubblicamente offeso con i peccati della carne.
            Già la divina Scrittura ha ammonito che chi pecca per mezzo della carne, nella stessa carne trova la sua giusta punizione.
            È così giunto il tempo in cui l'Angelo del primo flagello passa sul mondo, perché sia castigato secondo il volere di Dio.
            - L'Angelo del primo flagello incide nella carne di coloro che si sono lasciati segnare dal marchio del mostro sulla fronte e sulla mano ed hanno adorato la sua immagine, una piaga dolorosa e maligna, che fa gridare di disperazione coloro che ne sono colpiti.
            Questa piaga rappresenta i dolori fisici che colpiscono il corpo a causa di malattie gravi ed inguaribili.
            La piaga dolorosa e maligna è un flagello per tutta l’umanità, oggi tanto pervertita, che ha costruito una civiltà atea, materialista e fa della ricerca del piacere lo scopo supremo del vivere umano.
            Alcuni miei poveri figli ne sono colpiti a causa dei loro peccati impuri e dei loro disordini morali e portano in se stessi il peso del male che hanno compiuto.
            Altri invece vengono colpiti, anche se sono buoni e innocenti; allora la loro sofferenza serve alla salvezza di molti cattivi, a motivo della solidarietà che tutti vi unisce.
  • Il primo flagello sono i tumori maligni ed ogni specie di cancro, contro cui la scienza nulla può fare, nonostante il suo progresso in ogni settore, malattie che sempre più si diffondono e colpiscono il corpo umano, devastandolo di piaghe dolorosissime e maligne.
            Figli miei prediletti, pensate alla diffusione di queste malattie inguaribili in ogni parte del mondo ed ai milioni di morti che esse fanno.
  • Il primo flagello è la nuova malattia dell’A.I.D.S., che colpisce soprattutto i miei poveri figli vittime della droga, dei vizi e dei peccati impuri contro natura.
La vostra mamma Celeste vuole essere per tutti di aiuto, sostegno, conforto, speranza, in questi tempi in cui l’umanità è colpita da questo primo flagello.
Per questo vi invito a camminare sulla strada del digiuno, della mortificazione e della penitenza.
Ai fanciulli domando che crescano nella virtù della purezza e in questo difficile cammino siano aiutati dai genitori e dagli educatori.
Ai giovani domando che si formino al dominio delle passioni con la preghiera e con la vita di unione con me, e che rinuncino ad andare ai cinema ed alle discoteche, ove c’è il grave e continuo pericolo di offendere questa virtù che è tanto cara al mio Cuore Immacolato.
Ai fidanzati chiedo che si astengano da ogni rapporto prima del matrimonio.
Alle famiglie cristiane chiedo che si formino all’esercizio della castità coniugale e non usino mai mezzi artificiali per impedire la vita, secondo l’insegnamento di Cristo, che la Chiesa ancora oggi propone con illuminata sapienza.
Questo desidero dai Sacerdoti la scrupolosa osservanza del celibato e dai Religiosi la pratica fedele ed austera del loro voto di castità.
Ai miei poveri figli, colpiti dal primo flagello della piaga dolorosa e maligna, io mi presento come Mamma misericordiosa, che solleva e conforta, che porta alla speranza e alla pace.
Ad essi chiedo che offrano le loro sofferenze in spirito di riparazione, di purificazione e di santificazione.
Soprattutto per loro il mio Cuore Immacolato diventa il più accogliente rifugio e la strada sicura che li porta al Dio della salvezza e della gioia.
In questo mio celeste giardino tutti saranno consolati ed incoraggiati, mentre io stessa mi prendo amorevolmente cura per dare sollievo nella sofferenza e, se è nella volontà del Signore, offrire il dono della guarigione.
Pertanto in questi tempi in cui l’umanità viene colpita dal primo flagello, vi invito tutti a guardare a me, vostra Mamma Celeste, per essere confortati e aiutati.