domenica 22 gennaio 2017

Il "principio mariano" nella Chiesa "Roveto ardente"


"Avvicinarsi alla Vergine Maria è come avvicinarsi a una terra santa e raggiungere il Cielo".
  

Rileggendo il libro di Gianfranco Ravasi: "L’albero di Maria - Trentun "icone" bibliche mariane, sono rimasto come folgorato dalle affermazioni del Patriarca di Antiochia Severo, del VI secolo.
Questi, dopo di aver detto che "il grembo di Maria è come il roveto nel quale discende il fuoco teofanico e nel quale Jhawh si rende presente e sperimentabile a Mosè", così soggiunge:" Quando volgo lo sguardo alla Vergine Madre di Dio e tento di abbozzare un semplice pensiero su di lei, fin dall’inizio mi sembra di udire una voce che viene da Dio e che mi grida all’orecchio: ‘Non accostarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è terra santa!’ […]. Avvicinarsi a lei è come avvicinarsi a una terra santa e raggiungere il Cielo".
Maria suscita, forma e incorona i santi
"Certo – osserva quasi a commento Gianfranco Ravasi –, come dirà Ambrogio: ‘Maria non è il Dio del tempio ma il tempio di Dio’. Perciò noi dobbiamo, come Mosè, avvicinarci a lei a piedi scalzi perché nel suo grembo è Dio che si rivela e lo fa nel modo più vicino e trasparente, rivestendo la carne dell’uomo" [cfr. ivi, pp.32-33].
Così è di chiunque volga lo sguardo alla Vergine Madre di Dio. Ella non è solo il capolavoro dell’Altissimo da contemplare. Di lei è vero ciò che la tradizione orientale afferma dell’icona: di fronte ad essa lo spettatore, teologo, artista o semplice fedele che sia, non è chiamato semplicemente ad osservare, ma a pregare, ad imitare.
Madre di Dio "Roveto ardente" - Monastero Solovki, Museo di Kolomenskoe, Mosca [XVI secolo].
Madre di Dio "Roveto ardente" – Monastero Solovki,
 Museo di Kolomenskoe, Mosca [XVI secolo].



"Guai alla scienza che non si traduce in amore", avvertiva Bossuet. E già prima di lui, l’apostolo Giacomo faceva notare: "Tu credi che c’è un Dio solo? Fai beneanche i demoni lo credono e tremano. Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore ?" (Gc 2, 19-20).
La devozione a Maria dev’essere, dunque, devozione vera: devozione che abbia le note caratteristiche descritte dal Montfort nel suo Trattato della vera devozione: che sia, cioè, interiore, tenera, santa, costante e disinteressata. Siffatta devozione a Maria occorre chiederla in dono allo Spirito Santo. Ce ne avverte ripetutamente e decisamente lo stesso Santo di Montfort che così scrive: "Prima di inoltrarti nella lettura del mio scritto [Il segreto di Maria], trattieni un attimo la tua ansia istintiva di conoscere la verità. In ginocchio ripeti con fiducia gli inni "Ave, stella del mare" e "Vieni, Spirito creatore" per chiedere a Dio la grazia di comprendere e gustare questo divino mistero".

Di qui la fervida preghiera del Montfort allo Spirito Santo: "Spirito Santo, pianta in me l’albero della vera vita, che è Maria. Irrigalo e coltivalo perché cresca, fiorisca e produca abbondanti frutti di vita. Spirito Santo, rendimi profondamente devoto e ben disposto verso la tua divina sposa Maria. Rendimi fiducioso nel suo amore materno e pronto nel ricorrere alla sua misericordia. Con la sua collaborazione forma in me Gesù Cristo vivente, grande e forte, maturo e perfetto nella sua età" (SM 67).
E nel Trattato della vera devozione il Montfort invita a chiedere allo Spirito Santo "la grazia insigne" della vera devozione a Maria. "Quanto è difficile - osserva -, per dei peccatori come noi siamo, avere il permesso, la capacità e la luce per entrare in questo luogo [Maria] così alto e così santo, custodito non da un Cherubino, come l’antico Paradiso terrestre, ma dallo Spirito Santo stesso, che ne è divenuto padrone assoluto, e dice di lei: Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata’ (Ct 4,12).

Maria è chiusa; Maria è sigillata; i miseri figli di Adamo e di Eva, cacciati dal Paradiso terrestre, non possono entrare in esso, se non per una grazia speciale dello Spirito Santo, che essi devono meritare" (VD 263).

Alberto Rum Maria 

Nessun commento:

Posta un commento