martedì 18 giugno 2019

Gesù l'Adamo novello

QUADERNI DAL 1945 AL 1950 CAPITOLO 569


1 giugno 1946                              

   Stavo ordinando le mie preghiere del mese di giugno ed ero incerta se far precedere quella allo Spirito Santo o quella al Sacro Cuore. Con una beatificante ondata di pace si precipita su me lo Spirito Paraclito dicendomi:
   «Puoi mettere l'orazione a Me in testa ad ogni altra, senza timore di offendere il Cuore amoroso e divino.
   Quel Cuore è perché Io l'ho formato. Io, l'Amore, sono il generatore dell'Umanità Ss. del Verbo, e il suo Cuore è l'amor degli amori dello stesso Amore divino, è l'Anima più ardente del trino Fuoco. In esso Cuore è il Padre, il Verbo e lo Spirito, ma lo Spirito, essendo ciò che forma un Uno delle e con le due prime Persone e con Esse compie la Triade Ss., è l'Ospite eletto del Cuore amorosissimo. Tutto Dio si compiace in quel Cuore e vi abita. Ché, se è detto che voi siete templi dello Spirito Santo e si suppone, dalla limitatezza umana, che il trono allo Spirito sia nell'organo generatore della vita e suscitatore degli affetti, quale trono, in quel tempio più sacro di qual che si sia tempio, o costrutto dall'uomo o dall'uomo generato, avrò mai più bello, più santo, più sacro, più mio di questo?
   Il Cuore di Gesù Cristo! Formato dai fuochi della Carità e dai gigli della Purissima! Se gli uomini sapessero capire ciò che è il Cuore di Cristo! Ma appena i Serafini possono penetrare nell'incandescenza di questa perfezione di amore che è il Cuore di DioPerfezione della Perfezione. Pensa, anima mia. Dio, l'Incorporeo, l'Eterno, che si orna dell'organo perfetto nella perfetta creazione dell'uomo e in esso vi rinchiude tutto il Paradiso perché sia testimonio dell'annichilimento sublime del Verbo e si perfezioni nella Carità. Se gli angeli potessero svelare i misteri del Cielo, vi direbbero che alla evangelizzazione della Terra col Cristo docente corrispose la grande lezione data a tutti i celesti cori di come si raggiunge l'amore perfetto: annichilendosi un Dio sino alla morte per amore di Dio e degli uomini.
  Santo, tre volte santo Cuore del Cristo, raggiante Sole in cui si affissano tutte le luci del Cielo, glorificazione della materia che ha meritato di condividere la gloria dell'anima perché nella Carità, nella Fortezza, Giustizia, Temperanza e nell'Ubbidienza ha raggiunto la Perfezione. Perché, ricordatelo tutti, o figli carissimi della Sapienza, il Cristo era Carne ed Anima come ogni uomo e, per un decreto imperscrutabile, benché senza macchia, dovette conoscere tentazione. Era l'Uomo. Era l'Adamo novello. Doveva mostrare come avrebbe dovuto agire il primo per possedere la gloria senza aver conosciuto il tormento, e come era possibile avere gloria senza avere tormento solo col fare eroicamente la volontà del Creatore. E il Cristo ha mostrato questo. E poi ha sofferto ed è morto per riparare a ciò che Adamo aveva commesso. E tutto – ubbidienza, resistenza alle tentazioni, buona volontà, generosità, perdono, sapienza, sacrificio – sono scaturiti dal Cuore che ora palpita in Cielo, e per voi, per te, per tutti coloro che hanno compreso l'Amore.
   Dio è Carità. Il Cuore di Gesù-Dio è il trono della Carità-Dio.»

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Analizzando questo testo, possiamo finalmente capire come stanno realmente le cose. Cosa sia l'anima che è creata e cosa sia lo Spirito che è increato (le due nature, umana e divina). 
Gesù era uomo come Maria, con un anima creata dal Padre. Gesù aveva nell'anima lo spirito increato del Padre (una parte dello spirito del Padre chiamato Figlio, si è incarnato nell'anima creata di Gesù). Maria allo stesso modo aveva un'anima creata dal Padre e lo spirito increato dello Spirito santo, generata dalla Carità/Spirito santo, Madre increata. (Approvato da Maria )
Daltronde non esiste nessun testo che comprovi l'esistenza e le imprese del Verbo, in nessun libro e in nessuna cultura che non sia la chiesa cattolica.
"la grande lezione data a tutti i celesti cori di come si raggiunge l'amore perfetto: annichilendosi un Dio sino alla morte per amore di Dio e degli uomini"-     
 è quello che gli angeli non hanno mai visto e neppure noi uomini mai lo vedemmo. Intanto un Dio non può morire, perchè se fosse Dio sarebbe eterno; lo Spirito Santo infatti è sostanza divina e non può morire. 
"Quindi il Verbo non era sostanza divina, era soltanto il pensiero del Padre che avrebbe preso carne nel tempo da Maria e quindi prese lo spirito trinitario come lo prese Maria. " (Approvato da Maria SS)
Dunque il verbo era in principio un pensiero eterno ma creato nel tempo a suo tempo che una volta creato/generato diventerà il Figlio.  Ma il Figlio dovrà poi diventare il Cristo per avere le caratteristiche di figliolanza divina. (approvato dal Padre
In questo diventare il Cristo Gesù dovette vincere tutte le tentazioni, e perfino la morte, perchè la morte si vince senza averne paura. Poi dovette perfezionare la temperanza e la giustizia, due virtù cardinali che appunto incardinano a Dio, esercitando l'ubbidienza che « è l'unica virtù che unisce a sé le altre virtù e che le custodisce e le conserva», dice sant'Antonio.  
La fortezza
 è una virtù che assicura, nelle difficoltà, la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Viene anche indicata come coraggio.


Il Cristo, chi è il Cristo? Gesù è il primo Cristo, ma anche Maria è Cristo e anche noi infine sulle orme di Gesù e Maria dovremmo sacrificarci per raggiungere appunto queste caratteristiche di figliolanza divina che ci sono richieste dal nostro Creatore per raggiungere la nostra eredità in cielo. 


Ora il Dio-Verbo si doveva perfezionare nella  "Carità, nella Fortezza, Giustizia, Temperanza e nell'Ubbidienza " aveva certamente questa natura divina (che anche noi abbiamo), quindi l'unica differenza con Maria è 

I sette doni dello Spirito Santo
  • sapienza;
  • intelletto;
  • consiglio;
  • fortezza;
  • scienza;
  • pietà;
  • timore di Dio.

L'obbedienza è l'unica virtù che unisce a sé le altre virtù e che le custodisce e le conserva», dice sant'Antonio. 

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